Iniziata la preparazione di Serie C e giovanili Delfino Pescia. «Sensazioni positive. Staff organizzato», parla il d.t. Santi Francalanza
Lunedì 24 agosto, presso la palestra degli Alberghi in via Boito, è suonata la campanella che ha dato lo start ufficiale alla stagione sportiva 2020-2021 della Pallavolo Delfino Pescia.
Un primo giorno di scuola atteso e recepito con grande entusiasmo dalle squadre del sodalizio del presidente Giovanni Giannoni, la stessa atmosfera che si respirava fino a qualche settimana addietro, in occasione degli allenamenti conclusivi dell’anno agonistico archiviato, successivamente all’interruzione causata dall’emergenza Covid-19, utili per favorire la conoscenza tra le atlete ed il rinnovato staff tecnico, dove si è registrato l’arrivo del direttore tecnico del settore giovanile, nonché head-coach della prima squadra, Santi Francalanza.
Nuovi ingressi rappresentati, sempre sul fronte tecnico-dirigenziale, dal direttore sportivo Valentina Maltagliati ed il responsabile della Delfino Academy Sandro Becheroni.
Più volte, nell’arco di questa estate rovente prossima a lasciare il testimone all’autunno, abbiamo avuto occasione di rimarcare con piacere ed apprezzare l’altissima qualità del lavoro svolto da patron Giannoni, il quale, nell’ambito di potenziare l’organigramma societario, ha inserito figure – quelle sopracitate – che non hanno bisogno di presentazioni, per esperienza e trascorsi di prestigio nel panorama della pallavolo regionale e nazionale.
Quella messa in pratica dal sodalizio della città dei fiori, al tempo stesso, non vuole essere solo un’opera di restyling interna, bensì possiamo ricavarne un messaggio di grande significato che può fare la differenza, soprattutto in un periodo tanto particolare quanto difficile come quello del post-Covid (anche se il pericolo virus è ancora oggi di attualità): l’importanza di dotarsi di figure di elevata competenza in ruoli e mansioni strategiche, e non, compito che il Delfino Pescia ha eseguito alla perfezione, lanciando un segnale forte e chiaro a pubblico, città intera e mondo della pallavolo in generale.
Propositi, auspici e speranze, abbinati a positività – tanta – e voglia di fare bene stanno caratterizzando il raduno della new season rosso-blu, con le compagini giovanili ad occupare il parquet nelle ore pomeridiane, lasciando successivamente spazio alla prima squadra militante in Serie C, quest’ultima con la mission di mantenere una categoria ritrovata per la seconda volta nel raggio di tre anni, a riprova di come la parola “vincere” sia di attualità dalle parti di via Boito, dato che il Delfino Pescia – in attività dal 2014 – ha potuto aggiornare il proprio albo d’oro con ben due meritate e bellissime promozioni.
Le sedute di allenamento dei gruppi che si alternano in palestra sono seguite dallo stesso Becheroni, dispensando perle di saggezza e consigli preziosi ai tecnici pesciatini; da Genny Bettazzi, un’istituzione a Pescia (alla sua settima stagione consecutiva), persona di grandissime affidabilità e competenza nonché una fedelissima “made in Delfino”; da Luca Gribaldo, giovane e promettente allenatore, con idee chiare di pallavolo e tanta voglia di imparare, dividendosi tra settore maschile e femminile; da Alessandra Pellegrini, abile coach che in passato si era messa in luce a Chiesina Uzzanese, artefice di un lavoro straordinario alla guida del settore giovanile maschile, senza dimenticare la final four territoriale centrata alla prima esperienza in rosso-blu al capezzale del roster under 14 femminile.
Il lavoro atletico è affidato al bravo e valido preparatore Marco Rastello, nel recente passato all’Upv Buggiano.
Di seguito le impressioni sui primi giorni di attività, nonché ambizioni e concetti di lavoro richiamati dal direttore tecnico giovanile e primo allenatore della Serie C Delfino Pescia, Santi Francalanza, attraverso il contributo realizzato dalla saggia, magica, e sapiente penna di Roberto Grazzini, autentica eccellenza in materia di giornalismo sportivo territoriale (ed oltre):
«Il sole filtra nel bunker della palestra di Alberghi e si fa sentire anche se ormai è giunta l’ora in cui la mosca cede alla zanzara. Lo stakanovista Santi Francalanza arriva di buonora. Lo attende una serata di fuoco, prima al servizio delle bimbe del settore giovanile ed a seguire con le atlete della prima squadra. Per tutte loro ha inizio la cosiddetta “Fase Due”. Richiami fisici e tecnici aumentando pian piano i ritmi.
“Il primo approccio estivo – spiega l’esperto coach aggiustandosi il ciuffo ribelle – è stato molto utile e costruttivo, oserei dire determinante. In pratica ci ha permesso di fare reciproca conoscenza. Riguardo la prima squadra, ho grande disponibilità da parte di tutto il gruppo nel voler cambiare gli aspetti e gli atteggiamenti negativi e di voler migliorare. Questo spesso avviene con le fasce di età più basse per cui vedere atlete già in possesso di un certo bagaglio di esperienza determinate a rimettersi in gioco mi ha dato una forte carica ed altrettanto entusiasmo. Le motivazioni non hanno età e fanno bene anche a chi ha i capelli bianchi.
Allo stesso tempo però va perfezionata quelle che io definisco l’approccio tecnico del singolo individuo, nel senso che va assolutamente alzata l’asticella, specie nei fondamentali di seconda linea, difesa e ricezioni, in modo da consentire ai palleggiatori di giocare un livello alto di pallavolo. Tutto ciò al di là dell’aspetto agonistico che ritengo fondamentale e su cui lavoreremo moltissimo in quanto può e deve fare la differenza nei momenti cruciali dei match.
Un roster costruito per un torneo da protagonista in Serie D e che si visto poi catapultare direttamente nella categoria superiore.
“Cambiano gli obiettivi – replica coach Francalanza – ed il programma di crescita concordato col presidente Giovanni Giannoni e con la dirigenza che passa da triennale a biennale. E’ chiaro che puntiamo a restare in C e bisogna subito acquistare la mentalità giusta quanto prima. Ecco perché ho optato per un precampionato tosto contro squadre di B2. Dalle più brave si impara sempre”.
La chiusura sul settore giovanile e sull’organizzazione societaria.
“C’è un nucleo importante su cui operare e non posso che pensare positivo. Mettere poi le persone giuste nei ruoli specifici e dare un adeguato assetto allo staff, oltre a chi lavora sul campo, è la vera mossa vincente. Ora sta a noi crescere insieme. Quanto più si semina adesso, più raccogliamo in futuro. Basta avere un po’ di pazienza”».



