Francesco Pisano e Francesco Valiani, ultime bandiere del calcio contemporaneo, si troveranno di fronte nella sfida Pistoiese-Olbia
Pistoiese-Olbia sarà anche una sfida tra bandiere. Tra le caratteristiche delle due squadre c’è infatti quella di avere tra le proprie fila e con la fascia di capitano al braccio due personaggi di grande spessore del calcio italiano. Da una parte Francesco Valiani e dall’altra Francesco Pisano. Due pilastri dei rispettivi spogliatoi, guide e modelli per i tanti ragazzi delle rispettive squadre che sognano di emulare la loro carriera e il loro percorso professionale.
Tra i due veterani il confronto, almeno a livello numerico, lo stravince il numero sette della Pistoiese che vanta 610 presenze tra i professionisti, mentre Pisano sono 317. Dalla sua Valiani ha anche 7 anni in più sulla carta d’identità, un bel bagaglio che però non sembra pesare troppo in campo come ha dimostrato sabato scorso a Siena, dove ha segnato addirittura una doppietta. Il capitano dell’Olbia invece batte quello Pistoiese in quanto a stagioni passate in Serie A: per Pisano 11 campionati e 230 presenze nella massima serie, tutti con il Cagliari, mentre per Valiani ci sono 150 presenze in 6 stagioni, passate con le maglie di Siena, Parma e Bologna. In questa stagione Valiani ha già collezionato 7 presenze, restando in campo 554′. Per Pisano in questo campionato 630′ all’attivo e una rete.
Domenica, in campo, si stringeranno la mano al fischio d’inizio, anche se nel corso della sfida saranno poche le occasioni in cui si scontreranno uno con l’altro. In quelle rare occasioni però sarà un duello esaltante e dalla grande simbologia. Del resto, in un calcio che va sempre più perdendo bandiere è quasi una rarità trovare due giocatori così: vincenti, dalla carriera luminosa e legati al tempo stesso alla loro terra.
Valiani è tornato in arancione per chiudere un cerchio di vita sportiva e non solo, indossando nuovamente la maglia arancione da cui tutto era iniziato, per accompagnare anche la società della sua città verso in centenario. Pisano, cagliaritano di nascita e di fede, non ha abbandonato la sua amata isola. Chiuso un ciclo con i rossoblù si è spostato in quella che per moltissimi versi è una succursale del team del capoluogo di regione. Si è messo in gioco volentieri ed è diventato anche a Olbia il simbolo di qualcosa che sta crescendo e che – proprio come il Cagliari in Serie A – rappresenta davvero la massima espressione calcistica di una città e di una provincia che per storia e tradizione è da sempre abituata a calcare i campi della Serie C.



