Napoli, i segreti di una squadra che sta incantando la Serie A

Squadra rivelazione del campionato, Napoli può contare su grandi individualità e su un sistema che le esalta

Il campo parla chiaro e non mente mai. Il momento che sta vivendo Napoli, prima in coabitazione alla vigilia della decima giornata di campionato, mette in chiaro che, adesso, non si può più parlare di un caso. La squadra che sabato sera scenderà sul parquet del PalaCarrara è a tutti gli effetti la rivelazione di questa Serie A, con quel record positivo di 7-2 che la mette alla pari di formazioni come Virtus Bologna, Reyer Venezia e Brescia: un parziale stagionale che probabilmente in pochi si sarebbero attesi. Appunto, solo i felsinei e i lombardi sono riusciti finora a far capitolare i partenopei, che ormai non possono più nascondere le mire ad un piazzamento play-off.

IL PRECEDENTE DI SANSEPOLCRO

Incrociati da Pistoia alla fine di quest’estate in occasione della Link Cup di Sansepolcro, gli uomini di coach Igor Milicic avevano subito impressionato. Allora poteva ancora non esserci una vera e propria amalgama di squadra, come è naturale che sia, ma le individualità avevano sicuramente colpito in positivo. Proprio in concomitanza di quella partita avevamo analizzato il roster a disposizione dell’allenatore croato e del suo primo assistente Cesare Pancotto. La gara, così come il torneo, vide Napoli trionfare, anche se all’appello mancava ancora un elemento.

Tyler Ennis, infatti, si sarebbe unito solo poco dopo alla squadra. Il prodotto di Syracuse, con un passato eccellente in NBA ed ex Fenerbahce, rappresentava la ciliegina sulla torta per un team che comunque era stato costruito con determinate ambizioni. L’apporto dell’esterno canadese in Serie A è sotto gli occhi di tutti: ad oggi è il miglior assistman del campionato, con 6.4 cioccolatini a gara serviti ai compagni. Le sue doti di realizzatore (mette insieme 10.6 punti a gara) hanno poi rappresentato un’ulteriore garanzia per una squadra che segna molto e con tanti uomini.

“ZUBA” E I SUOI FRATELLI

Chi invece è veramente salito sul piedistallo e agli onori delle cronache è il lungo croato Tomislav Zubcic, attualmente realizzatore numero uno della Serie A con 18.6 punti a gara e secondo miglior giocatore per valutazione (21 di media, dietro solo a Shengelia). L’ex Cibona Zagabria ha messo in mostra prima di tutto le sue qualità al tiro: segna infatti col 54,5% da dentro l’area e addirittura col 50% da dietro l’arco, praticamente una sentenza. Ma soprattutto “Zuba” è dotato di un’intelligenza cestistica e di un agonismo con pochi pari: tutti elementi che ne fanno l’uomo nel mirino delle difese avversarie.

Non è da meno il longilineo pivot Tariq Owens. L’ex Varese è il terzo miglior rimbalzista del campionato (8,4 a pochi decimi da Derek Ogbeide) e viaggia anch’esso oltre la doppia cifra di media. La sua presenza in area e la sua capacità nel salto ne fanno un grattacapo vivente per tutti i pariruolo. Così come non è affatto facile pareggiare l’intensità del polacco Michal Sokolowski, altro “total package” su ambo i lati del campo. Esperienza e apporto offensivo sono assicurate anche da Jacob Pullen: l’ex Brindisi raccoglie infatti 16 punti a partita ed è a tutti gli effetti l’arma segreta di coach Milicic, pronta ad accendersi nel momento in cui la gara lo richiede. Già con un quintetto così formato, domandarsi il perché del successo di Napoli diventa un esercizio fine a sé stesso.

PANCHINA CORTA?

Se proprio si deve trovare un difetto a Napoli, esso risiede nella panchina non profondissima. Si nota in effetti un calo drastico del minutaggio al di fuori dello starting five, con il solo sesto straniero Justin Jaworski ad ottenere consistente spazio. La guardia americana viaggia attualmente ai confini della doppia cifra di media e rappresenta in effetti un’arma in più nello scacchiere di Milicic. In verità, tuttavia, le rotazioni si allargano ad altri due elementi, ossia al play Giovanni De Nicolao e al pivot Alessandro Lever: entrambi sono tenuti in grandissima considerazione, soprattutto il lungo di Bolzano scuola Reggiana che si sta rivelando un ottimo aiuto per i titolari. Viaggia infatti a 6.4 punti di media, con il 68,4 % da due e il 32% da tre.

IL SISTEMA MILICIC

Dal suo arrivo sotto il Vesuvio, l’attuale C.T. della Nazionale polacca ha reso Napoli, senza timor di smentita, la squadra più spettacolare da vedere in campionato. Merito sicuramente delle scelte estive, ma il merito di coach Milicic sta proprio nell’aver usato gli uomini giusti nel modo giusto: far convivere infatti due esterni come Pullen ed Ennis non sembrava così facile all’inizio, così come potevano esserci dei dubbi sugli equilibri tra attacco e difesa.

L’intensità che i suoi uomini sono capaci di mettere in campo ha però permesso di coniugare alla perfezione la vocazione offensiva di diversi interpreti alla necessità di mettere in scacco il giro palla avversario. Ciò ha portato anche ad avere ben tre giocatori con 1.7 palle recuperate a gara: Ennis, Zubcic e Sokolowski. In soldoni, 5 a partita da coloro che sono anche chiamati a realizzare.

Non esiste, ovviamente, la perfezione e ogni squadra ha i suoi punti deboli, ma guardando Napoli oggi tutto pare passare in secondo piano rispetto al modo di stare in campo di una squadra che viaggia e pensa come una macchina. In molti si attendono un ridimensionamento nelle prossime giornate, o al massimo lungo il girone di ritorno. Ma più passano le settimane e meno possibilità sembrano esserci.

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