Pistoia Basket, alla scoperta di Tony Mitchell: chi è l’ultimo colpo del mercato biancorosso

Dopo la separazione da Cantù, Tony Mitchell si accasa al Pistoia Basket, che già lo aveva cercato in passato. Giocatore dal talento indiscusso, ma dal carattere difficile, l’ex Trento è destinato a diventare il “go to guy” della squadra di coach Ramagli

Tony Michell vestirà biancorosso. A fil di sirena, scadevano infatti oggi alle 11 gli scambi tra squadre di Serie A, l’OriOra piazza in colpo di mercato, completando la rivoluzione di febbraio. Ala americana, classe ’89, 198 centimetri per 98 chili, il nuovo giocatore del Pistoia Basket arriva da Cantù, dove ha disputato la prima parte di stagione con medie di 14,4 punti, 2,25 assist e 4 rimbalzi. Un matrimonio cercato, dato che sia lo scorso anno che questa estate la dirigenza di Pistoia si era interessata al giocatore, sondando la sua disponibilità a trasferirsi in via Fermi.

A Cantù Mitchell era finito fuori rosa negli ultimi giorni, ma di fatto la convivenza nella formazione brianzola non era mai stata una cosa facile. Un po’ per i ritardi nei pagamenti della società che solo la scorsa settimana ha ufficializzato il passaggio di proprietà dal patron Gerasimenko alla cordata cittadina “Tutti Insieme Cantù”, un po’ per la complicata convivenza con tanti altri giocatori di spessore e personalità all’interno del roster canturino. L’epilogo delle storie tese tra la squadra canturina e Mitchell si è avuto negli ultimi dieci giorni: il giocatore infatti non ha fatto immediatamente ritorno dopo la settimana di ferie concessa dal club per la pausa della Coppa Italia, poi dopo una multa e diversi richiami è rientrato in Italia, ma con l’idea di seguire le orme del collega Udanoh, interrompendo il rapporto il club. A riguardo molto esplicativo il suo “No pay no play #thinkitsagame” postato sei giorni fa su Instagram.

PERSONAGGIO FUORI E DENTRO IL CAMPO. Tony Rasean Mitchell Jr, questo il suo nome completo, arriva al Pistoia Basket preceduto da una nomea poco simpatica. Quasi tutti i suoi ex allenatori e compagni infatti lo raccontano come un giocatore difficile, capace di grandi giocate in campo ma al tempo stesso dal carattere e dal temperamento poco incline alle regole e alla buona convivenza nello spogliatoio. Un accentratore in campo, dove finisce spesso per monopolizzare i possessi offensivi, mentre in difesa ha sempre mostrato poca voglia, riuscendo in parte comunque a compensare questo limite con la grande fisicità e l’atletismo che gli rendono facili molte cose. Oltre a questo però ci sono i suoi numeri, che sono quelli di un vero e proprio realizzatore di striscia, un fromboliere in grado di incendiare le retine con un tiro affidabile dai 6,75 e soprattutto con forza ed esplosività per attaccare il ferro e spingere il contropiede. Di fatto il “go to guy” che mancava a Pistoia, l’uomo dell’ultimo tiro, quello a cui affidare i palloni che scottano e a cui affidarsi nei momenti in cui l’attacco ristagna senza creare effettivo vantaggio. Insomma, l’identikit perfetto di quello che mancava all’OriOra e oggettivamente, trovare di meglio in questo momento e con l’appeal attuale dei biancorossi era praticamente impossibile. Con le sue doti atletiche e il stile scenografico verrà schierato da ala, andando anche a ricoprire il ruolo di “4” in quintetti piccoli, permettendo così a coach Ramagli di aprire il campo anche con i lunghi. Conseguentemente Peak sarà spostato per diversi minuti anche nel ruolo di guardia. In questa volata salvezza che durerà due mesi o poco più ci sarà da gestire Mitchell nel miglior modo possibile, consapevoli che il suo contributo determinante per un’eventuale salvezza potrà bilanciare eventuali esuberanze ed intemperanze.

LA CARRIERA. L’ala originaria di Swainsboro (Georgia) è un prodotto dell’università dell’Alabama, dove ha giocato tre stagioni, l’ultima delle quali chiusa con 12,6 punti e 6,7 rimbalzi di media a partita. Il debutto tra i professionisti è in D-League, con la maglia dei Fort Wayne Mad Ants, franchigia con cui mette insieme 48 presenze a 21,8 punti, 6.4 rimbalzi e 2.7 assist di media. Numeri strepitosi, che gli valgono il premio di “Rookie of the Year”, oltre che l’inserimento nel “Rookie First Team” e nel miglior quintetto della lega e la vittoria nella gara delle schiacciate. Poi inizia il suo pellegrinaggio in giro per il mondo. L’anno successivo gioca in Asia, nei campionati filippino e cinese, salvo poi tornare nuovamente a Fort Wayne, dove conquista il titolo al termine della stagione ‘13-’14 con 20,17 punti, 5 rimbalzi e 3 assist di media a gara. Numeri che gli valgono una chiamata in NBA , vestendo la maglia dei Milwaukee Bucks, dove tuttavia gioca soltanto tre partite per poi tornare, per la terza volta, a Fort Wayne. Nell’estate del 2014 approda in Italia, a Trento, dove vince il titolo di MVP del campionato, viaggiando a 19,9 punti, 5,7 rimbalzi e 2,8 assist ad allacciata di scarpe. L’anno successivo si divide tra tre campionati: prima in Russia, dove gioca sette partite per il Krasny Oktyabr di Dmitry Gerasimenko, poi in Spagna all’Estudiantes di Madrid e infine dodici partite a Sassari, dove scende in campo in dodici occasioni tra campionato, EuroCup e Coppa Italia, chiudendo l’esperienza in maglia Dinamo a 10 punti di media. Nell’estate 2016 torna in Cina, salvo poi trasferirsi in Israele, all’Hapoel Eilat e poi ancora in Australia, ai Cairns Taipans e infine a Porto Rico. Nella passata stagione l’ala originaria di Swainsboro è tornata nel suo paese di origine, giocando in G-LEague con i Sioux Falls Skyforce, con cui viaggia a 18.6 punti, 5.8 rimbalzi e 3.9 assist di media a partita. Il 18 aprile scorso poi la firma con i Santeros de Aguada, formazione portoricana con cui fa registrare 10.2 punti, 4.2 rimbalzi e 1.3 assist di media in 25’ ad incontro.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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