Qualche lampo, soprattutto nel primo tempo, poi nel secondo tempo serviva tutt’altra prova per provare a vincerla. E così a due giornate dalla fine il Pistoia Basket deve sperare nelle sconfitte di Reggio e Pesaro per evitare la matematica. Contro Cantù finisce 74-84
Il Pistoia Basket rimedia la dodicesima sconfitta stagionale al PalaCarrara, un numero enorme e uno dei più negativi della stagione. Cantù vince al termine di una partita spenta, molto più di quello che ci si aspetterebbe da due squadre ancora in lotta per i rispettivi obiettivi. Da domani Pistoia potrebbe non esserlo più: se il gap con Pesaro e Reggio dovesse toccare le quattro lunghezze allora la OriOra sarebbe matematicamente in A2.
Senza Auda e con un Mesicek con un minutaggio minore di Bolpin fino al quarto quarto, il Pistoia Basket riesce comunque a fronteggiare Cantù nel primo tempo, aiutata da uno splendido Peak e a portarsi più volte in vantaggio. La formazione di Brienza fa del talento una delle armi migliori: segna tanto ma è anche una di quelle che subiscono più punti di tutta la Serie A. E allora, di fronte all’impossibilità di pareggiare gli avversari a suon di canestri (produzione offensiva visibilmente calata nel secondo tempo), sarebbe servita davvero una difesa d’acciaio per provare a ribaltare il verdetto.
CRONACA
Non basta un super Peak per avere la meglio a metà gara. Dopo due quarti il punteggio è 41-41 con l’ala americana che ha segnato 18 punti non sbagliando nemmeno un tiro (5/5 da due e 2/2 da tre). Sono suoi i colpi che portano i biancorossi avanti a più riprese nel primo periodo ma questo non è sufficiente per tenere l’Acqua S. Bernardo alle spalle di qualche possesso. Con una bomba di Odum l’OriOra tocca anche il 32-25, poi si fa riprendere da Stone e soci.
Nel terzo quarto il lungo botta e risposta non si risolve con il vantaggio di Pistoia, che insegue con il fiato sul collo (48-50 al 25’) ma senza riuscire a mettere la testa avanti. Dopo aver toccato il -8 (58-56) al 26’, la squadra di Moretti piazza un break che porta al -3 (53-56) propiziato da una bomba di Odum, invariato al 30’ (55-58). Odum scrive anche il -1 in avvio di ultima frazione ma il copione è lo stesso con Stone che martella senza sosta fino a portare i suoi sul +8 al 34′, 59-67. Stavolta i padroni di casa non riescono a controbattere e vengono spediti a -12 (66-78) al 39′ . E quando si spengono le luci del PalaCarrara, con loro saluta anche il famoso lumicino.


