Pistoia Basket, Alberto Peluffo: «Il basket a Pistoia non è a rischio»

I dilemmi del Pistoia Basket, in bilico tra Serie A1 e A2. Alberto Peluffo: «L’iscrizione alla Serie A, in questo momento, è incerta»

È a rischio solo la permanenza in Serie A o anche il futuro del basket a Pistoia? La piazza se lo chiede senza nemmeno troppi giri di parole di fronte ad una situazione che – pur completamente diversa – a molti tifosi ha fatto rivedere i fantasmi del 1999. Quando nel giro di poche settimane, l’Olimpia passò dall’esser retrocessa in A2 sul campo a sparire, con il titolo venduto a Fabriano, cancellando Pistoia dalla geografia del basket che conta.

Qui – bene non dimenticarlo – sulla schiena di una società già provata economicamente, è arrivata una crisi globale generata da una pandemia. Ma le ferite mai sanate del passato bruciano e i timori per una crisi ben più grossa di quella che già mette a rischio il tesoretto faticosamente riconquistato (la Serie A) agitano i tifosi. Alberto Peluffo su questo punto rassicura: «Il basket a Pistoia non è a rischio», evidenziando che il tema sponsorizzazioni è delicato per la crisi economica in atto e che non ci sono state fughe di soci storici anche se con OriOra la situazione è da definire.

Il punto interrogativo legato agli incassi (quelli persi nel recente passato, quelli a rischio nel caso di una stagione a porte chiuse), la corsa contro il tempo che rischia di far coincidere novità sugli aiuti allo sport con la data cruciale per il destino in Serie A del Pistoia Basket: l’incertezza è tanta. Come forte è la speranza che ci sia una proroga alla data fondamentale per la massima serie biancorossa, quel 15 giugno entro cui ad oggi si può chiedere l’autoretrocessione in A2.

VENTI DI CRISI

I tifosi hanno paura che l’incertezza sull’iscrizione in Serie A metta a rischio l’esistenza nel futuro del basket a Pistoia. «Questo rischio non c’è – dice Peluffo – mentre l’iscrizione alla Serie A, in questo momento, è incerta. Inutile negarlo. Ma ci lavoreremo fino all’ultima ora dell’ultimo giorno per farcela. I contratti in essere che abbiamo con molti tesserati sono a testimoniare la futuribilità del nostro progetto che abbiamo iniziato l’anno scorso. Facendo contratti plurienalli a diesse, coach e giocatori. Proprio per portarlo avanti, per tenere fede alla volontà di puntare su giocatori giovani e figure in cui i tifosi possano identificarsi, dobbiamo valutare bene la sua sostenibilità economica. E capire in quale categoria sia più sostenibile. Il discorso è: faccio l’A1 con l’acqua alla gola o sono più sereno a fare l’A2, programmando il futuro? E dobbiamo valutare molte cose, perché non è detto che in A2 ci vogliano molti meno soldi».

Le uniche certezze, ripete Peluffo, sono i contratti che vedono Pistoia legata anche per la prossima stagione al diesse Sambugaro, coach Carrea, capitan Della Rosa, i giovani Riisma, Querci e Del Chiaro più Wheatle e Landi (questi ultimi con possibilità di uscita). «Contratti che non cadrebbero automaticamente con l’autoretrocessione – dice – ma vien da sé andrebbero quantomeno ridiscussi. Come con gli sponsor, ci affideremo al buon senso. Sono sotto contratto ma se avranno altre offerte, ne parleremo».

Anche perché a minori spese, seguono minori ricavi e minore visibilità in A2. «Valutare l’A1 e l’A2 con i parametri dell’anno scorso – continua Peluffo – è un ragionamento sbagliato. Sarà tutta un’incertezza: è ovvio che a pari cifra da spendere, l’A1 dà più visibilità ma bisogna vedere anche quando sono competitivo. Più che la categoria, cerchiamo di capire come sostenere il progetto».

PROROGA

Come molte altre società, «Il Pistoia Basket è “alla finestra”», come dice Peluffo, aspettando di capire come Governo e Federazione si muoveranno per aiutare la ripartenza sportiva. Aiuti che rischiano di scontrarsi con quella che sembra già una lotta contro il tempo. Ad oggi la scadenza per riposizionarsi in A2 per le società di A1 è il 15 giugno.

«La speranza è che possa esserci una proroga – dice il numero due di via Fermi – ma al momento il termine è il 15. Se fosse posticipata potrebbe fare la differenza ma non dipende da noi. Si parla molto di aiuti in termini di credito d’imposta, di fiscalità che aiuterebbero nell’intavolare contatti con gli sponsor ad oggi difficili perché tutte le aziende hanno altre priorità in questa crisi. Oltretutto con gli sponsor, già partiamo in difetto, perché un terzo della stagione non è stata giocata. Non è colpa nostra ma dovremo ridiscuterne. In questo momento ci stiamo confrontando ma fare il budget senza l’oste non è facile».

Peluffo è presidente di un Consorzio che è stato sempre in crescita. Insieme ad altri marchi storici è la base del budget societario. L’incertezza è dovuta a qualche crepa o uscita anche qui? «L’incertezza nei fatturati ce l’hanno i piccoli e i grandi – dice – ma i soci hanno tutti ribadito la volontà di dare una mano; non ci sono state uscite. Anche il Consorzio, che è sempre stato in crescita, bisognerà capire come uscirà dalla crisi. Molte aziende hanno riaperto da dieci giorni».

OriOra rimarrà primo sponsor? «Ci hanno aiutato tantissimo in questi due anni – chiude – se ricordate hanno lanciato un nuovo brand poco prima che il campionato venisse sospeso. C’è un contratto in essere ma, anche qui, con buon senso, capiremo se e come c’è possibilità di andare avanti come spero».

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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