Quell’ultimo gol di Paolo Rossi con la numero 20 del 1982 al Melani di Pistoia

Enio Drovandi ci racconta il cameo di Paolo Rossi nel suo docufilm dedicato a Francesco Nuti, girato al “Melani” nel luglio 2018

21 luglio 2018: in un assolato pomeriggio d’estate un ragazzo di 62 anni con una maglia azzurra numero 20 insacca un pallone sotto la Curva Nord del “Melani” di Pistoia. Un gol che sulle prime potrebbe sembrare privo di significato, tipico magari di un allenamento o di un riscaldamento. Un gol che in realtà cela una storia che ha un sapore del tutto diverso. Il pallone calciato nella porta del “Melani” è partito infatti dal possessore originario di quella maglia, che nel luglio 1982 realizzò il sogno di ogni appassionato di calcio in Italia: Paolo Rossi.

IL PROGETTO PER FRANCESCO

L’idea fu tutta di Enio Drovandi, che in quel periodo stava realizzando un docufilm in omaggio all’amico Francesco Nuti. Il docufilm, prodotto dalla FilmIn’Tuscany di Firenze, s’intitola Ti Vogliamo Bene Francesco Nuti ed uscirà a breve. La pandemia ha infatti rallentato la post-produzione, ma il tutto si sta ultimando come rivela lo stesso Enio: «L’ho consegnato una settimana fa alla famiglia di Francesco e ai produttori. L’abbiamo pensato per le grandi mostre del cinema italiane, ma poi andrà anche in televisione. Fin dall’inizio volevo coinvolgere Paolo Rossi, concittadino e compagno di gioco di Francesco, in un cameo. Lui ha accettato senza battere ciglio».

L’INCONTRO A COVERCIANO

Lo spunto ad Enio lo diede un racconto che lo stesso Nuti gli rivelò tanto tempo prima: «Francesco era solito raccontarmi del suo incontro con Paolo Rossi. Si ritrovarono a Coverciano nella selezione nazionale Under-14, in cui Francesco era considerato a tutti gli effetti un prospetto interessante. Ecco, lui mi ha sempre detto che era fortemente convinto delle sue doti, ma appena passò il pallone a Paolo capì che doveva fare un altro mestiere!».

Fu nel centro sportivo ritrovo consueto della Nazionale Azzurra che Nuti e il futuro Pablito strinsero amicizia. «Quando ho buttato giù le prime idee per questo docufilm ho pensato subito di coinvolgere Paolo in una scena bellissima. La sequenza parte da un bambino che, durante un sogno, lancia un pallone in aria. La sfera riatterra poi su un terreno da gioco durante una finale dei Mondiali. In campo c’è l’Italia con Francesco Nuti e Paolo Rossi in attacco. Ad un certo punto Francesco, con l’uso della famosa scena della sforbiciata in Tutta Colpa del Paradiso, passa la palla a Paolo, che stoppa di petto e tira in porta, segnando. Gli ho spiegato che cosa avevo in mente e lui non ha messo mai in dubbio la sua partecipazione, anzi. Mi ha dato una mano incredibile».

LA NUMERO 20 AZZURRA

Enio spiega infatti un retroscena bellissimo sull’uso della sua storica maglia del 1982. «Quando fissai con lui il giorno delle riprese era a Forte dei Marmi, a presenziare ad una mostra sulla storia del calcio. Il tema erano le maglie storiche, e fra queste c’era proprio la sua tenuta del 1982. Paolo perciò mi disse: «Fai stare tranquilla la costumista. Domani vengo con la mia maglia e con i miei pantaloncini». Lì per lì pensavo mi prendesse in giro ma il giorno dopo venne davvero con la tenuta di Spagna ’82 nello zaino!».

Drovandi racconta poi i preparativi di quella giornata di riprese, in cui fu molto colpito dalla semplicità e dalla disponibilità di Paolo Rossi. «Quando venne il momento di cambiarsi non chiese né l’uso degli spogliatoi né di un camerino. Si sedette davanti alla tribuna, aprì lo zaino e si mise la tenuta da gioco. Mi colpì tanto la semplicità dei suoi gesti. Lo voglio ricordare così: un campione del mondo che nel nome di Francesco indossa la sua storica maglia con la stessa naturalezza di un ragazzino prima della partita al campetto».

L’ULTIMO GOL

Aver riunito idealmente due grandi amici, il campione degli incassi negli anni ’80-’90 col Pablito nazionale, e per giunta nel suo “Melani” ha emozionato moltissimo Drovandi. «Spero di tornare presto a vedere la mia Pistoiese – rivela Enio -. Purtroppo il momento è brutto, sia in campo che fuori, ma sono questi i momenti in cui bisogna stare vicini alla squadra. Quando le cose vanno male se ne esce col lavoro e con le chiacchiere a zero. Non è giusto contestare e basta».

Un clima che Paolo Rossi e i suoi compagni, in quel Mondiale del 1982, conoscevano benissimo. Associare il momentaccio arancione a quell’estate è certamente un po’ azzardato, ma per ripartire non farà sicuramente male ripensare a quel caldo pomeriggio del 2018. Un pomeriggio in cui Paolo Rossi tornò ad indossare la numero 20 Azzurra del 1982. La maglia con cui, nel giro di una settimana, fece piangere il Brasile, la Polonia e la Germania Ovest. La maglia con cui, nella porta del “Melani” di Pistoia, realizzò in onore dell’amico Francesco Nuti un ultimo grande gol.

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe '93, laureato in scienze politiche, studi in comunicazione. Appassionato di sport fin dalla tenera età. Tra le discipline più seguite i motori, il ciclismo e ovviamente il calcio.

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