Dottore e cestista, Lorenzo Bogani ha ricevuto la sua prima dose di vaccino anti Covid-19: «Un’arma sicura. Fosse per me sarebbe obbligatorio»
Anche nel mondo dello sport si comincia, pian piano, a muovere qualcosa. Lorenzo Bogani, dottore e cestista della Pallacanestro Agliana, ha ricevuto la sua prima dose di vaccino anti Covid-19. «Dopo tutto quello che ho visto nel 2020 – ammette – è veramente emozionante ricevere il vaccino. Nell’ultimo anno abbiamo visto tanta sofferenza e tante restrizioni, il vaccino è l’arma che ci aiuterà a sconfiggere il virus».
«VACCINIAMOCI TUTTI, È SICURO»
Lorenzo Bogani in questo strano 2020 ha ricoperto il ruolo di camice grigio, ovvero «un medico neoabilitato che fa sostituzioni ai medici di base e turni di guardia medica». Il cestista della Pallacanestro Agliana fa poi una distinzione tra quello che hanno vissuto medici ed infermieri durante la prima e la seconda ondata. «A marzo questo virus ci ha colto un po’ di sorpresa, a ottobre invece eravamo decisamente più preparati e sapevamo meglio come gestire la situazione». Poi ci spiega anche il suo ruolo durante questi due periodi. «Durante la prima ondata di Covid-19 ho svolto principalmente sostituzioni e turni come guardia medica, mentre durante la seconda ondata sono stato chiamato anche per fare i tamponi».
Bogani ci parla poi della sua idea di vaccino legata allo sport. «Fosse per me il vaccino dovrebbe essere obbligatorio per tutti perché è un’arma sicura contro il Covid. Se in un campionato i giocatori fossero tutti vaccinati, il rischio sarebbe pari a 0». La faccenda non è però così semplice. «Queste sono poi situazioni molto delicate. La decisione finale sulla ripresa o meno, nei campionati dalla C Gold in giù, dipenderà molto dalla scelta del singolo. Ci sono giocatori che hanno situazioni delicate in casa o un lavoro che non permette quarantene, quindi dovranno essere loro stessi a decidere se ripartire o meno».
«IL BASKET MI MANCA, MA DOBBIAMO ESSERE PRUDENTI»
«Dello sport mi manca tutto – ammette Lorenzo Bogani – dalla quotidianità in palestra al clima della domenica al palazzetto. Giocare senza pubblico, specie per noi ad Agliana che siamo abituati ad averne tanto, sarà dura». Poi un pensiero sulla ripartenza. «Ripartire credo che per le società potrebbe essere importante perché dà un segnale di ripresa. Però un’eventuale inizio delle attività regolari deve avvenire solamente con protocolli chiari e ben studiati, altrimenti si rischia solo di peggiorare la situazione».


