Tomasi replica al Pistoia Basket: «Impossibili 5000 posti. Ma i progetti ci sono»

Il Comune ha in mano tre progetti ma nessuno arriva a 5000 posti. «Aspettiamo la FIP, non vogliamo gettare soldi» spiega il sindaco Tomasi al Pistoia Basket. E il progetto tecnico ha un ruolo importante

Botta e risposta. Sperando che “la guerra tra poveri” (citando Tomasi) sia finita e che sia l’alba di un fronte comune per adeguarsi alle richieste della FIP. Purtroppo, e qui ha ragione Maltinti, non è detto che se una legge è sbagliata, allora non debba essere rispettata quindi Pistoia Basket e Amministrazione hanno il dover di remare dalla stessa parte.

Così stanno le cose. Il 26 marzo il Comune di Pistoia ha chiesto la proroga alla Federazione Italiana Pallacanestro presentando un progetto da 3996 posti. Solo tre in più di quelli attuali, 3993. Commettendo, ma lo hanno ammesso, un errore di comunicazione nei confronti della società biancorossa. Che difatti ha espresso il suo disappunto.

La conferenza stampa del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, indetta all’indomani (10 aprile) delle dichiarazioni di Roberto Maltinti e Ivo Lucchesi ha sciolto le riserve. Non si è trattato di un atto scellerato, bensì di una scelta che una sua logica ce l’ha. In questi mesi in Comune hanno “studiato” e non si sono fatti trovare impreparati mettendo sul tavolo tre progetti che spaziano dai quasi 4000 posti fino a 4559. Più un quarto del Pistoia Basket che arriva a 4800.

Perché presentare proprio quello? Risponde Tomasi: «In tutta Italia i palazzetti di proprietà dell’Amministrazione Comunale – esordisce – non possono essere adeguati nei tempi che richiede la federazione. Si devono riconoscere limiti oggettivi come tempo, risorse e una capienza relativa alla città dove si gioca. Altrimenti viene da pensare che il disegno sia un altro e non il rinnovamento delle strutture». «Gli studi dei nostri tecnici -prosegue – hanno evidenziato la possibilità di arrivare al massimo a 4559 posti. La società ha presentato la possibilità di aggiungerne 300 ma il risultato non cambia: nessuno studio arriva ai 5000 chiesti dalla federazione».

«Visto che non arriveremo comunque a 5000 – spiega Tomasi – abbiamo chiesto la deroga a 3996 per non spendere inutilmente 700 o 800 mila euro, che sono soldi dei cittadini. Quando la federazione metterà per iscritto che accetta un palazzetto da meno di 5000 posti, ma rinnovato e a norma di legge, allora procederemo».

LE STRADE PERCORRIBILI

Una volta ottenuta la deroga, annuale o biennale che sia, Comune a società dovranno scegliere la strada da percorrere. La prima è quella di ampliare il più possibile il PalaCarrara. Che con tetto, impianto di riscaldamento, di illuminazione e tabelloni rinnovati, sarebbe più che adatto a disputare le partite di Serie A di basket. Tranne che per un mero numero. Ed è qui che batte il sindaco di Pistoia: «Sono stati spesi 500 mila euro tra tetto e manutenzione e se per 200 posti non andasse più bene vuol dire che la federazione ha altro in mente».

Se non arrivasse l’ok dalla FIP o se i costi dei lavori fossero troppo elevati la soluzione è una: costruire un nuovo palazzetto. Ma qui il discorso si amplia perché entrerebbero in gioco soggetti privati e progetti a lunghissimo termine.

IL VIDEO DELLA CONFERENZA DI ALESSANDRO TOMASI

TRE ATTORI

«La nostra spesa è legata anche al progetto tecnico del Pistoia Basket – spiega Tomasi -. Gli attori sono tre: noi, la federazione e la società. In un triennio possiamo trovare fino a un milione di euro di risorse ma dall’altra parte ci deve essere un progetto che concorra per la permanenza in Serie A».

L’Amministrazione Comunale si è quindi dimostrata dalla parte del Pistoia Basket. Se è disposta a sposare progetti a lungo termine e ad accollarsi spese elevate probabilmente pensa davvero che il basket sia un valore aggiunto per la città. Toni che cozzano con le dichiarazione del presidente dei biancorossi che, ancora una volta (la prima con questa giunta), si è sentito abbandonato.

Ma il sindaco mette sul tavolo i fatti: «I primi incontri con la società hanno portato alla luce due problemi: caldaia e tabelloni. Subito ci siamo messi all’opera e dopo la variazione di bilancio abbiamo speso 100 mila euro. Caldaia che, lo ricordiamo, dovrebbe abbassare anche i costi fissi dell’impianto».

Per il momento non resta che attendere la risposta della FIP. Una volta ottenuta la deroga, di fronte a un tavolo, le parti in gioco sono chiamate a fare una scelta. Il sospetto è che per risolvere la questione qualcuno dovrà correre rischi non preventivati. Il tramonto del basket a Pistoia è un ipotesi da non prendere nemmeno in considerazione.

Matteo Lignelli
Matteo Lignelli
Giornalista pubblicista e laureato in Lingue e Letterature Straniere all'Università di Bologna. Scrive per Pistoia Sport, Giornale di Pistoia e Corriere Fiorentino

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