Dopo l’autopsia, si procede per omicidio in concorso con l’aggravante dei motivi futili. Intanto al PalaSojourner appare un inquietante striscione
VENERDI’ 24 OTTOBRE 17:00
Giornata importantissima in quel di Rieti per quanto riguarda i fatti della sera di domenica 19 ottobre. Come spiegato in una conferenza stampa che ha avuto luogo venerdì mattina presso la Procura di Rieti, l’autopsia eseguita sul corpo dell’autista Raffaele Marianella ha confermato che a causarne la morte è stato proprio il sasso lanciato contro il parabrezza del pullman da uno dei supporters reatini autori dell’agguato. Come noto, tre tifosi locali sono stati posti in stato d’arresto in quanto riconosciuti come responsabili del reato.
«Il decesso di Marianella è stato causato dalle lesioni provocate dall’impatto della pietra sulla zona alto toracica – ha spiegato il procuratore capo Paolo Auriemma – Ad ora non è da escludere che vi sia stata anche una lesione provocata dal vetro del parabrezza, ma il nesso di causalità con la pietra rimane, in quanto la morte è una conseguenza diretta del lancio».
Insieme ad Auriemma sono intervenuti dinanzi ai microfoni dei giornalisti anche il sostituto procuratore Lorenzo Francia, il questore Pasquale Fiocco e il dirigente della Squadra Mobile Marco Stamegna. Pochi dubbi, secondo i presenti, riguardo la ricostruzione dei fatti. Il sasso che ha di fatto causato la morte di Marianella è stato lanciato da un singolo individuo, ma la tipologia di reato resta quella di omicidio in concorso, a causa della compartecipazione attiva di diversi soggetti alla pianificazione ed esecuzione dell’agguato. Le indagini, invece, non hanno finora evidenziato la componente della premeditazione mentre è emersa, sempre come spiegato dal procuratore Auriemma, l’aggravante dei motivi futili (art. 61 c.p.), quindi la sproporzione tra l’azione criminosa e il movente che l’ha scatenata.
L’attenzione degli investigatori resta però focalizzata anche sugli eventi prodromi dell’assalto, ossia sugli episodi verificatisi al PalaSojourner durante la gara e, in particolare, durante l’intervallo lungo. Momenti di tensione tra le due tifoserie che poi hanno portato alcuni soggetti della parte reatina a pianificare il terribile assalto. Come però dichiarato dal questore Fiocco, sebbene non in linea con quanto precedentemente detto dal presidente dell’ONMS Maurizio Improta in un’intervista al Corriere della Sera, la gara non richiedeva in partenza un dispiegamento di mezzi e di uomini, per così dire, diverso dall’ordinario.
«Non c’erano segnali evidenti di potenziali scontri, anche per il fatto che le due tifoserie non si erano mai incontrate nella loro storia – così Fiocco – Abbiamo comunque predisposto un servizio attento, anche per le escandescenze di cui si erano già resi protagonisti i tifosi reatini. Durante la gara è avvenuto un primo contatto, subito sedato dal personale sul posto. I tifosi ospiti sono stati poi fatti uscire dall’impianto e salire sul pullman in totale sicurezza. L’agguato è poi purtroppo avvenuto in un’area boschiva, poco illuminata e quindi con visibilità scarsa: tutte condizioni che hanno favorito l’azione dei responsabili del gesto. La Digos segue da tempo alcuni soggetti attenzionati, ma i fermati non erano considerati pericolosi: alcuni sono incensurati. Non era prevedibile un’escalation di questo tipo».
Sempre rimanendo al PalaSojourner, è notizia della giornata di giovedì la comparsa davanti all’impianto di uno striscione dai contenuti palesemente minacciosi ed inquietanti. “Nascondetevi infami. Sappiamo chi siete”, questo quanto scritto.
«Stiamo ravvisando un clima di nervosismo nella tifoseria reatina – ha così commentato il questore Fiocco – La tensione era già evidente durante la partita, anche a causa della sconfitta. Stiamo monitorando eventuali ritorsioni o gesti di protesta come lo striscione apparso nella notte. Sono momenti in cui qualcuno arriva ad alzare i toni e che consideriamo anche fisiologici, ma la situazione rimane sotto controllo».
