L’ex biancorosso Davide Moretti è l’unico italiano nelle Sweet 16 nella March Madness Ncaa con la casacca di Texas Tech. Paolo raggiante: “Sta vivendo un sogno”
“Babbo mi dispiace che tu e la mamma non possiate rendervi conto di quello che stiamo vivendo qui”. Davide Moretti gioca negli Stati Uniti da quasi un anno, prima di partire per la patria del basket ha fatto tante esperienze importanti di club e nelle estati azzurre, ma rimane un ragazzo di quasi 20 anni alla scoperta (continua) dell’America. Per questo, dopo la vittoria storica che ha riportato i suoi Red Raiders di Texas Tech tra le migliori 16 squadre universitarie degli States dopo 13 anni, sabato contro Florida Gators, le prime parole a babbo Paolo sono state sull’atmosfera incredibile che l’ascesa sorprendente del suo college sta generando.
“Sa di vivere un sogno” ci dice comprensibilmente emozionato Paolo Moretti, coach che ha fatto la storia del Pistoia Basket riportandolo in serie A, che sta seguendo la “March Madness” del figlio a distanza dopo averlo accompagnato per diverse settimane agli esordi dell’avventura americana. “Sono stato con lui all’inizio della stagione e a cavallo tra Natale e Capodanno” ci dice Moretti che, in attesa del ritorno in panchina, segue il figlio e gira l’Italia per attività di formazione agli allenatori.
Promuovendo il camp estivo dove l’unico italiano alle Sweet 16 Ncaa, giocherà insieme ai cestisti in erba. Che, già quando a Pistoia aveva pochi anni più di loro, lo veneravano per quel feeling col canestro e la grinta di chi non ha paura davanti a marcantoni più grandi e grossi.
“Davide mi ha raccontato che sabato a Dallas, dove si giocava la gara contro Florida Gators, si era trasferito un quarto del college (tra Lubbock e la capitale texana ci sono quasi 500 km,ndr)- dice Paolo- che aveva invaso praticamente un albergo. La notte dopo la partita c’è stata una mega festa. Ma questa fase dell’Ncaa è davvero qualcosa di molto simile all’Nba, con i giornalisti che entrano negli spogliatoi per le interviste, i maxischermi ovunque e le squadre che arrivano scortate al palazzetto”.
Non si fa fatica a cogliere un tono nuovo nella voce di Paolo Moretti che difficilmente è venuto fuori nei confronti giornalistici di sette anni e mezzo a parlare di tattica, avversari da battere, obiettivi da conquistare. E’ il tono del babbo che parla di quel ragazzino che spesso l’ha seguito nelle tappe della sua vita sportiva, lasciando anche a Pistoia un segno indelebile visto che Davide (nato a Roseto) ha esordito in A1 proprio in biancorosso nella stagione più vincente dell’Academy. Un figlio che, naturalmente, da un po’ ha preso la sua strada. Scegliendo quella meno scontata, dice babbo Paolo. “Quando Davide ha scelto l’Ncaa aveva la possibilità di andare in diversi college- racconta- college che non sono arrivati nemmeno nelle prime 25 del ranking. Ha deciso di andare a Texas Tech, la squadra più forte e competitiva a scapito di quello che poteva essere il suo minutaggio.
Tutti pensavano che la squadra, con sei senior, potesse far bene ma comunque non era quotata nemmeno nelle prime 100. Invece ha chiuso 14° e i tre rookie, i due di Texas e Davide, hanno dato una spinta clamorosa a questo risultato.
Per Davide la stagione è iniziata bene, ha giocato, poi il suo minutaggio è sceso tantissimo a gennaio per crescere di nuovo in quest’ultima fase”.
Ultima fase che, per Texas Tech, rimane in salita. Ma alle difficoltà la squadra finora ha sempre risposto alla grande. “Mentre nei 4 tabelloni ci sono state tante sorprese- chiude Paolo- in quello di Texas sono andate avanti tutte le squadre più forti. Villanova, Virginia, Purdue con cui giocheranno venerdì a Boston. C’è molta competitività”.



