Openjobmetis Varese-Oriora Pistoia 98-70, le pagelle

Nelle fila dell’Oriora Pistoia non si salva quasi nessuno: i peggiori sono Crosariol e Krubally. Dall’altra parte invece il migliore è il grande ex Moore

ORIORA PISTOIA

DELLA ROSA 5 (5 punti in 20’, 1/1 da due, 1/3 da tre) Parte bene, onorando il quintetto e poi cala. Difensivamente è in difficoltà anche perchè qualsiasi colpo proibito dai grigi è ammesso. Un paio di buoni tiri dalla lunga sbagliati non lo aiutano ma non molla mai.

MITCHELL 5 (14 punti in 28’, 2/4, 1/4, 7/8). Saluta Masnago con un inutile tecnico preso dopo pochi secondi dal via, così che dopo 8’ ha già tre falli. I grigi non lo aiutano ma nemmeno lui aiuta la squadra, che senza il doppio 0 non segna e praticamente non gioca. Un leader deputato tale non può permettersi certe leggerezze.

PEAK 6 (22 punti in 32’, 3/6, 3/6, 7/8). Non è al top dopo una settimana travagliata ma pur in una gara luci ed ombre, è il migliore dei suoi come in tutto l’ultimo periodo targato Moretti. Meriterebbe anche di più anche lui, con la gara ancora calda, si incaponisce in personalismi e va fuori binario. Provando a rientrarci almeno a livello di grinta fino alla sirena.

CROSARIOL 4 (2 punti in 27’, 1/2 da due). Statico, rinunciatario e scarico. Al di là della condizione fisica con cui è tornato affannosamente in serie A (lasciata un anno fa da protagonista tra l’altro), a Varese come in tutte le gare pistoiesi è mancata la sua leadership. Che almeno per la sua esperienza in campo ci si sarebbe aspettata.

KRUBALLY 4,5 (10 punti in 33’, 3/11 da due, 4/11 ai liberi). Stritolato nella tonnara sotto le plance, a Masnago è pura sofferenza per Kruba che pare un agnello in mezzo ai lupi anche perché spesso gioca da unico lungo. Oltre al dazio fisico, c’è quella visione di gioco che spesso sembra “parallela” alla squadra e arrivano i soliti errori grossolani che pesano.

ODUM 5 (3 punti in 20’, 0/1, 0/1, 3/3). Di fatto quando entra al 5’ al posto di Della Rosa, la squadra si pianta e non segna quasi più. E dire che anche lui difensivamente fa passi avanti, aiutando i suoi a tenere almeno fino all’intervallo. Poi Moore e Avramovic lo mandano, insieme alla squadra alla deriva.

BOLPIN 5 (3 punti in 16’, 0/3 da due, 1/2 da tre). Dalla panchina prova a scombinare le carte con la solita grinta ma non ci riesce granchè. Poco aiutato dalle percentuali basse.

MESICEK 5 (11 punti in 23’, 1/1, 0/2, 9/10). Ha i mezzi ma non si applica. Chi l’avrebbe mai detto che questo ritornello spesso usato per alcuni compagni, sarebbe arrivato anche per il vivace sloveno. C’era una volta un giocatore sfacciato e vivace, ora ce n’è un altro indolente che si limita a fare il compitino. Peccato.

ALL. PAOLO MORETTI 5

Gli si chiedeva un miracolo o almeno l’inversione di rotta rispetto ad un campionato depresso. Non è riuscito in nessuno dei due compiti perché- come ha detto- non è riuscito a dare un grammo della sua grinta alla squadra. Che retrocede, per una beffa del destino a cui aveva provato a tendere una difficilissima sfida, per mano di chi l’ha riportata in A1.

OPENJOBMETIS VARESE

IL MIGLIORE

RON MOORE 7,5

Riconquista Masnago dove, nel girone di ritorno, era stato messo in discussione, spedendo la “sua” Pistoia in Legadue. L’ex capitano ha il fuoco dentro, come in tante gare giocate con la canotta pistoiese, e alla fine brucia l’utopia che l’OriOra potesse salvare anche solo la faccia nel tempio varesino.

IL PEGGIORE

GIANCARLO FERRERO 5

Spesso Carneade di Pistoia, il capitano di Varese va in tilt marcando Mitchell e si tira fuori dalla contesa, caricandosi di falli. A nascondere la sua serata no ci pensa Nicola Natali (montecatinese doc) a fare l’ultima spinta a Pistoia verso il baratro.

ALL. ATTILIO CAJA 7

Con una squadra solida, ben definita nei propri ruoli, ha trasformato Masnago in una fortezza. Contro Pistoia, ritrova Moore e ha buoni spunti anche dai panchinari Natali e Salumu, ma la vittoria è in stile Caja a firma del collettivo.

ARBITRIVicino, Bettini, Pepponi 5,5

Lasciano giocare, agevolando la solidità ai limiti del lecito dei padroni di casa a cui Pistoia non si adegua mai.

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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