Nicola Melani, una carriera al servizio dei numeri 1

Da Perin alla Ohrstrom, dalle promozioni in C con Pistoiese e Siena, allo scudetto con la Fiorentina Women’s. Nicola Melani si racconta ai microfoni di Pistoia Sport

La passione per il ruolo di preparatore dei portieri lo affascina già da giovane. Una carriera iniziata nel 1993, proprio un anno dopo l’introduzione della regola che impediva per la prima volta al portiere di prendere con le mani il pallone ricevuto da un retropassaggio di un compagno di squadra. Sembra una casualità ma quella regola che rivoluziona letteralmente il ruolo dell’estremo difensore, facilita in un certo senso Nicola Melani ad intraprendere questa professione: «Se oggi faccio questo mestiere lo devo sopratutto a Enio Quintavalle, purtroppo scomparso qualche anno fa. È stato il mio vecchio preparatore, con lui facevo anche lezioni private. Un giorno, dopo il mio ennesimo infortunio, mi guardò negli occhi e mi disse “Ci vuoi mangiare con il calcio? Allora visto che hai un buon piede e oggi i preparatori sono richiesti, fossi in te ci penserei”» .

Nicola Melani da quel momento iniziò ad allenare nel Ramini, quando ancora difendeva i pali del Calenzano nel campionato di Eccellenza, poi il successivo passaggio in arancione: «Sono rimasto alla Pistoiese per 13 anni iniziando dalle giovanili con la categoria esordienti fino alla primavera, per poi arrivare in prima squadra dove abbiamo vinto prima il campionato di Eccellenza con mister Agostiniani e il campionato di serie D, due anni dopo, con Massimo Morgia».

Da Perin alla Ohrstrom, dalle promozioni in C con Pistoiese e Siena, allo scudetto con la Fiorentina Women’s. Traguardi e soddisfazioni personali che hanno reso Melani uno dei migliori preparatori dei portieri a livello professionistico. Ma andiamo per gradi. La prima scoperta di Melani risale al 2007. Insieme al Ds Simone Mazzoncini furono gli unici a credere nelle doti di un certo Mattia Perin, andando contro ogni dubbio degli altri dirigenti del sodalizio arancione: «Pur essendo piccolino Mattia era veramente di un altro livello rispetto agli altri. Spingeva addirittura con la gamba opposta e pur sbagliando arrivava dove gli altri, facendo due passi in più, non riuscivano ad arrivare. Aveva questa forza esplosiva nelle gambe eccezionale, praticamente due molle. I dirigenti non lo volevano prendere ma alla fine abbiamo avuto ragione noi».

Rimanendo in tema Pistoiese, nel 2014 arriva la promozione in C con Massimo Morgia, un allenatore che è rimasto veramente nel cuore di Nicola: «La forza di quella Pistoiese è stata senza ogni minimo dubbio l’allenatore. In tutto l’arco della mia carriera di tecnici preparati come lui ne ho visti davvero pochi. Ho visto passare tanti allenatori, sia dalla Pistoiese che dalla Fiorentina, tra i quali Cincotta, molto bravo e preparato. Credo però che Massimo Morgia, a livello tattico e tecnico, può veramente insegnare a tutti. Non per niente tanti allenatori di serie A, anche molto affermati, lo chiamavano sempre per confrontarsi. E poi c’era quella forza del gruppo, aspetto fondamentale che nella sue squadre è sempre stato un punto fermo. È stato un vero peccato che nell’anno successivo non abbia avuto la possibilità di dare continuità a quella meravigliosa scalata proseguendo con il suo progetto».

L’avventura di Melani al fianco di Morgia continua comunque nella stagione successiva al Siena, dove con i colori bianconeri conquista la promozione in serie C e la poule scudetto. Poi c’è stata la chiamata della Fiorentina, un traguardo meritato e altrettanto pieno di soddisfazioni: «Sono arrivato a Firenze come preparatore dei portieri e come secondo allenatore della serie A femminile. Nell’anno successivo il professor Vergine mi propose di allenare anche gli Allievi fino alla Primavera. Col femminile abbiamo vinto un campionato di serie A, due supercoppe e una Coppa Italia con mister Cincotta. Tre anni fa, poi, sono stato in ritiro a Moena con la Primavera e la prima squadra. In quelle circostanze hai la possibilità di vedere un altro mondo, giocatori già affermati, è stata una bellissima esperienza e un’ emozione particolare».

Nel calcio di oggi, oltre che a parare, il portiere deve possedere doti tattiche, lettura del gioco e di orientamento sempre più importanti, perché la costruzione dell’azione di gioco inizia quasi sempre dai piedi del portiere: «Sì, il lavoro del preparatore è cambiato tanto. Rispetto a prima il lavoro è molto più situazionale e l’esercizio è molto più vicino alla similitudine di una partita. Prima si lavorava tanto sulla tecnica, sugli spostamenti laterali, adesso è più improntato sulla situazione di gioco. Il portiere rispetto a prima gioca più con i piedi ed è come se fosse veramente un difensore in più. Anche le uscite vengono fatte in modo diverso, prima venivano fatte uno contro uno, oggi tanti le fanno a croce. Personalmente sono molto tradizionalista anche se rispetto chi allena con questi metodi, sono solo punti di vista».

«La mia più grande soddisfazione? Nel corso della mia carriera qualche soddisfazione me la sono tolta. Oltre a Perin ho allenato Brancolini, attualmente a Lecce, Cerofolini della Fiorentina e Ghidotti del Como. Nel femminile Katja Schroffenegger e Durante Francesca che oggi giocano nelle rispettive nazionali, oltre a Bartalini e Stephanie Ohrstrom, quest’ultima attuale portiere della Roma. Il mio sogno? Con tutto il rispetto per il calcio femminile che sto allenando – sorride Melani – sarebbe quello di poter arrivare nella massima serie e di tornare magari un giorno negli uomini. Arrivare in serie A credo sia il sogno nel cassetto di molti».

Emiliano Nesti
Emiliano Nesti
Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.

RISPONDI

Inserisci il tuo commento
Il tuo nome

LE ULTIME

Leggi anche

Serie C: è derby tra Bottegone e Agliana

Nell’ottava giornata di ritorno, le due squadre pistoiesi di Serie C si sfideranno per conquistare la vittoria e...

Pistoiese, è la vittoria della resilienza: grande cuore e voglia degli orange

La Pistoiese soffre più del previsto per il rosso a Gennari, ma è brava a tenere botta e...

Prima, giornata 23: una domenica cruciale per la lotta salvezza

Sfide chiave per Cqs Tempio e Spedalino, nella Montagna debutta mister Ceccarelli. Aglianese, Monsummano e Quarrata fuori casa Questa...

La Fabo saluta il Palatagliate con una vittoria: Fiorenzuola al tappeto

Nell’ultima a Lucca la Fabo conquista due punti con una prestazione convincente: Aukstikalnis, Zugno e Tsetserukou ne fanno...