Pistoia alle Final Eight, ritorno nella magica Torino

Già luogo di un’impresa storica, il capoluogo piemontese ha spesso e volentieri portato gioie a Pistoia e ai suoi tifosi

Si sente spesso dire e suona sempre come un monito: “non bisogna mai dimenticare chi siamo e da dove veniamo”. Un richiamo all’identità e al passato, ma anche ad un “dove” che, in questo caso, assume un significato letterale. Il luogo, per l’Estra Pistoia, è proprio quella Torino dove tutto è stato reso possibile. Anche la partecipazione alle Final Eight, capitolo chiave di una storia che deve essere ancora finita di raccontare.

Proprio sotto la Mole, dove si respira la Storia e dove ha casa anche il cinema. E quella del club biancorosso è in effetti una sceneggiatura degna di Clint Eastwood: un gruppo di eroi capace di sovvertire i pronostici, spinti dallo spirito di appartenenza e forti della loro voglia di combattere. Gara-4 a Torino, insomma: il duello finale, cui oggi verrà riservato un sequel. Ok, non sarà il PalaRuffini in cui Della Rosa e compagni fecero partire la festa, ma il PalaOlimpico. Tuttavia tutto è cominciato da lì.

Ci arriveranno soprattutto loro: “Della”, “Sacca”, “Angelone”, l’MVP Varnado, coach Brienza e il suo staff. Ci arriverà quella stessa società che in terra piemontese capì di essere tornata dove sembrava impensabile tornare. E ci arriveranno tutti dopo una prima metà di stagione in Serie A ancora aldilà di ogni immaginazione. Nel finale della scorsa annata una Torino comunque combattiva si dovette arrendere ad un’avversaria caricata dalla precedente rimonta in semifinale contro Cantù: anche lì il luogo del delitto fu Casale Monferrato, sempre in Piemonte.

UNA TORINO DAVVERO “MAGIC”

Ma Torino fu terra di conquista anche prima di questa storia. Quando le due formazioni si ritrovarono entrambe in Serie A, Pistoia riuscì a violare per tre stagioni consecutive il parquet sabaudo. Nella stagione 2015/16, la Giorgio Tesi Group allora allenata da coach Vincenzo Esposito ebbe la meglio sull’Auxilium in una gara che si risolse solo al supplementare con un canestro in fade-away sulla sirena di Wayne Blackshear. L’87-88 finale fu decretato solo grazie all’instant replay.

Anche nel 2016/17 non bastarono 40′ per decretare una vincitrice. I biancorossi si imposero 95-91 grazie ad un Ronald Moore in versione monstre che realizzò anche la tripla “spacca-overtime”. Per il play fedelissimo del Diablo il conto finale fu di 22 punti, 3/5 da tre, 6/8 da due, 10 rimbalzi, 5 assist e 36 di valutazione. Senza dubbio una vittoria fondamentale, in quel 2 aprile 2017, per afferrare i play-off che poi misero davanti, guarda caso, Venezia.

Un anno dopo, Pistoia concesse il tris dominando la gara nel primo tempo e poi resistendo alla rimonta dei padroni di casa, con il punteggio che al termine recitò 77-84. Protagonista per i biancorossi un Fabio Mian da 17 punti e 5/5 da dietro l’arco. Stesso score per Tyrus McGee, con il solito Moore e Dejan Ivanov che ne aggiunsero 12 a testa. Insomma altro giro, altra impresa a Torino.

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