Montecatini, verso una nuova realtà cestistica. Ecco il piano Andrea Luchi

Il manager, intervistato da La Nazione, presenta il nuovo progetto. «Gratitudine, generosità, sostenibilità, etica» le parole chiave

Proprio mentre la Viking Montecatini si salva senza problemi in C Gold, in città spunta un nuovo progetto cestistico. Chi lo concepisce e lo rende pubblico è Andrea Luchi. Dirigente di quello Sporting Club che raggiunse la vetta più alta del basket cittadino, Luchi vanta una carriera di alto profilo nella pallacanestro italiana. Messina, Pesaro, Scafati, Sassari e Virtus Bologna furono le sue tappe dopo gli anni d’oro in rossoblu. «In un momento di lucida follia, mi sono messo a scrivere un programma che possa lanciare una idea di pallacanestro su basi del tutto diverse da quelle tradizionali e convenzionali» apre il manager nell’intervista concessa al quotidiano La Nazione. «Un sogno che sarebbe fantastico trasformare in un progetto che metta al centro sostenibilità, nuove generazioni, rispetto di persone e impegni, l’etica e i valori».

Perché Luchi intenda concretizzare questa visione proprio a Montecatini non è difficile da intuire. «Sono orgogliosamente nato e cresciuto in questa terra, dove ho deciso di tornare alla fine della mia carriera da general manager. Ho dedicato 25 anni della mia vita alla pallacanestro: 10 da giornalista, telecronista e radiocronista, 15 da dirigente, di cui 6 nel Montecatini Sporting Club, dove ho contribuito a una promozione in A1, a uno Scudetto Juniores e dove ho disputato l’unica Coppa Europea, la Korac 2000-01, nella lunga storia dei colori rossoblù» dichiara orgoglioso lo storico GM, che passa poi a spiegare cosa l’abbia spinto a concepire questa nuova sfida.

«Seguo e osservo la pallacanestro in Italia e mi sembra un po’ a corto di idee. Vedo l’amato basket un po’ piegato su sé stesso, come se avesse perso la capacità di innovare che è sempre stata alla base dei propri successi. Così mi sono gettato su questa nuova idea, che ha già trovato dei sostenitori, ma che ha bisogno di ulteriori adesioni. Non parlo necessariamente di soldi. Non voglio monetizzare tutto – precisa l’ideatore – parlo anche di contributi di idee e competenze, che sono altrettanto importanti. L’ho fatto perché sono consapevole dell’importanza sociale dello sport, in particolare della pallacanestro a Montecatini e in Valdinievole, in termini di aggregazione, socializzazione, coinvolgimento, senso di appartenenza. Non sta a me dire se sia venuto bene o no, ma sono aperto a contatti, suggerimenti, offerte di collaborazione».

Un piano che secondo chi lo propone si può riassumere in quattro parole: «gratitudine, generosità, sostenibilità, etica. Gratitudine: ne ho molta verso le persone e la città che mi hanno dato l’opportunità di entrare con successo in questo mondo. Generosità perché lo scopo è riscoprire lo spirito dei fondatori dello Sporting: guardare non all’immediato, ma al futuro. Piantiamo un albero che potrà fruttificare magari fra 20, 30 anni e di cui dovranno godere soprattutto le future generazioni. Sostenibilità non solo economico-finanziaria, ma anche in termini di serietà amministrativa, di collaborazioni nel segno del rispetto reciproco: una società trasparente e capace di onorare i propri impegni. Etica perché alla base ci saranno una Carta dei valori e un Codice etico. Parlo di fair play, salvaguardia della salute degli atleti, rispetto degli avversari» spiega Luchi.

Le idee sono chiare. Adesso, oltre all’entusiasmo, servirà l’organizzazione per realizzarle. L’imprenditore termale, intanto, si sente fiducioso. «Il progetto è partito, sostenitori già ne abbiamo, ma c’è bisogno di ampliare la platea. Vogliamo coinvolgere tutti quelli che credono in un nuovo modo di riproporre il basket come sport e socialità. Ce la possiamo fare».

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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