Oggi nelle file di Nardò, l’ex Pistoia Mitchell Poletti ha ripercorso la sua avventura in biancorosso elogiando l’attuale stagione della Gtg
Si è preso la squadra sulle spalle nei momenti più critici di questa prima parte di stagione, guidandola dal fondo della classifica fino alla base del podio. Prima dell’arrivo di Russ Smith a contendergli questo ipotetico titolo, non c’erano dubbi su chi fosse il trascinatore principe dell’Andrea Pasca Nardò versione 2022/23. Giunto all’alba dei suoi 35 anni (li compierà all’indomani del match del PalaCarrara), Mitchell Poletti è uno dei leader tecnici e carismatici della formazione allenata da coach Gennaro Di Carlo. Nel folto curriculum del lungo nativo di Milano figura anche la stagione vissuta a Pistoia, a cavallo di un anno, il 2020, finito presto nelle pagine nere della storia del nostro Paese. Conclusa l’esperienza in Toscana, Poletti ha trovato a Nardò l’ambiente giusto dove iniziare una nuova, l’ennesima, avventura professionale.
L’ADDIO A PISTOIA E LA FIRMA CON NARDÒ
«La stagione a Pistoia si è conclusa con il raggiungimento dell’obiettivo prefissato a inizio stagione – ha raccontato Poletti – Ai play-off purtroppo abbiamo incontrato Napoli, forse la squadra meno giocabile in assoluto in quel tabellone. Siamo usciti lottando con onore. È stata un’annata con un miliardo di difficoltà a causa del Covid. Al termine di essa la società aveva l’opzione per uscire dal contratto e l’ha esercitata. Evidentemente le cose non sono andate pienamente come volevamo da entrambe le parti. Finito sul mercato ho ricevuto la chiamata di Nardò, una proposta che mi è piaciuta subito anche per l’allora presenza di coach Marco Gandini. Con lui avevo lavorato da giovane e così ho deciso di accettarla».
Conclusa la prima stagione in terra pugliese, di comune accordo con la società è arrivata anche la conferma per l’attuale annata. Sintomo della grande sintonia con l’ambiente. «A Nardò mi sto trovando molto bene e lo dimostra il fatto che sia rimasto per un’ulteriore stagione. Avevo un contratto di un anno che abbiamo deciso di estendere appena finita la scorsa annata. Sia io che la società siamo rimasti contenti del percorso e abbiamo deciso di proseguire assieme. Nonostante sia una società nuova per questi livelli si respira tanta passione e voglia di far bene».
UN INIZIO DI STAGIONE COMPLICATO
All’esordio con sorriso tra le mura amiche contro l’altra toscana Chiusi, si è opposto un conseguente impatto piuttosto duro col Girone Rosso per Nardò. Una serie di quattro sconfitte consecutive, l’utlima delle quali proprio contro la Giorgio Tesi Group lo scorso 30 ottobre. «Siamo partiti con un po’ di handicap dovuto ad alcuni infortuni capitati in pre-season i quali non ci hanno permesso di lavorare al massimo – ha ammesso il centro – Onestamente siamo arrivati poco pronti al campionato anche per questo, in più all’inizio abbiamo perso diverse partite buttandole via».
Un periodo oscuro interrotto dal pesante scalpo ai danni dell’Unieuro Forlì, un primo tassello per il rilancio in classifica arrivato secondo Poletti due settimane dopo. «La vittoria sul parquet di Cento credo sia stato un episodio che ci ha fatto svoltare. Siamo riusciti a compattarci ed anche grazie all’arrivo di Russ Smith, un giocatore di livello altissimo che ci ha dato una grande mano, abbiamo messo su un bel filotto di vittorie». In una squadra minata dai problemi fisici e in un momento complicato a livello di risultati. Poletti è riuscito a portare in palestra tutta la sua leadership, guidando la sua squadra non solo caratterialmente ma anche a livello realizzativo. Giunti alla 17a giornata infatti, il numero 4 è il miglior marcatore italiano di tutto il Girone Rosso, con 16,7 punti di media a partita.