GIOVEDI’ 23 OTTOBRE – ORE 20:00
Il gip di Rieti Giorgia Bova ha convalidato i fermi di Manuel Fortuna, Kevin Pellecchia e Alessandro Barberini, i tre ultrà della Sebastiani Basket accusati dell’assalto al bus dei tifosi del Pistoia Basket, costato la vita all’autista Raffaele Marianella. Dall’ordinanza emerge che i tre si sarebbero mostrati “compiaciuti per il lancio dei sassi”, esultando con frasi come “Li abbiamo distrutti, ce danno omicidio a tutti”, e Barberini: “Se piàmo l’autista è ‘na strage”, questo secondo quanto riferito da cinque testimoni. Il Gip sottolinea che le loro parole dimostrano “la piena consapevolezza della natura dell’azione” e che, pur essendo stato presumibilmente Pellecchia a scagliare la pietra fatale, gli altri due avrebbero avuto un ruolo attivo nell’ideazione e nell’esecuzione dell’agguato. Nel frattempo, è iniziata all’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti l’autopsia sul corpo di Marianella, disposta dalla Procura per chiarire le cause della morte.
GIOVEDI’ 23 OTTOBRE – 15:45
Svolta nelle indagini sull’assalto al pullman dei tifosi del Pistoia Basket, avvenuto domenica scorsa nei pressi di Rieti e costato la vita all’autista Raffaele Marianella. Il ventenne Kevin Pellecchia, fermato nei giorni scorsi, avrebbe ammesso di essere stato lui a lanciare il sasso che ha colpito il parabrezza del bus, provocando la morte del conducente. Secondo quanto riportato dall’ANSA, la confessione sarebbe emersa da un’intercettazione ambientale negli uffici della Questura, nella quale il giovane avrebbe detto: «Era quello più appuntito», riferendosi al sasso scagliato contro il mezzo. Durante l’interrogatorio, Pellecchia aveva invece negato di aver lanciato pietre, indicando in altri due – conosciuti come “Aba” e Manuel Fortuna – gli autori dei lanci. Nel verbale, il ventenne aveva dichiarato: «Manuel teneva in mano un sasso che avvolgeva quasi totalmente. Poi, quando è sopraggiunto il pullman dei tifosi pistoiesi, ha lanciato il sasso ma non so riferire il punto di impatto sul pullman». Aveva aggiunto inoltre: «Sicuramente ha colpito la parte frontale dell’autobus all’altezza dei vetri. Noi ci trovavamo alle spalle di Terni, in direzione di Rieti e quindi il pullman è sopraggiunto; a quel punto sono stati scagliati nella parte frontale del pullman, e cioè nel parabrezza anteriore». Le indagini proseguono per accertare le responsabilità degli altri partecipanti all’assalto.
MERCOLEDÌ 22 OTTOBRE
Novità nella giornata di oggi sulle indagini riguardanti l’assalto al pullman dei tifosi del Pistoia Basket costato la vita al secondo autista Raffaele Marianella. Il Questore di Rieti Pasquale Fiocco ha emesso 9 Daspo ai tifosi reatini «a seguito dei fatti delittuosi avvenuti dopo l’incontro di Basket tra le squadre della Real Sebastiani Rieti e della Pistoia Basket 2000 – si legge in una nota diramata dalla Questura – durante i quali ha perso drammaticamente la vita l’autista del pullman che trasportava la tifoseria ospite».
«Valutati gli elementi raccolti dal personale della Polizia di Stato impegnato nei relativi servizi di ordine e sicurezza pubblica – si legge nel comunicato ufficiale – il Questore Fiocco ha emesso, nei confronti di alcuni tifosi Ultras della compagine reatina, il provvedimento di Divieto di Accesso ai luoghi dove si svolgono le manifestazioni sportive (Daspo). Complessivamente, sono stati 9 i supporters reatini raggiunti dal provvedimento che una volta notificato, impedirà loro di accedere nei luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive».
