OriOra Pistoia Basket nelle mani del “prof” Gianluca Mazzoncini

In questa prima fase di preparazione, in casa OriOra Pistoia Basket è fondamentale il lavoro svolto col preparatore atletico Gianluca Mazzoncini che ci racconta come sta la squadra e cosa c’è da aspettarsi per le prime amichevoli

Come da tradizione, in questa primissima fase della stagione c’è una persona che, pur rimanendo spesso nell’ombra, per diversi giorni in una squadra di basket conta più dell’allenatore: è il preparatore atletico. Nella fattispecie della OriOra Pistoia Basket parliamo di Gianluca Mazzoncini, oramai uno dei pilastri dello staff tecnico biancorosso da diverse stagioni, sempre sul pezzo (assieme anche ai suoi aiutanti di campo) per trovare la strada giusta ad ognuno dei giocatori presenti nel roster.

Dopo le prime sgambate e i primi approcci col pallone, però, a Mazzoncini abbiamo chiesto come sta la squadra e domande che i tifosi già si fanno: in primis cosa aspettarsi dalle prime amichevoli ma, soprattutto, capire come sono le condizioni atletiche dei vari Bolpin, Auda e Peak che, seppur in maniera diversa, arrivano o da una estate nella quale non si sono mai fermati oppure si uniranno al gruppo soltanto dopo metà settembre causa impegni con la propria nazionale.

Con Gianluca Mazzoncini partiamo dalla domanda più banale: come ha trovato la nuova OriOra?

Ognuno si è presentato avendo fatto qualcosa durante l’estate alla luce dei colloqui singoli che avevo fatto con ognuno dei giocatori e poi 3-4 ragazzi li conosco molto bene quindi non ci sono stati problemi. Per due giorni abbiamo avuto qua Patrick Auda con il quale abbiamo fatto tutte le valutazioni del caso e ringraziamo la nazionale ceca per averlo fatto venire a Pistoia nonostante fosse già in ritiro con loro. Ci sarà, come sempre, da lavorare un po’ di più sugli americani nuovi per abituarli al modo di allenarsi in Europa (nella fattispecie Peak, ndr) visto che non sono abituati ad una preparazione specifica come la nostra”.

In questi primi giorni la squadra lavora più con lei che con coach Ramagli: il programma fino a quando prevede carichi di lavoro pesanti e preponderanza di preparazione atletica anziché tecnica?

Arriveremo quasi a due settimane di lavoro senza nemmeno giocare una partitella: non a caso abbiamo scelto di giocare il 1° settembre e con una squadra di Serie B. Faremo carichi duri almeno fino a metà settembre poi da quando arriverà Auda, con la squadra al completo, ci sarà più lavoro tecnico. Nel frattempo avremo altre partite, come il torneo di Lucca che magari si presenta di fronte a noi troppo presto per il tipo di preparazione tecnica ed atletica che avremo ma la società non poteva certo rinunciare ad un appuntamento così prestigioso e vicino a casa, utile anche per i nostri tifosi per venirci a vedere. Sicuramente altre amichevoli come quelle contro Udine e Siena saranno prettamente allenamenti atletici.

Dopo tre anni di rapporto con il “Diablo” adesso è iniziata l’avventura con coach Ramagli: cosa ha notato finora?

Devo dire che il feeling è stato immediato visto che già ci conoscevamo e siamo già in sintonia: è un allenatore molto preparato, visto anche la lunga carriera che ha ad alti livelli. Inoltre conosco il modo di lavorare dei livornesi: è lì che ho fatto la mia prima stagione da preparatore in Serie A quindi sono partito leggermente avvantaggiato.

Chiudiamo con un quesito molto dibattuto: tre giocatori come Riccardo Bolpin, Patrick Auda e L.J. Peak iniziano l’avventura a Pistoia o in ritardo, o con una lunga stagione appena finita o con una estate alle spalle piena di impegni. Non è che c’è il rischio di essere già “usurati” ancora prima di iniziare il campionato?

Sicuramente sono i più utilizzati finora però con delle variabili: Bolpin ha giocato ma ha avuto anche diverse pause e questo lo aiuterà senz’altro, per di più nella passata stagione ha avuto un impiego ridotto a Venezia; Auda sarà da monitorare al momento del suo ritorno ma, soprattutto, anche nelle pause a novembre e febbraio perché dovrà tornare in nazionale; Peak può essere più stanco perché ha giocato molto nell’ultimo anno solare ma in campionati dove ci si allena abbastanza poco. Avendo una sola partita da giocare a settimana, pertanto, la sua situazione non mi fa troppa paura.

Saverio Melegari
Saverio Melegari
Nato nel 1985 e direttore di Pistoia Sport fino al 15 settembre 2018, è sposato con Daniela dal 2011 ed è padre di due splendidi bimbi: Leonardo (nato la sera del -48 del Pistoia Basket a Reggio Emilia) e Luca (nato dopo il 6-3 rimediato dalla Pistoiese ad Ascoli). Ma non per questo sono dei perdenti, anzi. Dal 5 ottobre 2018 in edicola col Giornale di Pistoia

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