Pistoia 6 bellissima con la difesa da record e i quintetti tattici

L’upgrade difensivo permette a Pistoia di gestire per taglia, rapidità e posizione quasi tutti i pericoli pubblici numero uno di questa A2. Biancorossi a Cento con la Coppa Italia nel mirino

La sesta meraviglia consecutiva della Giorgio Tesi Group, l’ottava di questo campionato, vale la conferma in vetta da sola per la squadra di coach Brienza, oltre ad avvicinare ulteriormente i biancorossi all’obiettivo della qualificazione agli spareggi di accesso alla Coppa Italia. Il pubblico nuovamente sopra le duemila unità al palazzetto e la striscia di vittorie amplificano tutto ciò che di buono sta facendo il Pistoia Basket in questa annata. E anche l’ultima domenica al PalaCarrara ha detto a suon di numeri e di fatti perché il gruppo biancorosso è meritatamente in vetta al girone rosso di A2.

Tra i dati che più sorprendono nella vittoria contro Chiusi ci sono i 14 punti segnati sommando il primo e il terzo periodo offensivo di Pistoia. Separandoli, 8 i punti della prima frazione e addirittura soltanto 6 quelli realizzati nella terza. Con queste cifre, quasi qualsiasi altra squadra del campionato di A2 avrebbe perso, nettamente, la partita. Perché riuscire a gestire e compensare due quarti così sterili dal punto di vista offensivo non è cosa scontata. Anzi, si tratta di un fardello ingestibile per molti, ma non per questa GTG. La squadra di coach Brienza sta portando l’attitudine e l’applicazione difensiva a livelli estremi, come dimostra la media di 60,1 punti subiti in queste prime nove giornate. Un dato figlio anche della gara di domenica al PalaCarrara, dove Chiusi si è arenata a soltanto 47 punti segnati, con un solo giocatore in doppia cifra (13 punti di Medford, che comunque viaggiava a 22 di media fino a sabato nda) e 16 punti segnati nel migliore e più prolifico dei loro quattro quarti.

Da una parte c’è il sistema squadra, con i quintetti del Pistoia Basket capaci di esprimere intensità ed efficacia difensiva a prescindere dai protagonisti in campo. Un’applicazione e una dedizione difensiva così diffusa e così applicata a lungo che inizia a creare soggezione anche agli avversari. Perché ora è evidente come andare nella metà campo dei biancorossi per iniziare un’azione offensiva non sia più un qualcosa da fare a cuor leggero per gli avversari, letteralmente aggrediti e asfissiati dal lavoro di capitan Della Rosa e compagni. E questo, come ha sottolineato anche coach Brienza in conferenza stampa, direttamente e anche indirettamente toglie qualche certezza a molti avversari. Se poi si guarda più in dettaglio, uno dei passi in avanti più significativi dal punto di vista difensivo rispetto all’annata passata è quello di poter schierare quintetti con in campo Pollone e Copeland, da affiancare e aggiungere a Wheatle.

Con questi tre in campo mettere un pallone in terra per gli avversari è diventato un vero e proprio problema, con le mani dei tre biancorossi sempre a caccia di palloni da toccare, sporcare se non addirittura recuperare. Tre mastini difensivi e non soltanto un uomo in missione come accedeva lo scorso anno con la sola ala inglese dedicata al miglior marcatore degli avversari: un upgrade difensivo che permette a Pistoia di gestire per taglia, rapidità e posizione quasi tutti i pericoli pubblici numero uno di questa A2. Il vero capolavoro della sfida contro Chiusi è stata però la mossa tattica con cui coach Brienza ha strappato la gara nell’ultimo periodo di gioco. L’allenatore biancorosso ha varato il quintetto ultraleggero, senza centri di ruolo e con quelli che di fatto sono i cinque migliori uomini a livello di efficacia difensiva del roster biancorosso.

La “banda Bassotti” con Varnado schierato da centro e capace di fare incetta di rimbalzi, anche in attacco, unita all’efficacia di Wheatle, Copeland, Pollone e Della Rosa ha frantumato la gara, portando intensità ed energia a livelli impossibili per Chiusi, arrivata sfinita in fondo dopo l’enorme lavoro difensivo fatto nelle prime tre frazioni di gioco. In poco più di sette minuti hanno piazzato un parziale si 23-6, con cui Pistoia è venuta a capo di una gara più complicata di quello può raccontare il punteggio finale. Merito dunque al condottiero biancorosso, osannato con un coro dedicato dalla curva biancorossa anche prima dell’inizio della gara di domenica, un privilegio che non a tutti è toccato e che soprattutto a Pistoia ci si deve guadagnare a fatti e non soltanto grazie alle parole.

E proprio i fatti sono quelli che stanno facendo volare la GTG in questo primo scorcio di stagione. Domenica ci sarà lo scontro diretto con Cento che potrebbe sancire e far volare ancora più in alto i biancorossi. Con quella gara se ne sarà andato in archivio già un terzo della stagione. E Pistoia, mal che vada, lo chiuderà da prima in classifica, al massimo in coppia in vetta con Udine. Il cammino della squadra fino ad ora era difficilmente pronosticabile e i margini di crescita, specie nella metà campo avversaria, restano ancora importanti. La città e i tifosi hanno il dovere di godere e di esaltarsi per questo percorso e per il numero impressionante di vittorie sin qui raccolte. La squadra invece deve restare concentrata e in missione, guardando una gara alla volta. Inizia un dicembre che per certi versi può essere decisivo: vincere aiuta a vincere, ma lunedì con il sorriso come tutti quelli di questo novembre dalle parti di via Fermi e dintorni non verranno mai a noia.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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