La durata del Daspo, riferisce ancora la Polizia, «sarà di cinque anni per 8 tifosi, mentre uno di loro, già sottoposto ad analogo divieto, oltre a rispondere della violazione delle relative prescrizioni, non potrà assistere a manifestazioni sportive per 8 anni». Secondo quanto appreso dall’ANSA da fonti di polizia, i nove Daspo emessi riguardano quanto è accaduto al PalaSojourner durante l’incontro tra la Sebastiani e Pistoia, in particolare durante la pausa tra secondo e terzo quarto quando c’erano stati momenti di tensione che avevano richiesto l’intervento di Polizia e Carabinieri.
Non è chiaro al momento quanti dei nove ultrà raggiunti dal Daspo siano direttamente coinvolti anche nell’agguato al pullman che ha portato al fermo di altri 3 ultrà della Sebastiani ai quali la questura di Rieti ha fatto sapere «verrà notificato in carcere l’avvio del relativo procedimento amministrativo finalizzato all’emissione del Daspo».
Nelle prossime ore, peraltro, secondo quanto apprende l’ANSA, potrebbe allargarsi a nuovi indagati l’inchiesta sull’assalto al mezzo costato la vita all’autista Raffaele Marianella. Il pm Lorenzo Francia ha infatti conferito l’incarico per eseguire test sui Dna di almeno sei ultrà (sono tra coloro a cui è stato notificato il provvedimento del Daspo) per confrontarli con le tracce trovate sul mattone che ha frantumato il parabrezza del pullman, ovvero l’arma del delitto.
Tra i dettagli emersi nelle ultime, vi è anche quello sull’identificazione dei tre fermati per omicidio volontario, alla quale si sarebbe arrivati anche grazie a un minorenne, anche lui tifoso, che si trovava a poche centinaia di metri dal pullman, il cui racconto sarebbe stato decisivo. La Chiesa di Rieti intanto, per domenica 26 ottobre, ha invitato i cittadini e i rappresentanti delle istituzioni a partecipare a una fiaccolata silenziosa. L ‘appuntamento è alle 18.15 a Contigliano (Rieti), in via Polletti, nei pressi del Centro Pastorale diocesano.
MARTEDÌ 21 OTTOBRE
Proseguono le indagini sull’aggressione ai tifosi della Pistoia Basket avvenuta a Contigliano mentre i supporters biancorossi stavano facendo ritorno a casa in pullman dopo la partita disputata domenica 19 ottobre al PalaSojourner contro Rieti. In manette sono finite tre ultras reatini per omicidio volontario – Manuel Fortuna, Kevin Pellecchia e Alessandro Barberini – ma il lavoro degli inquirenti non è finito qua.
Al momento, restano solo loro gli indagati, come affermato all’ANSA dal procuratore capo di Rieti, Paolo Auriemma, il quale ha smentito smentendo la notizia di un quarto per favoreggiamento. Ma, secondo quanto appreso dalla stessa ANSA, la polizia starebbe svolgendo ulteriori accertamenti su almeno altri cinque ultras della Real Sebastiani, sospettati di aver avuto un ruolo nell’agguato. In particolare si cercano due delle tre auto che avrebbero seguito il pullman per diversi chilometri e, ovviamente, chi era presente a bordo.
La ricostruzione della tragedia si è inoltre arricchita di nuovi dettagli. Decisivo, oltre ai riscontri successivi condotti dagli investigatori, sarebbe stato, nei primissimi minuti dopo l’agguato al pullman, il racconto di uno dei sospettati fermati dalle forze dell’ordine. Il fuggitivo, rintracciato nei pressi della statale Rieti-Terni, stava tentando di allontanarsi dal luogo dell’agguato quando la polizia lo ha fermato insieme ad altri due dei tre ultras finiti ieri sera in manette.
