Durissime le parole del presidente del Pappiana a ToscanaGol: «In trent’anni mai visto un arbitraggio così scandaloso. La più forte non doveva vincere»
Animi infuocati nei giorni successivi alla partita tra Olmi e Pappiana, andata in scena mercoledì 8 aprile, valevole per il passaggio del mini girone della Fase Regionale di Coppa Terza Categoria. Entrambe le squadre avevano vinto contro il Paperino, gli Olmi per 1-2 e il Pappiana per 1-0, dando così la possibilità ai pistoiesi di poter anche pareggiare per passare il turno, grazie al numero maggiore di reti segnate. Al termine dei novanta minuti la partita è terminata proprio in parità, sul punteggio di 1-1, regalando così la semifinale ai bianco blu contro il Capalbio. A fare rumore però, non è stato tanto il risultato finale quanto la lunga intervista pubblicata dal presidente del Pappiana, Marco Scalese, sui canali di ToscanaGol, mentre la società Olmi, interpellata dalla nostra redazione, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni per non gettare ulteriore benzina sul fuoco, in attesa del bollettino del giudice sportivo.
Il numero uno del club pisano ha parlato degli innumerevoli episodi controversi avvenuti durante la partita, secondo il suo punto di vista. Gli Olmi infatti hanno potuto usufruire di tre rigori, di cui i primi due sbagliati, che di fatto, grazie al terzo segnato, ha permesso agli arancioblu di passare il turno e conquistare la semifinale. «Nella partita tra Olmi e Pappiana è morto questo sport. – così ha esordito Scalese -. I valori di formazione, rispetto ed etica promossi dalla LND sono andati a farsi benedire, è stato uno spettacolo vergognoso. La cosa che fa più rabbia è che nello sport si dice sempre “che vinca il migliore”, beh il migliore non ha vinto, ma è stato fatto perdere. La differenza tecnica tra le due squadre era abissale, il Pappiana ha dominato in lungo e in largo la partita, fino a quando l’arbitro ha deciso che doveva vincere la peggiore».
Il presidente del Pappiana ha poi, successivamente a quest’introduzione, analizzato i ben otto episodi controversi e penalizzanti per la sua squadra: «Tre rigori uno più inesistente dell’altro, una rete valida e due azioni regolari a tu per tu con il portiere annullate per fuorigioco al Pappiana, un rigore clamoroso non dato nei nostri confronti e per finire un’espulsione inventata ad un nostro giocatore. Dopo che il Pappiana è passato in vantaggio l’arbitro ha fatto di tutto per far pareggiare gli Olmi e oltretutto sulle proteste del nostro capitano aveva un atteggiamento irrisorio. Gli Olmi oltre a quei tre rigori non hanno mai tirato in porta, confermandosi una squadra nettamente inferiore a noi e vittoriosi solo grazie all’aiuto del direttore di gara».
Per finire il presidente Scalese ha parlato anche della designazione arbitrale, considerandola alquanto “misteriosa”: «Olmi-Pappiana era una partita decisiva per il passaggio ad una semifinale e ci avete mandato un arbitro che, cito testuali parole dell’osservatore arbitrale, “Deve imparare”. Ed aveva ragione purtroppo perché il signor Arturo Gori mi risulta abbia solo 13 presenze in Terza Categoria e con designazioni arbitrali di partite sulla carta semplici del girone di Prato. La sua storia dice che è un arbitro senza esperienza, e voi lo avete mandato a dirigere una partita valevole una semifinale di Coppa. Dovevate mandare uno dei migliori arbitri che avete, non uno dei peggiori. In vita mia in più di 30 anni tra giocatore e dirigente in varie categorie dilettantistiche mai avevo visto un arbitraggio così scandaloso».


