Napoli – Pistoia Basket, Sacripanti a 360°: «Volevo Saccaggi. Emozionato dal PalaCarrara»

Il coach di Napoli alla vigilia di gara 1 dei playoff con Pistoia: «Occhio alle tattiche difensive della Gtg. Dobbiamo imporre la nostra identità»

«Pistoia è una squadra atipica, mai facile da affrontare». Le parole di Pino Sacripanti ad un ascolto distratto, alla vigilia dell’ennesimo capitolo della saga che lo vede come “eterno rivale” della Pistoia dei canestri, potrebbero sembrare un inno al politicamente corretto. Visto che la sua Napoli milionaria è una delle favoritissime dei playoff, ulteriormente rinforzata dall’arrivo di un’arma illegale in A2 come Chris Burns. Ma di diplomatico Pino Sacripanti ha, fortunatamente, poco o nulla. E ci se ne accorge quando il tecnico canturino della Gevi parla proprio della Tesi Group che da domani proverà a fare la guastafeste alla corazzata partenopea nei quarti playoff.  «Ho provato a portare a Napoli in estate Lorenzo Saccaggi – svela – lo volevo nella cabina di regia e ci eravamo avvicinati molto anche a Fletcher prima che andasse alla Fortitudo. Pistoia ha avuto molti alti e bassi, è una squadra atipica con lunghi dalle mani dolcissime, con un giocatore come Della Rosa che cambia ritmo, capace di molte tattiche difensive. Ma rimane una squadra con cui non è facile giocare contro».

Dai possibili intrecci di mercato, in un’estate che pare lontanissima dopo una stagione così faticosa che la maratona di A2 ha contribuito ad ingarbugliare, a quelli del campo. Con Pistoia e Napoli a sfidarsi domenica per la terza volta in stagione dopo 29 anni dall’ultimo ed indimenticabile confronto (la serata della promozione della Kleenex in A1 il 10 maggio 1992), con Sacripanti ancora opposto a Lorenzo Il Magnifico dei canestri biancorossi che proprio lui portò da Pistoia all’azzurro dell’Europeo Under 20 del 2012 e soprattutto ancora nelle vesti di “miglior nemico” di una piazza biancorossa a cui è comunque legato. Le sue parole, quella lacrima sul viso che disse di essersi asciugato all’entrata nel PalaCarrara deserto in campionato, hanno fatto emozionare tutti. Anche perché l’astinenza dalle tribune, non è certo la miglior cura per lenire una dolorosa autoretrocessione.

«Ho detto di essermi emozionato ed è la verità – ci dice Sacripanti da una Napoli dove i 30° di questi giorni favoriscono i primi bagni – A Pistoia ho giocato partite importanti, con Cantù, con Avellino, di playoff in Legadue. Mi porto impresso un palazzo stracolmo con un’energia incredibile, sempre difficile da espugnare. Ricordo al mio primo anno ad Avellino (stagione 2015/ 2016) giocammo la terza gara dei quarti playoff (vinti 3-0 dalla Sidigas contro Kirk e soci), vincemmo gara3 e conquistammo la semifinale in un clima infuocato. Si respirava passione vera e vederlo deserto mi ha emozionato».

Se in campo la cavalcata della Gevi sembra non esser stata toccata da un’atmosfera generale segnata dalla pandemia, tanto è stata impetuosa, impossibile non pensare al risveglio vulcanico dei baskettari partneopei che la super stagione della squadra di Sacripanti avrebbe generato che avrebbe risvegliato. «L’anno scorso quando sono arrivato a Napoli alla prima gara c’erano 600 persone – dice il coach della Gevi – prima del lockdown, dopo una nostra striscia positiva che ci aveva proiettato in alto, ce n’erano 3000. Il pensiero che ci ha accompagnato tutto l’anno è che avremmo fatto in questa stagione sempre il tutto esaurito. Ma in una situazione così difficile a livello mondiale, dobbiamo pensare ad essere contenti di finire i campionati nonostante tutto. Nonostante noi addetti ai lavori, ma soprattutto i giocatori per di più ragazzi tra i 25 e i 30 anni, abbiamo rinunciato fin dall’inizio ad una parte di vita limitata al casa-palestra, palestra-casa. Ma nonostante tutto, siamo anche fortunati a poter giocare».

Napoli, dopo aver sofferto tanto sotto canestro, punta in alto. L’arrivo di Burns è un segnale chiaro delle ambizioni e della voglia di giocare tutte le carte per dar l’assalto all’A1. «Senza piangersi addosso noi conviviamo da tempo con diversi problemi – continua il tecnico di Napoli- ci siamo allenati anche in sei per i guai fisici di Uglietti, Marini e Lombardi ancora non riesce ad essere dei nostri. Più che un innesto, Burns è una sostituzione anche se sappiamo tutti che è un giocatore di alto livello che speriamo ci dia molto. Io sono contento più del lavoro che ha fatto la mia squadra con dedizione e non parlerei di dominio scontato anche perché di squadre buone ce ne sono. Detto questo non ci siamo mai nascosti, vogliamo far bene. Se penso alla serie con Pistoia, dico che noi vogliamo essere noi stessi, abbiamo voglia di governare il ritmo e sappiamo che per farlo dobbiamo resistere ai cambi difensivi di Pistoia. Chi riuscirà ad imporre la sua identità, avrà la meglio».

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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