Pistoia Basket: a imporsi è Scafati, ma l’atteggiamento è incoraggiante

La GTG Pistoia Basket soccombe alla superiorità di Scafati ma vende cara la pelle. I segnali attitudinali sono positivi e fanno ben sperare

Niente impresa, la GTG Pistoia Basket deve stringere la mano alla Givova Scafati, che s’impone 78-67. La discrepanza di valore fra le due squadre in questo momento esiste e si nota. I padroni di casa si confermano un vero e proprio rullo compressore, centrando la quinta vittoria su cinque giornate. Gli ospiti invece sono costretti a sopportare il peso della quarta sconfitta su quattro trasferte, rimanendo a soli 2 punti in classifica. Eppure, aldilà del verdetto finale, la prestazione di Pistoia suscita buone sensazioni. La reazione agonistica tanto attesa è emersa con apprezzabile nitidezza. La squadra è stata in partita per quaranta minuti contro un cliente tra i più scomodi dell’intera serie A2.

E lo ha fatto con una tenuta mentale più che competitiva, in risposta all’esigenza sottolineata da Carrea nei giorni scorsi. Esclusa la vittoria in casa con Latina, quella del Pala Mangano è forse la miglior prova stagionale per attitudine. Non è comunque bastato, per adesso il livello di Scafati è impareggiabile. Ma in molti, alla vigilia, avrebbero scommesso su un divario decisamente più netto. Nei fatti, sogni d’imprese inverosimili a parte, difficilmente questa Pistoia avrebbe potuto far meglio. Con tenacia, i bianco-rossi non si sono mai dati per vinti. Lo dimostrano, inter alia, i contro-break di risposta a gran parte delle accelerate giallo-blu. Allo stesso tempo, è inutile aggiungere che i margini di miglioramento continuano a persistere e ad essere consistenti.

DIFESA

Quando una squadra è così fallosa significa che è quasi sempre in ritardo, è nervosa oppure ha un’irrefrenabile voglia di mordere l’avversario. È proprio quest’ultima l’alternativa a fare il caso della GTG Pistoia vista ieri in terra campana. Nella propria metà campo i bianco-rossi non si risparmiano. Aggrediscono i talentuosi attaccanti scafatesi, tengono l’1 vs 1 e collaborano discretamente. L’aiuto e recupero sui pick and roll è tutt’altro che passivo. I raddoppi in post su Thomas vengono eseguiti con convinzione e corretto tempismo, soprattutto nel primo tempo. Nel secondo invece, la pressione sull’ala americana si allenta di quel poco che basta a consentirgli di entrare in ritmo. Tra i pistoiesi sale di livello anche la disponibilità all’extra sacrificio. Le 11 palle recuperate la dicono lunga, miglior risultato fino a qui. Si vedono tuffi per conquistare il pallone, braccia che coprono linee di passaggio e contestano con decisione i tiri degli avversari. Forse anche troppo, dati i falli fischiati sui tiri da tre punti casalinghi.

Gli ospiti non rinunciano ai contatti e alla presenza fisica, ma vengono penalizzati forse eccessivamente dal metro arbitrale. In più, in alcuni frangenti peccano di ingenuità nell’allungare la mano sull’avversario o nell’abbassare le braccia sotto canestro. Nei primissimi minuti, Carrea adotta un’elevata frequenza di rotazione, con l’idea di mantenere un’accentuata intensità in campo. Poi però, con la squadra caricata di falli già nel primo quarto (Riisma in primis con 3 falli), è costretto ad accorciare le rotazioni. I problemi permangono nella seconda metà della gara, Querci esce per 5 falli e finiscono a 4 infrazioni anche lo stesso Riisma, Saccaggi e Della Rosa. Certamente si deve fare attenzione a non esagerare con i contatti difensivi, soprattutto in un momento in cui l’organico non è al completo. Però la voglia e l’applicazione difensiva dimostrate sono un segnale positivo da non sottovalutare e da non perdere per strada. Per il resto, dopo l’esordio in campionato a Rieti, non si è più vista un’azione di zona o di zona press. Una suggestione, magari, per rimescolare un po’ le carte e confondere gli attacchi avversari.

ATTACCO

La serata offensiva di Pistoia è più altalenante. Non tanto nello spirito di iniziativa, apprezzabile per tutti e quattro i tempini. Quanto invece nelle percentuali. Aride quelle da oltre l’arco, con un 4/23 che stona con le tante conclusioni prese con spazio e al termine di buone circolazioni. Discontinue quelle da 2. L’attacco bianco-rosso continua a dipendere eccessivamente da Deshawn Sims. Da una parte è fisiologico che in assenza di sbocchi sia lui, il miglior attaccante del roster, la principale valvola di sfogo. Il 32enne non si è tirato indietro nemmeno ieri, aggredendo più del solito il ferro in avvicinamento e offrendo movimenti di classe cristallina (14 punti alla fine). È altrettanto vero che talvolta, un po’ per stanchezza e un po’ per monopolio di responsabilità, esagera con le forzature.

Certamente, sugli equilibri di ripartizione dei tiri incide e non poco l’assenza di Marks. Ma il roster di punti nelle mani ne ha comunque, provare per credere, i canestri messi a segno da Saccaggi (18 punti) e Wheatle (13 punti). La solita verve in penetrazione e zingarata per il primo, tagli e uso del potere fisico per il secondo. Aggiungendo il costante contributo di Poletti e di volta in volta di qualcun’altro, un maggiore bilanciamento delle responsabilità offensive potrebbe aumentare il fatturato di squadra. A livello più specificatamente tattico, la situazione con quattro fuori spaziati e un lungo dentro a suggerire il lob non ha dato i frutti sperati. A funzionare nettamente meglio sono state le azioni di attacco noto tipicamente come “Flex”. Occasioni nelle quali il blocco per l’uscita del bloccante ha permesso al solito Sims lo spazio per trasformare diversi jumper intorno al gomito. Infine, un’altra buona notizia consiste nella maggiore propensione al contropiede. Segno che alzare il volume porta benefici a 360°.

D’ORA IN POI

D’ora in poi, le priorità saranno mantenere la medesima aggressività difensiva (magari diminuendo la fallosità) e fluidificare l’attacco. Il tutto confezionato dalla coesione e dall’attitudine combattiva sfoggiate a Scafati. Dopo questo tour de force di quattro trasferte su cinque giornate di campionato, undici partite delle prossime diciannove da quì al termine della regular season saranno giocate in casa. Considerando anche i problemi e le defezioni per Covid delle scorse settimane, il gruppo squadra spera di essersi lasciato il peggio alle spalle. Il momento è dunque dei migliori per iniziare a crescere in maniera esponenziale, nel gioco e nei risultati.

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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