Riccardo Panati, ex allenatore del Tempio, è il nuovo tecnico del San Miniato Romaiano. Il mister entusiasta: «Felice di rimettermi in gioco»
Nuova avventura per Riccardo Panati, il condottiero della salvezza del Tempio Chiazzano di pochi mesi fa. L’eroe di tante imprese è ora l’allenatore del San Miniato Romaiano, squadra militante nel girone B di Promozione Toscana e penultima in classifica, avanti solo due lunghezze dal fanalino di coda Armando Picchi Calcio. Una scelta decisa della società rossoblù, che, dopo le dimissioni di Valori, punta tutto su mister Panati, il quale avrà l’obiettivo di risollevare l’ennesima situazione critica di una squadra sull’orlo della retrocessione.
«Appena è arrivata la chiamata del San Miniato, non ho esitato ad accettare l’incarico. Sono felice e carico di tornare ad allenare una squadra, oltretutto in Promozione – commenta Panati – un campionato affascinante e competitivo, che ho seguito dagli spalti in questi mesi di stop per me. Analogamente alla situazione del Tempio di un anno fa, anche la compagine pisana versa in una situazione molto critica. Le sfide più sono ardue e più mi danno stimoli, quindi non vedo l’ora di risollevare questo gruppo e di raggiungere la salvezza il prima possibile». Ritrovi qualche vecchia conoscenza? «Ho il piacere di allenare di nuovo il difensore classe 2000 Mattia Mori, che ho avuto quando ero sulla panchina della Real Cerretese. Il resto è tutto nuovo per me – prosegue il mister – non mi sono mai imbattuto nel girone B di Promozione, dove militano squadre della Maremma, quindi sarà tutta una grande scoperta».
Questa è la tua terza esperienza da subentrante a stagione in corso «Sì, nelle due annate passate ho ottenuto due grandi obiettivi in Prima Categoria sulle panchine del Cerbaia e del Tempio Chiazzano. Infatti la società del San Miniato mi ha chiamato proprio per questo motivo – continua Panati -, consapevole delle mie capacità di aggiustare situazioni critiche. Detto ciò, mi piacerebbe non allenare nuovamente in corsa, ma iniziare una stagione da zero, partendo da agosto con una squadra costruita secondo le mie esigenze». Subentrare è sempre arduo, quindi ti chiedo quale sia il tuo metodo per ottenere i risultati: «Prima di tutto è indispensabile lavorare sulla testa dei giocatori – svela il nuovo mister rossoblù – cercando di tirare fuori le loro qualità migliori. La rosa a disposizione è già pronta e poi eventualmente sarà necessario fare aggiustamenti sul mercato».
L’impresa compiuta col Tempio è la più grande della tua carriera da allenatore? «Sinceramente non saprei, perché ogni miracolo è unico nel suo genere. Cito ad esempio l’anno in cui ho guidato la Lampo Meridien in Prima Categoria da subentrato – ricorda Panati -, seppur dal 30 agosto con la squadra già fatta, con l’obiettivo di salvarmi. Lo splendido lavoro di quella stagione culminò con il secondo posto in classifica dietro al Capezzano e l’approdo in Promozione». Stai vivendo di nuovo il passaggio tra queste due categorie, in cosa differiscono principalmente? «In Prima credo ci sia maggiore agonismo – commenta l’allenatore -, il che è dovuto anche alla presenza di un arbitro solo in campo, chiamato a gestire situazioni più complicate. Mentre dal punto di vista tecnico, la Promozione è su un altro livello».
Tornando alla stagione passata, come mai non è proseguita la storia d’amore col Tempio? «Non c’erano le condizioni per continuare, tra cambiamenti societari e il rinnovamento totale della squadra. Questa rivoluzione complessiva, unita al miracolo appena compiuto – rivela il mister – e alla mia volontà di non sposare il progetto, mi ha portato a rinunciare. Sono comunque rimasto in ottimi rapporto con tutti quanti e faccio loro un grande in bocca a lupo. Adesso sono concentrato sul San Miniato e sui mesi di fuoco che mi aspetteranno».



