Il 19 novembre 1986 Andrea Niccolai debuttava in nazionale maggiore a soli 18 anni. I ricordi azzurri del campione termale ora vice a Biella
Nel 1986 succedono un bel po’ di cose. Il disastro di Cernobyl avvelena mezza Europa, l’Italia si connette per la prima volta a internet dal CNIT di Pisa, Rita Levi-Montalcini vince il Nobel per la medicina, i Queen lanciano la loro ultima storica tournée. Maradona strega il mondo col gol del secolo e la mano de dios, vincendo il Mondiale messicano con la sua Argentina. Nel pugilato il ventenne Mike Tyson diventa il più giovane campione mondiale dei pesi massimi. Anche per la pallacanestro sono anni iconici. L’NBA beneficia della leggendaria contesa tra i Lakers di Magic Johnson e i Celtics di Larry Bird. In Italia l’Olimpia Milano di Dan Peterson domina incontrastata e sta per vincere l’agognata Coppa dei Campioni. In scala ridotta, luccica pure il basket locale.
La Maltinti Pistoia e la Panapesca Montecatini sono entrambe in serie B, prima pura e semplice (1985/86), poi B d’Eccellenza (1986/87), a stimolarsi a vicenda in una competizione che le porterà contemporaneamente subito in A2 e qualche anno dopo in A1 (promozione del 1991/92, anche se la Panapesca era già salita al piano di sopra nel 1988-89 per poi retrocedere subito). Nella squadra termale c’è un ragazzino parecchio forte. Si chiama Andrea Niccolai, classe ’68, ed è un prodigioso mix di doti tecniche e atletiche. Ha fatto tutta la trafila di nazionali giovanili, però si sa, la chiamata di quella maggiore arriva per pochi eletti. Lui la riceve un paio di giorni dopo aver compiuto la maggiore età, dal CT Bianchini, diventando uno dei più giovani di sempre ad aver vestito azzurro. E soprattutto, il primo ad averlo fatto militando in serie B.
Mercoledì 19 novembre 1986, esattamente trentacinque anni fa, Niccolai fa il suo esordio tricolore nell’amichevole giocata e vinta a Siena contro la Cecoslovacchia. La prima di sessantacinque presenze (e 496 punti) con la nazionale A, l’ultima nel 1994 a Forlì, proprio nella casa della sua squadra di club dell’epoca. Otto anni di orgoglio azzurro, di maglie sudate e onorate. Tante soddisfazioni ma anche qualche delusione. Tutto, iniziato tre decenni e mezzo or sono. A portarci indietro nel tempo ci pensa direttamente lui. Nik o “NiccolAir”, attuale vice coach di Biella, che domenica ospiterà il Pistoia Basket per l’ottava giornata di serie A2 girone verde.
ANDREA NICCOLAI E LA NAZIONALE: L’ESORDIO PIÙ ALTRE ISTANTANEE
«La chiamata in nazionale maggiore fu una vera e propria sorpresa – commenta la bandiera termale – . Giocavo in serie B, avevo fatto la trafila delle giovanili ma essere chiamato coi grandi fu uno shock positivo. Di quella convocazione se ne parlò molto, Bianchini da gran comunicatore lo aveva messo in conto. Per quella partita tantissimi tifosi montecatinesi si presentarono a Siena con pullman e striscioni, sono ricordi indelebili». D’altronde per il popolo rossoblù quel bimbo prodigio era un patrimonio da accudire e proteggere. Il punteggio premiò gli azzurri per 83-67 e Niccolai resse bene il campo andando anche a referto con 3 punti in dieci-quindici minuti. «Fu tutto incredibile, compreso il contatto con mostri sacri di serie A come Riva, Magnifico, Brunamonti, Costa e tutti gli altri».
Coincidenza vuole che oggi sia l’anniversario anche di un altro avvenimento dal sapore azzurro che riguarda Andrea e che coinvolge anche la sua città. 19 novembre 1991, cinque anni dopo il debutto e quindi trent’anni rotondi fa. La nazionale di Sandro Gamba è attesa al PalaTerme per l’amichevole con la Francia (foto copertina). Oltre a Nik tra i convocati c’è anche il gemello del canestro Mario Boni, che però è costretto a rimandare il suo primo match con l’Italia per l’infortunio rimediato nel derby del 10 novembre vinto in casa della Kleenex Pistoia. Tanto per intendersi, il derby in cui mitraglia gelò e sospese il PalaFermi con quattro bombe nei primi due minuti di gioco. Mario giocherà la sua unica gara in nazionale l’11 febbraio del ’92, al fianco di Andrea (nella foto qui sotto), sempre a Siena sempre contro la Cecoslovacchia.

Ma aldilà della sfortunata assenza del compagno, per Andrea si trattò di un’altra serata da incorniciare, condita anche con 15 punti davanti al proprio pubblico. «Giocare a casa propria fu memorabile, se non sbaglio per quella partita fui anche capitano. Sono momenti che restano dentro a riempirti di orgoglio ed emozione». In effetti non potrebbe essere altrimenti. Le cartoline tuttavia non sono finite. «Il momento più alto che ho vissuto in nazionale è stato il mondiale giocato in Argentina nel ’90 – sempre con Gamba come guida tecnica – . Davvero una bellissima esperienza, anche se sfortunata per il risultato visto che arrivammo noni perdendo soltanto una partita nel girone».
Niccolai non dimentica nemmeno quello che definisce l’unico grande rimpianto del suo ciclo azzurro, la mancata qualificazione alle Olimpiadi del 1992. «Facevo parte di quell’Italia in pianta stabile. Mi alternavo con Riva ma giocavamo quasi 20 minuti a testa. Non riuscimmo a qualificarci per le Olimpiadi di Barcellona, quelle del Dream Team. In Spagna al Preolimpico si qualificavano le prime quattro e noi arrivammo quinti. Peccato, sarebbe stato il coronamento di un’esperienza meravigliosa vissuta in nazionale, per di più in una squadra dov’ero protagonista».
Infine un commento sull’Italbasket di oggi, che a giudicare dagli ultimi trascorsi promette discretamente bene. «Ci sono tanti ragazzi giovani e di talento che possono creare un nucleo su cui costruire qualcosa di importante. Il ricambio generazionale è già iniziato, con allo stesso tempo la presenza giocatori di qualità e di caratura internazionale. Credo si debba essere ottimisti».
Andrea Niccolai pronto alla sfida contro Pistoia https://pistoiasport.com/niccolai-il-simbolo-di-una-rivalita-cestistica-nuovamente-contro-pistoia/


