Il centro di Montecatini, Joseph-Sadi Vita, è stato fra i protagonisti della vittoria su San Miniato: «Abbiamo dimostrato di essere vivi»
Il Montecatini Basket domenica scorsa ha fatto un’impresa battendo la capolista San Miniato al PalaTerme e tra gli eroi da ringraziare c’è anche Joseph-Sadi Vita. Il lungo rossoblù, con le sue giocate, ha spinto la squadra verso il traguardo. A mente fredda lui rivive così le emozioni della partita: «Domenica affrontavamo la capolista, una squadra che gioca bene a basket e che ha un roster importante. Vincere contro San Miniato ci ha motivato: la squadra c’è, ha dimostrato di essere viva e lotteremo ancora per provare a salvarci il prima possibile».
Vita è stato in campo nell’ultimo periodo, con coach Cardelli che lo ha preferito anche a Iannilli, una mossa che alla fine è risultata decisiva. «Il coach – ha spiegato il giocatore rossoblù – mi ha dato fiducia e io ho cercato di dare il massimo in campo per cercare di guadagnare più minuti possibili. In settimana avevamo preparato alcuni giochi e adattamenti per questa partita e io ho provato ad applicarli al meglio».
La stagione di Montecatini ci ha messo diversi mesi prima di ingranare, adesso però i risultati iniziano ad arrivare e in campo la squadra sta sfornando prestazioni molto positive, come quella dell’ultimo turno al PalaTerme. «Purtroppo qui a Montecatini la situazione in campionato non è stata quella che tutti ci aspettavamo – confessa il lungo rossoblù – In città e con i tifosi però mi trovo bene: sono sempre in tanti alle nostre partite e vedere più di mille persone lì per te ti aiuta e ti stimola. Giocare per un pubblico così è davvero tanta roba!». Per arrivare a questo punto però la squadra termale ha dovuto fare un percorso che l’ha costretta a cambiare pelle e anche allenatore. «Anche con Tonfoni – ha spiegato a riguardo Vita – mi sono trovato benissimo. In estate è stato lui a volermi, poi, quando le cose vanno male, ci sono delle scelte dolorose che vengono prese per dare una scossa. Abbiamo cambiato diversi giocatori e anche allenatore, ma chi va in campo poi siamo noi e quindi la responsabilità è principalmente nostra. Anche con coach Cardelli adesso mi trovo bene, lavoriamo sodo per fare bene in questo finale di stagione».
Il centro classe 1997 di Montecatini, originario del Congo ma di formazione italiana, in questa stagione è stato oggetto anche di un brutto gesto di razzismo durante la gara del girone d’andata in casa del gessi Valsesia. Un episodio condannato dai rossoblù per bocca dell’allora coach Tonfoni, ma disconosciuto dalla società piemontese che ha invece parlato di mistificazione dell’euforia post partita. «Premetto – ha detto a riguardo il giocatore rossoblù – che io non ho sentito l’avversario quando mi ha chiamato “scimmia”, ma non credo che coach Tonfoni e Tommei siano dei bugiardi. Nel 2020, purtroppo, succede ancora di sentirsi chiamare “scimmia”, ma le persone ignoranti le trovi ovunque, nel basket come in tutti gli altri ambienti, anche se io non ho certo tempo per dare peso e stare dietro a questo tipo di gente».
Nella pallacanestro però capita anche di trovare persone speciali. Per Vita una di queste è certamente il suo capitano, Guido Meini, per cui usa parole di miele. «Guido, prima di essere un grande giocatore di basket, è un signore fuori dal campo. Una persona buona, che mi ha sempre aiutato. Anche in campo poi è super: ha tanti consigli per me e quando in allenamento non lavoro bene è sempre il primo a motivarmi. Con Guido ho un ottimo rapporto, per me è un onore giocare con lui e spero di incontrare ancora tante persone così in carriera». E proprio proiettandosi al futuro termina la chiaccherata del giocatore di Montecatini. Nel breve periodo c’è da conquistare la permanenza in B della sua squadra, per poi continuare il suo cammino di crescita, in campo come fuori: «Per ora – conclude Vita – spero di salvarmi il prima possibile, magari infilando un bel filotto di vittorie che ci faccia anche evitare i playout. Per il mio futuro invece spero di riuscire a fare il meglio per me stesso: faccio questo di lavoro e mi auguro di riuscire ad andare in campo dando sempre il meglio per essere competitivo e per continuare a crescere sotto ogni punto di vista».