«La situazione infortuni ha fatto sì che probabilmente il gioco sia passato più dalle mie mani di quanto fosse preventivato ad inizio stagione. Così come il livello di minutaggio, più alto del previsto considerando anche l’età che ho. Le cose però stanno andando bene personalmente e mi son trovato subito in sintonia con i compagni. Finora è stata una di quelle stagioni che quando doveva entrare un palla in più è sempre entrata. Lo dico anche sfidando la sorte, spero vada avanti così fino alla fine dell’anno (ride nda)».
LA GARA DELL’ANDATA
Un incrocio con Pistoia già vissuto al PalaSport S. Giuseppe da Copertino, durante la 5a giornata di campionato. Un match a senso unico, comandato dalla formazione di coach Brienza dall’inizio alla fine. Una prova di forza che ha colpito nettamente Poletti, i cui ricordi su quella serata restano lucidi. «La partita dell’andata è come se non fosse mai cominciata realmente – ha ammesso senza mezzi termini – Pistoia ci ha surclassati in ogni ambito del gioco, facendo una gara nettamente migliore della nostra. Probabilmente Pistoia è la squadra migliore che ho incontrato fino a questo momento della stagione. Durante quel match mi fecero davvero una grande impressione per dedizione e disciplina. Mi ricordo che Copeland era appena arrivato ma giocò subito molto bene, sintomo della solida quadratura dell’intera squadra. Rimasi impressionato in particolare dall’intensità e dall’attitudine difensiva».
L’ESPERIENZA A PISTOIA
A Pistoia, Poletti ha vissuto una stagione surreale e anormale, tempestata dalla pandemia. Palazzetti vuoti, tanto tempo passato in casa e poco spazio per la spensieratezza. Nonostante l’ottenimento dell’obiettivo principale e i discreti numeri personali (12,4 punti e 6,1 rimbalzi di media), rimane difficile per il lungo lombardo non manifestare amarezza per ciò che sarebbe potuto essere in altre condizioni, specialmente a livello di coesione del gruppo.
«La mia annata a Pistoia sfortunatamente è stata costellata da diverse problematiche – ha detto candidamente – Le responsabilità sono sicuramente da dividere. Al tempo c’era un allenatore diverso rispetto all’attuale. In più la stagione fu complicata dal Covid. Potevamo vederci poco causa coprifuoco e questo non ha aiutato a creare un gruppo solido. Da parte mia credo di aver fatto qualche errore, non è stata una grande stagione dal punto di vista personale. Avrei senza dubbio potuto fare meglio come coesione e unione con il gruppo. Quell’anno mi sento di poter dire che non fu il migliore anno di Pistoia come forza del nucleo, per responsabilità condivise un po’ da tutti tra cui molte anche mie».
Una forza quella del gruppo, oggi divenuta cristallina anche per chi guarda da lontano. «Oggi invece vedendo le loro gare si vede che sono molto uniti. Brienza sta facendo un lavoro incredibile per quello che ho potuto vedere da fuori. Si percepisce che i sacrifici fatti in partita sono figli anche di questa unione oltre che dell’organizzazione data dall’allenatore». Nota dolente di quella stagione l’assenza del calore dei tifosi. Gli spalti deserti non hanno certo aiutato la crescita di una squadra costruita quasi interamente da zero. Eppure, nella mente di Poletti sono indelebili le immagini dei tifosi biancorossi.
«Nonostante fu un anno senza tifosi presenti al palazzetto ho comunque grandi ricordi del pubblico biancorosso. Ero stato a giocare a Pistoia anche in precedenza e credo il PalaCarrara sia veramente bellissimo. Mi ricordo gli anni dell’allora LegaDue, quando Pistoia arrivò due volte in fondo e ottenne la promozione. Un ambiente caldissimo. Quando è così diventa un piacere non solo giocarci da squadra di casa ma anche come ospiti. Una passione ed un calore del genere spingono tutti. Sono curioso e contento di poter venire a Pistoia e trovarci il pubblico. Significa che siamo tornati alla normalità ed è bello che la gente torni a riempire i palazzetti».
