Chi ringraziare per tutto questo?
Inizio da Giulio Iozzelli che, dirigendo l’area tecnica con un’intelligenza, un’attenzione e un intuito davvero non comuni, ha senz’altro fatto le fortune di questo club negli ultimi anni… Proseguo poi, ovviamente, con tutti i tecnici e i giocatori, dalla prima squadra al settore giovanile, che in tanti anni mi e ci hanno fatto sognare… Grazie agli sponsor e i soci: da quelli storici, già citati in precedenza, al Consorzio Pistoia Basket, da Carmatic, alla Giorgio Tesi Group e a The Flexx. In generale è un ringraziamento che estendo a tutti coloro che mi hanno sopportato e ci hanno supportati in questi anni.
Ringrazio chi ha lavorato in questa società, che non ha mai saputo essere inappuntabile e che spesso non è stata all’altezza delle persone che con la loro opera quotidiana, certosina e oscura, hanno permesso a una macchina via via sempre più complessa, di continuare a muoversi senza incepparsi.
Un “grazie” particolare va poi a Ivo Lucchesi: non un semplice dirigente, ma un amico, forse un fratello, che a volte mi ha spinto, a volte mi ha frenato, ma mai mi ha fatto mancare la sua vicinanza e il suo sostegno, anche nei momenti più difficili della mia vita non solo sportiva, ma personale. Non avere più Roberto Maltinti come presidente non è una grande perdita per il basket pistoiese, ma perdere Ivo temo sarebbe ben diverso…
L’ultimo ringraziamento lo lascio per i tifosi. In questi anni ho cercato di ricoprire il mio ruolo più con passione che con competenza. Mi scuso per tutte le occasioni in cui non sono stato all’altezza, in cui ho esagerato o in cui non ho saputo controllare a dovere un mio stato d’animo. A volte sono andato sopra le righe anche per attirare su di me quell’attenzione e quella pressione che, in momenti particolari, non volevo ricadessero sul club o sulla squadra: anche questo fa parte del mio modo di essere e penso che inizi a essere tardi per pensare di cambiare. L’affetto della gente, il palazzo carico di tifo, colmo di quella partecipazione che ho sempre sognato, tutto questo nessuno me lo toglierà mai.
E’ il momento di cambiare tante cose: sono il primo a esserne consapevole e per questo mi faccio da parte con l’assoluta certezza che sia la cosa migliore e più giusta da fare. Quando siamo arrivati in serie A mi illudevo che saremo riusciti a essere un veicolo trainante, uno spot per Pistoia, un orgoglio per l’amministrazione comunale e più in generale per tutta la città. Non è, evidentemente, andata così… Ci sono ancora troppe contrapposizioni, troppi muri, troppi interessi che si vogliono tutelare: volevo unire e lo volevo davvero. Ci sono riuscito solo in parte. E’ il rammarico più grande, forse l’unico che ho, alla fine di questi tredici anni. Spero, col cuore, che chi verrà dopo di me riesca laddove io, nonostante la buona volontà, ho fallito. Lo spero per mia figlia e per i miei nipoti. Perché a Pistoia vorrei che si continuasse a vivere, almeno un po’, anche per la pallacanestro…


