«È stata una bella partita, ma per tutto il tempo una parte del pubblico ha urlato contro di me», il racconto di Diletta Nerini
Ha fatto parlare di sé, e non per meriti sportivi, quanto si è visto domenica al Palapertini di Ponte Buggianese, in occasione della partita fra le padrone di casa, la Butera Clinic Nico, e la Green Le Mura Springs Lucca, valida per il campionato basket femminile di serie B. Un derby vero e proprio, con in campo due squadre molto ben attrezzate e preparate. Al termine dei 40 minuti di una sfida combattuta ed equilibrata, ad avere la meglio sono state le lucchesi, un gruppo più amalgamato, che nei momenti decisivi è riuscito ad essere più lucido e preciso. Un duello sentito fra due società che si conoscono molto bene, nei roster delle quali si contano diverse ex. Forse troppo sentito.
Se in campo si è assistito ad un bello spettacolo di sport, una parte del pubblico lucchese non ha messo in scena uno spettacolo altrettanto sportivo. Un gruppo di piccole atlete, insieme alle proprie madri, fin dall’ingresso in campo avrebbe iniziato a bersagliare con insulti e prese in giro la capitana della squadra valdinievolina, Diletta Nerini, che in passato ha militato nel club lucchese e, che da allenatrice, nel corso di alcuni camp e della Coppa Italia Under 14 dello scorso anno, ha avuto modo di seguire delle ragazze del settore giovanile de Le Mura Spring. Cori, fischi, prese in giro e addirittura insulti. Un comportamento che Diletta non si sarebbe mai aspettata, e che ha preso di sorpresa tutto il gruppo pontigiano.
«È stata una bella partita, giocata alla pari, dove loro hanno vinto con merito e su questo non ci piove.
Purtroppo per tutta la gara, un gruppo di persone fra il pubblico è stato a prendermi in giro e urlarmi – dice Diletta Nerini – Io non ho reagito, perché finché giochiamo penso solo a giocare. Finita la partita ero tranquilla a salutare i miei bimbi e le mie bimbe del giovanile, mentre dalla parte opposta, mamme e addirittura bimbe, continuavano con gli insulti. Invece di festeggiare come stavano facendo le ragazze in campo pensavano a urlare a me. Quando sono andata a chiedere spiegazioni la madre ha difeso a spada tratta la bimba e l’allenatore del giovanile mi ha accusato di aver avuto una reazione esagerata – le parole di Nerini – Per me queste sono cose che rovinano lo sport. Il basket femminile non necessita di questo ma di ben altro. Non è la prima volta che succede, ma bensì sempre quella società si è resa protagonista di questi atteggiamenti, in partite giovanili della passata stagione. Detto questo, per me finisce qua. Io continuo per la mia strada e con i miei principi. Sia quando gioco che quando alleno. La strada per noi è lunga ma ogni weekend, ad oggi, facciamo un passo avanti come squadra. Nonostante la sconfitta, sono orgogliosa di quello che siamo».