LA SFIDA DEL PALACARRARA
Domenica sarà tempo di deporre ogni emozione e scendere sul parquet per dare del filo da torcere a una delle tre capolista del Girone Rosso. Un match che si preannuncia una montagna all’apparenza insormontabile. «Mi auguro la gara di ritorno sia diversa da quella dell’andata, almeno per potersela giocare un po’ di più. Come tutte le partite di Pistoia sarà intensissima, dura e ruvida. La difesa è ciò che contraddistingue questa squadra. Noi invece siamo una formazione più offensiva, vedremo cosa prevarrà. Inoltre Pistoia è una squadra che con noi si accoppia benissimo, proprio per fisicità. In trasferta non è mai facile vincere e non lo è mai stato a Pistoia. Partiamo senza dubbio come sfavoriti ma senza piangere e partire battuti. Le problematiche le hanno tutti, così come qualche calo fisiologico all’interno di una stagione».
Ciò che non mancherà, dopo tre sconfitte consecutive, sarà sicuramente la voglia di rivalsa di Poletti e tutta Nardò. «Quando si fa qualche sconfitta in fila si vuol tornare il prima possibile a riassaporare il gusto della vittoria. Facciamo affidamento anche su questo per arrivarci con l’energia giusta. La nostra volontà e speranza è di fare risultato».
L’EX COMPAGNO BENETTI
Al PalaCarrara contro Nardò sembra tutto apparecchiato per il debutto ufficiale con la Giorgio Tesi Group di Gabriele Benetti. L’ultimo arrivato in casa Pistoia è tra l’altro un ex della sfida, avendo militato tra le fila dei leccesi proprio all’inizio dell’attuale stagione. «Conosco Benetti perché all’inizio dell’anno ha fatto un mesetto qui con noi giocando la Supercoppa. Secondo me è un bravissimo ragazzo, con il quale mi sono trovato veramente molto bene. Credo sia un’ottima aggiunta per Pistoia, è un cestista molto duttile. Un giocatore diverso da Del Chiaro, più 4 che 5. Gabriele è un giocatore tosto e intelligente, in un sistema ben strutturato come quello di Pistoia credo sarà facile inserirsi per lui. Per il giocatore che è non credo che avrà problemi a portare il suo contributo».
OBIETTIVI CHIARI
A poche ore dall’inizio della 18a giornata, l’HDL Nardò naviga circa a metà classifica del Girone Rosso. Un campionato fin qui percorso sulle montagne russe, tra brusche serie negative e filotti di vittorie. Nonostante abbia assaporato anche il podio e sia tutt’ora in zona play-off, per Poletti è ancora tempo di volare basso con le aspettative. «Il nostro obiettivo resta quello di salvarsi il prima possibile. Non dobbiamo dimenticarci che l’anno scorso abbiamo raggiunto la salvezza soltanto ai play-out in trasferta a Capo d’Orlando. Ci salvammo con grandi problematiche, arrivando all’ultima gara con difatti mezzo piede in Serie B. È stato bello venire fuori così bene dopo una brutta partenza ma soltanto quando sarà certo il mantenimento della categoria, tutti noi faremo un pensierino anche all’accesso ai play-off. Sarebbe un grande risultato a livello societario».
Pochi dubbi anche sul ruolo da protagonista di Pistoia anche dopo la regular season. L’ex GTG vede infatti non solo Pistoia come una delle maggiori forze del Girone Rosso ma come una delle formazioni più forte dell’intera A2. «Faccio fatica a vedere Pistoia fuori dalle prime 4 dei due gironi per quello che ha espresso fino a oggi. A maggio poi ovviamente conterà molto la forma fisica ma è anche questo il bello della post-season».



