Domenica la gara tra Mantova e Pistoia Basket. L’emozione dell’ex biancorosso Riccardo Cortese: «Difficile sintetizzare tutto in poche parole»
«Ho sempre detto che i miei migliori anni da giocatore sono stati a Pistoia, per un milione di motivi. Per questo domenica per me sarà una gara più che speciale». A parlare è Riccardo Cortese di nome e di fatto, verso una città e un ambiente – quello biancorosso – che non ha mai dimenticato, con cui domenica tornerà ad incrociarsi dalle parti di un canestro ma da avversario con la maglia di Mantova.
In una gara che è “una finale” per entrambe ci dice, anche Riccardo “Il Conquistatore” di retine, bombardiere della vecchia scuola Fortitudo, dovrà tenere a bada l’emozione. Ma passato il batticuore, ne siamo certi, non farà sconti alla “sua” Pistoia dove ritroverà tanti amici come Fabio Bongi e Lorenzo Saccaggi. «Non ho ancora sentito Sacca con cui ci chiamiamo spesso – dice Cortese -. Ora lo chiamo per motivarlo un po’ ma sono sicuro che non ne ha bisogno perché è perennemente arrabbiato, con quella “cazzimma” carrarese innata che ha».
Anche lui a grinta non scherza e infatti chi in questi anni ha voluto fare un campionato di vertice in A2, dove si è perfezionato come specialista, ha bussato alla sua porta. Alla porta di Riki Cortese, tra i protagonisti del magico biennio biancorosso 2012-2014, promozione in A1 e prima stagione nella massima serie, responsabile con le sue triple ignoranti di aver alzato di diversi decibel il volume delle sere più piacevolmente infernali della bolgia del PalaCarrara.
«Sarà un piacere ritrovare i reduci della vecchia guardia – continua con il suo dolce accento bolognese Cortese – e sfidare Pistoia dove ho tanti amici. Le prime immagini che ho pensando a quelle due stagioni, sono proprio le amicizie fatte, il pubblico… e poi ci sono tutti i ricordi legati al basket e sono quasi tutti belli. Abbiamo vinto molto, nonostante l’inizio difficile della stagione in A1… c’è stato troppo di tutto in quei due anni per sintetizzarli in poche parole».
Ha portato Pistoia in A1, lì l’aveva lasciata nell’ultimo incrocio da avversario (con Avellino nella stagione 2014/2015) e la ritrova in A2. Dopo una dolorosa autoretrocessione. «Dire che mi è dispiaciuto è poco – ci dice Cortese -. Si fatica tanto a raggiungere certi obiettivi… ma bisogna guardare anche il lato positivo di chi sceglie coraggiosamente di non fare scelte che non potrà mantenere. La situazione economica generale la conosciamo: è giusto capire quali sono le proprie possibilità e fare un passo indietro, iniziando un nuovo progetto, magari a lungo termine, per tornare in quella A1 che Pistoia merita».
Parole da giocatore “esperto e maturato” come Riccardo Cortese si definisce, alla soglia dei 35 anni che compirà il 12 maggio. A Mantova è uno dei fari di una squadra che, un po’ come Pistoia dice lui, «ha faticato ha trovare la sua identità». «Siamo una squadra di buonissimi elementi – continua l’ex esterno biancorosso che viaggia a quasi 12 punti e 4 rimbalzi di media e il solito buon 35% da tre – ma fino ad un mese e mezzo fa siamo andati avanti ad alti e bassi. Da un po’ abbiamo trovato la giusta alchimia, le giuste gerarchie e infatti abbiamo vinto sette gare nelle ultime otto».
Insieme a Trapani, Mantova nel girone azzurro è ancora imbattuta. Un cliente difficile per una Pistoia alla perenne ricerca di stabilità, dopo una stagione con mille insidie. A partire dall’ingombrante onere di lenire la depressione cittadina post autoretrocessione, fino al tunnel del Covid passando per gli infortuni. «E inoltre l’andare a giocare a Montecatini, quando me l’hanno detto, mi è caduto il telefono – dice Cortese confermandosi legatissimo alla città -. Domenica per noi e per Pistoia domenica sarà una finale, tutte le partite di questa fase ad orologio lo sono perché garantiscono punti per andare ai playoff come vogliamo entrambe. Pistoia come noi ha fatto strisce positive e poi negative, non mi aspettavo la sconfitta interna con Trapani ma è la riprova che in questa fase, appena sbagli, poi paghi».



