Pistoia, atletismo ed esperienza: Cooke il primo antidoto contro la crisi?

Un nuovo “big man” per difendere il canestro e catturare rimbalzi. Il primo passo per rilanciare la squadra chiesto a gran voce da coach Okorn

L’ufficialità della risoluzione consensuale con Andrew Smith – anticipata dall’annuncio dell’arrivo di Derek Cooke Jr – restituisce a Pistoia un nuovo centro dalla partenza di Luka Brajkovic. La firma del nativo di Pompano Beach era stata infatti seguente alla partenza del lungo austriaco la cui volontà di salutare la compagine biancorossa era risaputa da tempo. Fin dal suo approdo in via Fermi però, l’ex Brindisi e Ferrara ha manifestato alcuni problemi fisici.

Il debutto a Scafati – 11 minuti, cinque falli commessi e nessun canestro – è restata l’unica presenza della sua avventura da autentica meteora. Coach Markovski optò infatti per reintegrare totalmente Eric Paschall, escludendolo dalle successive sfide anche per la sua scarsa forma. Il risultato è stato una difesa dell’area ed in particolare una presenza a rimbalzo deficitarie. Proprio l’arrivo di Cooke, desta grande curiosità nell’ottica di applicare un cerotto su questa ferita.

UNA LINEA PRECISA

Atletismo ed esperienza. Si potrebbe riassumere così il contributo principale che ci si aspetta dal centro già visto in Italia con le casacche di Treviso, Trieste e Trento. Proprio con l’Aquila la scorsa stagione, Cooke mise a referto al PalaCarrara una delle sue migliori prestazioni in Serie A con 8 punti e 12 rimbalzi per un totale di 20 di valutazione. Classe 1991, il suo arrivo traccia una linea ben precisa nel “mercato di riparazione” del Pistoia Basket. Il primo è stato Semaj Christon (1992), è stata poi la volta di Smith (anche lui ’92) e pochi giorni dopo di Maurice Kemp (classe ’91).

Comune denominatore l’essere “Over 30”, sinonimo di esperienza e – spesso – leadership. Questa dunque la strada scelta per provare a rilanciare il giovane gruppo costruito in estate: cestisti profondi conoscitori del nostro basket o quantomeno di quello europeo. È stato proprio Kemp a parlare di Cooke in questi esatti termini post Estra-Olimpia: «Ci ho giocato contro in Israele e so che è un ottimo giocatore, molto atletico – ha affermato -. Non è giovane ma penso che questo sia un bene: abbiamo bisogno di esperienza e di leadership e sono sicuro che ci aiuterà molto». L’augurio è quello di abbracciare un giocatore pronto soprattutto fisicamente, a differenza del suo predecessore. Le sue qualità servono infatti come il pane a coach Okorn e i suoi ragazzi.

IL PRIMO ANTIDOTO?

Per caratteristiche e ruolo, Cooke potrebbe essere il primo antidoto contro la crisi attraversata da Pistoia. Otto sconfitte consecutive tutte accomunate dalle medesime lacune: una difesa deficitaria da oltre 88 punti subiti a partita (oltre 94 dalla sconfitta di Sassari in poi) e un povero numero di rimbalzi raccolti (una lotta sempre persa nelle ultime 7), con tanti secondi possessi concessi. Problemi già denunciati da coach Markovski e il cui compito di risolverli è passato nel frattempo al nuovo tecnico sloveno. L’arrivo di un “big man” è stato fin da subito una delle esigenze di Okorn che ha visto presto esaudire il suo desiderio.

Anche per sua stessa ammissione, Karlis Silins non è al momento in grado di ricoprire con efficacia il ruolo di 5 titolare in Serie A. Nelle ultime settimane sono emerse senza pietà le sue difficoltà difensive, la poca efficacia al rimbalzo e un atletismo inferiore a diversi interpreti del ruolo. A risentirne la difesa del canestro tanto contro i lunghi quanto negli aiuti sulle penetrazioni degli esterni. Niente da dire invece quando il lettone riesce a portare fuori dall’area il centro avversario e trovare continuità nel tiro dalla lunga che conclude il pick and pop.

L’inserimento di Cooke potrebbe dunque giovare anche allo stesso Silins. L’ex Gottigen sarà “sgravato” del ruolo di cinque titolare e giocando da 4 o da centro in uscita dalla panchina potrebbe ritrovare lo smalto dei primi tempi, quando si divideva equamente il parquet con Luka Brajkovic. Il classe 1991 dal canto suo aumenterebbe decisamente il tonnellaggio sotto le plance, portando muscoli e possibilmente incisività al rimbalzo. Con le sue caratteristiche potremmo tornare a vedere anche un utilizzo del pick and roll – gioco perso per strada dopo aver salutato l’austriaco ora al Darussafaka – che potrebbe esaltare anche le qualità di passatore di Christon.

UN PRIMO PASSO IN DIFESA

In attesa di verificare l’impatto di Cooke già contro Trieste, possiamo dire con certezza che il suo innesto rappresenta solo il primo passo verso il rilancio di Estra. Non si può certo pensare che il solo arrivo di un centro – per quanto di spessore – possa risultare da solo decisivo a risollevare la stagione. Il basket è un gioco di squadra e ciò si manifesta forse ancora di più in difesa. È nella protezione del proprio canestro che si esalta maggiormente l’unione di intenti di una squadra ed è lì che coach Okorn dovrà spendere la maggior parte del lavoro.

Avendo a disposizione una squadra priva di attitudine difensiva – per la maggior parte – e ricca invece di attaccanti, il focus sarà quello di inculcare una mentalità volta alla concentrazione e all’attenzione quando la palla è in mano agli avversari. Un obiettivo tutt’altro che facile, per giunta con metà stagione ormai alle spalle. Ne è certo consapevole il CT dell’Ungheria, conscio di aver accettato una sfida dal tasso di difficoltà elevatissimo e non solo per motivi tecnici. Al PalaTrieste il primo esame vero dopo la sfida impossibile contro l’Olimpia. Una vittoria potrebbe aprire le porte ad un nuovo campionato nel girone di ritorno.

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