Niente Terza Categoria per lo Spazzavento Masotti: i motivi della scelta

Lo Spazzavento Masotti non si iscrive al prossimo campionato di Terza Categoria, il presidente Breschi: «C’è grande delusione»

La società Spazzavento Masotti non parteciperà al prossimo campionato di Terza Categoria: nei giorni scorsi è arrivata l’ufficialità della notizia attraverso l’apposito comunicato. Lo Spazzavento ad inizio estate si era unito al Masotti, club di Uisp, ma non potremo vedere i frutti di questa collaborazione. Il presidente Gastone Breschi ci ha spiegato quali sono state le motivazioni che hanno portato la società a non iscriversi al torneo, svelando i retroscena di quest’ultimo incentro mese.

Presidente partiamo dall’unione con il Masotti, quello doveva essere l’inizio della ripartenza?

«Esatto, l’anno scorso avevamo concluso la stagione con qualche incertezza data anche dai risultati non proprio entusiasmanti -inizia il presidente Breschi-, per questo avevamo deciso di appoggiarci ad un’altra società per unire le forze. La scelta era ricaduta sul Masotti, club che militava in Uisp e che era stato fermo per due anni causa pandemia. Questa decisione era data anche dalla vicinanza geografica oltre che da quella di pensiero, dato che anche il Masotti aveva tanta voglia di ripartire e far bene in Terza Categoria. Anche la rosa dei giocatori era stata formata attraverso l’unione delle nostre vecchie colonne, dei nuovi arrivi, e dei giocatori del Masotti. Avevamo deciso di cambiare e di provare questa nuova strada dato che l’anno scorso non era andato come volevamo. La rosa dello Spazzavento secondo me era di primo livello e il nostro obiettivo era per lo meno quello di partecipare ai play off, poi però qualcosa è andato storto e per vari fattori non siamo riusciti ad arrivare dove volevamo. Quindi c’era l’urgenza di ripartire rimettendoci subito in carreggiata, e speravamo che questo progetto potesse fare al caso nostro».

I MOTIVI DELLA DECISIONE

Quali sono state le cause che hanno portato alla non iscrizione della rosa al prossimo campionato di Terza?

«Avevamo iniziato l’estate nel migliore dei modi con una cena per conoscerci, e tutto sembrava andare nel verso giusto. Poi improvvisamente verso la metà di luglio sono arrivati i primi problemi poiché alcuni giocatori, ricevendo altre offerte evidentemente per loro più allettanti, hanno deciso di lasciarci. Purtroppo si è scatenato un effetto domino che ha portato tanti altri ragazzi ad abbondare la barca, lasciando dei buchi all’interno della rosa. Siamo arrivati qualche giorno a contarci e abbiamo capito di essere troppo pochi per poter disputare come si deve un campionato. La cosa che ci ha fregati è stata la tempistica -spiega Gastone Breschi-, poiché se avessimo avuto più tempo probabilmente saremo riusciti a sopperire a queste mancanze improvvise, ma allo stato attuale delle cose, con tutti i calciatori in ferie, è impossibile per noi pensare di fare un mercato adeguato. Abbiamo fatto tutto il possibile per provare ad arginare il problema, ma non è bastato. Così il club Spazzavento Masotti non si iscriverà al prossimo campionato di Terza Categoria a causa del non adeguato numero di giocatori presenti in rosa. C’è grandissimo dispiacere perché secondo me c’erano i presupposti per fare una buona annata, avevamo costruito un’ottima squadra».

E adesso cosa farete voi dirigenti con i giocatori che sono rimasti a vostra disposizione?

«I giocatori che si erano legati a noi e che non avevano raggiunto accordi con altri club dovranno decidere cosa fare. Continuare con lo Spazzavento Masotti significherebbe perdere un anno e ripartire la stagione successiva, vedremo cosa decideranno di fare. La società non è morta ma esiste ancora, quindi in realtà l’anno prossimo ricominceremo sicuramente più carichi di prima. Potremmo anche decidere di liberare questi giocatori per permetterli di decidere autonomamente il loro futuro. Gli altri calciatori che ci avevano già lasciato, invece, proseguiranno regolarmente per le loro nuove strade. Noi dirigenti aspetteremo l’anno prossimo per poter riformare il gruppo squadra, dovremmo farci trovare pronti visionando partite tutto l’anno. Nel frattempo abbiamo in mete qualche iniziativa anche al di fuori del calcio, così da mantenere comunque viva la società. Ad ogni modo l’obiettivo è quello di non ritrovarci più in una situazione del genere -conclude il numero uno del club-, la delusione accumulata in questi giorni dovrà servirci per ripartire nel migliore dei modi».

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