Sotto su rigore nella ripresa, gli arancioni reagiscono e trovano il pari nel finale. Esodo orange e vetta distante tre lunghezze
Non ha fatto la miglior prestazione, ma alla fine, per come si era messa, la Pistoiese torna a casa con un pareggio che mantiene a tre le distanze dalla vetta, rimanendo a pari punti con il Lentigione. Uno scontro diretto vero, combattuto, equilibrato. Sugli spalti un autentico esodo di tifosi arancioni che hanno incitato la squadra fino all’ultimo secondo, spingendola anche nei momenti più difficili. Domenica la sfida esterna contro il Sant’Angelo.
LO SCHIERAMENTO
Lucarelli conferma il consueto 4-3-3 per il recupero di Lentigione: Giuliani tra i pali, linea difensiva composta da Costa Pisani, Pellizzari, Bertolo e Tempre. In mezzo al campo Della Latta, Maldonado e Biagi, mentre il tridente offensivo vede Kharmoud, Rizq e Russo.
PRONTI, VIA!
L’avvio è subito vibrante, come da copione in uno scontro diretto che vale una fetta importante di stagione. Al 6’ il primo squillo arriva in maniera rocambolesca: Montepò, nel tentativo di anticipare un avversario, rischia l’autorete e centra in pieno il palo della propria porta, con Gasperini immobile. Un brivido che accende la gara. La Pistoiese prende campo e all’11’ costruisce una buona trama centrale: scambio nello stretto tra Della Latta e Biagi, conclusione del numero 10 che però termina a lato. La risposta del Lentigione arriva al 12’ con un colpo di testa di Capiluppi che sorvola di poco la traversa. È una partita vera, intensa, giocata a ritmi alti.
BOTTA E RISPOSTA
Pochi minuti più tardi un’incertezza difensiva arancione permette a Montepò di presentarsi al tiro da buona posizione, ma Giuliani è attento e blocca in due tempi, confermando sicurezza. Al quarto d’ora l’occasionissima è per gli uomini di Lucarelli: lancio centrale di Biagi che taglia fuori la linea difensiva, Rizq vede il portiere in uscita e tenta il pallonetto, ma la sfera termina clamorosamente alta sopra la traversa. Un’opportunità enorme che lascia l’urlo strozzato in gola ai tifosi arancioni. La Pistoiese continua a fare la partita, costruendo con pazienza e cercando varchi contro un Lentigione ordinato e compatto. Gli emiliani concedono pochissimo, ma sono Bertolo e compagni a tenere il pallino del gioco.
PRIMA FRAZIONE A RETI INVIOLATE
Al 38’ Della Latta nota Gasperini leggermente fuori dai pali e prova la conclusione dalla distanza: il tiro è potente ma termina di poco alto sopra la traversa. Si arriva così al 45’. Due minuti di recupero e poi squadre negli spogliatoi sullo 0-0. Gara intensa, poche occasioni da una parte e dall’altra, ma equilibrio ancora intatto.
LENTIGIONE AVANTI
Nella ripresa si riparte con gli stessi ventidue protagonisti. Subito Pistoiese pericolosa: al 1’ Russo calcia dal limite, ma la conclusione termina a lato. L’equilibrio regna sovrano fino al 17’, quando arriva l’episodio che cambia il match. Giuliani esce in maniera decisa su Alessandrini: per il direttore di gara della sezione di Aprilia non ci sono dubbi, è calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Nappo, che non sbaglia e infila la palla all’angolino per il vantaggio gialloblù.
PRIMI CAMBI
La reazione arancione è immediata. Lucarelli cambia volto alla squadra inserendo Saporetti e Raicevic per Rizq e Biagi, poi Pinzauti per Kharmoud. Pistoiese a trazione anteriore, alla ricerca del pareggio. Dentro anche Accardi per Pellizzari, autore di una prova ordinata. Il Lentigione però è compatto e difende con ordine. Al 33’ Saporetti ci prova con un diagonale insidioso, Gasperini si supera e salva in due tempi. Tre minuti più tardi proteste arancioni per un presunto fallo di mano in area emiliana, ma per l’arbitro si può proseguire.
PAREGGIA PINZAUTI
La pressione cresce e al 41’ arriva il meritato pareggio: Pinzauti raccoglie al limite e lascia partire una conclusione precisa che non lascia scampo a Gasperini. 1-1 e partita riaperta definitivamente.
Nel finale è assalto Pistoiese. Cinque minuti di recupero, ma il risultato non cambia più. Finisce così. Un punto pesante, che porta tre le distanze dalla vetta e tiene viva la corsa. Non la miglior versione degli arancioni, ma cuore e reazione non sono mancati. E in una rincorsa così, anche questo conta.