I tifosi della Sebastiani coinvolti e finora identificati avrebbero raggiunto la zona a bordo di tre autovetture, ma solo una di queste è stata bloccata dalla polizia. A bordo delle altre due c’erano altri tifosi che si sarebbero rapidamente dileguati abbandonando i compagni. Gli inquirenti inoltre, stanno scandagliando le chat Whatsapp, dove potrebbero esserci altri nomi di chi ha partecipato alla “spedizione punitiva“, alla quale si fa riferimento nei messaggi, pianificata da almeno tre tifosi della Sebastiani basket Rieti.
I tre fermati intanto non sono ancora stati interrogati. Le deposizioni e le relative convalide degli arresti dovrebbero avvenire giovedì 23 ottobre, lo stesso giorno in cui verrà effettuata l’autopsia del corpo di Raffaele Marianella.
LUNEDÌ 20 OTTOBRE
Nella serata di lunedì 20 ottobre, è arrivata la prima svolta nelle indagini sulla tragica morte di Raffaele Marianella, il 65enne secondo autista del pullman dei tifosi del Pistoia Basket ucciso da un lancio di pietre al termine della partita giocata domenica alle 18 al PalaSojourner di Rieti. La polizia ha fermato tre persone, ritenute responsabili dell’assalto avvenuto sulla strada statale 79 in direzione Terni, all’altezza dello svincolo di Contigliano.
In carcere, come riportato dall’ANSA, sono finiti Manuel Fortuna, 31 anni, Kevin Pellecchia, 20 anni, e Alessandro Barberini, 53 anni, tutti appartenenti alla tifoseria organizzata della Curva Terminillo, uno dei gruppi ultras della Real Sebastiani. Nei loro confronti, fa sapere la Questura, “sono emersi gravi indizi di colpevolezza”. Un quarto ultrà è invece indagato a piede libero per favoreggiamento. I tre fermati sembrerebbero legati a gruppi di estrema destra.
LA RICOSTRUZIONE DELL’AGGUATO
Secondo la ricostruzione della polizia, al termine della partita tra Rieti e Pistoia, valida per la 6ª giornata del campionato di A2, già segnata da momenti di tensione tra il secondo e il terzo quarto – con tanto di intervento delle forze dell’ordine per sedare gli animi – è avvenuto un vero e proprio agguato contro i sostenitori ospiti. Subito dopo la fine del match peraltro, alcuni tifosi reatini avevano già cercato di raggiungere i tifosi biancorossi all’uscita del palasport ma erano stati allontanati dalle forze dell’ordine.
La polizia ha scortato come da prassi il pullman – con 47 passeggeri, molti dei quali appartenenti alla Baraonda Biancorossa – per alcuni chilometri. Dopo l’uscita per Contigliano, i tifosi reatini hanno assaltato il mezzo in un’area isolata e poco illuminata della Rieti-Terni dopo essersi nascosti nella vegetazione. La sassaiola ha colpito il parabrezza frontalmente, incrinandolo dalla parta dell’autista conducente e rompendolo da quello dove sedeva Marianella, colpito mortalmente da un mattone.
Gli agenti di scorta – secondo quanto riportato dall’ANSA – hanno notato fin da subito alcuni individui con il volto travisato fuggire a bordo di auto parcheggiate sotto un cavalcavia. Una di queste vetture è stata immediatamente bloccata e le persone a bordo portate in Questura. Da lì sono partite le indagini che, proseguite per tutta la notte, hanno portato ai tre fermi per omicidio volontario.
La polizia – si legge dall’agenzia – ha passato al setaccio i cellulari e le chat dei tifosi della Sebastiani, dove sarebbero emersi messaggi che fanno riferimento a un’azione premeditata. Al vaglio anche i filmati delle telecamere all’interno e all’esterno del PalaSojourner e lungo il percorso verso la superstrada, oltre ai dati delle celle telefoniche per ricostruire i movimenti dei presenti nella zona al momento dell’agguato. Sarà analizzato anche il mattone, arma del delitto, per verificare l’eventuale presenza di DNA.
Nella giornata di martedì sarà effettuata l’autopsia sul corpo di Marianella, mentre l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Ministero dell’Interno si riunirà per valutare ulteriori misure di sicurezza e possibili sanzioni. La Real Sebastiani Rieti ha annunciato che si costituirà parte civile contro i tre fermati.



