Il Pistoia Basket ha vinto e convinto alla prima di campionato, mettendo in mostra un grande Del Chiaro. Aspettando il vero Utomi…
Verrebbe da pensare che, se davvero il buongiorno si vede dal mattino, la stagione appena partita potrebbe essere decisamente esaltante. Una squadra senza Utomi, o comunque con Daniel a mezzo servizio, che prima porta a casa la supercoppa e poi vince con autorevolezza a Casale Monferrato, ci regala due coccole – le prime, di fatto, da un paio di anni a questa parte – che non possono che far ben sperare.
Mi piace partire dall’analisi dal ruolo di Del Chiaro. Dopo un utilizzo importante in coppa – un minutaggio non banale per Angelo, che ha risposto presente con buone prestazioni, condite da un mortifero tiro dalla media – coach Brienza lo ha utilizzato per quasi 18 minuti, nei quali Del Chiaro ha messo a referto 10 punti e totalizzato 11 di valutazione complessiva. Perché sottolineare i buoni numeri del nostro Angelone? Il tesseramento di Utomi ha sparigliato un po’ le carte in tavola e cambiato la fisionomia del roster. Se prima Olasewere era un 4 vero e proprio, con Utomi ci siamo garantiti un 3-4 con un ottimo fisico, potenzialmente letale dalla lunga, ma – per così dire – il baricentro della squadra si è leggermente spostato sull’esterno.
Certo, sotto canestro abbiamo comunque un super Magro, che a Casale è sembrato fuori categoria, mentre in caso di bisogno ci possiamo adattare Wheatle. Ma è chiaro che, rispetto all’impostazione originaria, era interessante vedere come avrebbe risposto proprio Del Chiaro, su cui la società ha evidentemente deciso di puntare forte. La risposta più che positiva del giocatore fa ben sperare, ma soprattutto ci fa capire che siamo davvero coperti su tutti gli spot, con addirittura diverse possibilità in più di variare il tema a partita in corso. Credo che la qualità della prestazione di Del Chiaro in campo, quindi, sia più importante di quanto i numeri analizzati a freddo possano raccontare.
Sospeso, ovviamente, il giudizio su Utomi. Il suo utilizzo di dieci minuti è stato probabilmente anche più esteso del previsto, ma vista la piega presa dalla partita era naturale farlo giocare. Non è ancora inserito nei meccanismi, sarebbe incredibile il contrario, ma con Johnson rappresenta una coppia che fa paura. Per il resto, che dire? Tolto il comprensibile sonnellino di buona parte dell’ultimo quarto, il trentello di vantaggio di fine terzo tempo è oggettivamente un dato pazzesco. Vero, Casale è una squadra interessante ma giovane e acerba, tuttavia la squadra ha onestamente impressionato quanto a chiarezza di idee, gioco proposto ed intensità difensiva. Tanto di cappello a Brienza. Adesso arriva Cantù, una sfida che ha il sapore del derby di massima serie. Occhi puntati su Robert Johnson, pistolero della prima giornata del girone verde con 33 punti a referto. Più che altro sarà interessante osservare cosa sapremo combinare contro una squadra decisamente più ambiziosa, forte e strutturata di Casale. Staremo a vedere.


