«C’è un problema di liquidità, di mancanza di incassi, e incertezze degli sponsor» il presidente Massimo Capecchi parla del futuro attraverso le casse del Pistoia Basket
Mentre i campionati regionali e giovanili sono stai fermati, su quelli professionistici e dilettantistici ancora “del domani non v’è certezza”. Parlando del campionato di serie A molte sono le posizioni: tanti gli addetti ai lavori sul campo che, come i biancorossi Michele Carrea e Marco Sambugaro, hanno evidenziato come sia difficile pensare oggi di chiudere il campionato. Altri, come Charlie Recalcati, hanno spinto gli organi federali a pensare già al futuro per salvaguardare un movimento che- come ogni settore economico- sarà scosso da questa situazione.
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Anche se qualcuno ha sentito solo la voce dei “club in sofferenza che in modo un po’ patetico, mandano messaggi di sospensione immediata pensando che poi si riparta con il criterio del volersi bene o di una certa clemenza” (Gianni Petrucci). In questo contesto la Legabasket ha ribadito di voler chiudere la stagione. La posizione ufficiale del Pistoia Basket nelle parole del presidente Massimo Capecchi.
“La prima cosa rimane gestire l’emergenza sanitaria e rispetto a questo, tutto passa in secondo e terzo piano. Per il resto siamo in una situazione di stallo. La Legabasket per sua funzione ha il dovere di cercare una soluzione, anche se le problematiche sono grosse. Sta ipotizzando varie vie d’uscita e dovremo verificare se sono o meno praticabili. Noi facciamo parte di questa Lega che ha deciso di darsi certi step e noi ci muoviamo in questa direzione con sfumature più o meno ottimistiche”.
La diplomazia di Capecchi in questo momento è più che comprensibile, anche perchè ogni decisione a cui gli organi sportivi stanno lavorando, sarà subordinata dai dettami del Governo su quello che succederò dopo il 3 aprile. Scadenza, ad oggi, della “chiusura” dell’Italia.
Che le problematiche delle società siano tante è evidente. Al di là dello sport: la situazione economica attuale e del prossimo futuro preoccupa. Se i mancati incassi preoccupano Basket City (la stima delle perdite tra Virtus e Fortitudo per la regular season stoppata sfiora i due milioni di euro), figuriamoci una società come Pistoia che sulle entrate al botteghino costruisce parte della stagione.
“Difficile dire quanto potrebbero essere le perdite- continua Capecchi- potrebbero arrivare anche a 300 mila euro. Dovevamo giocare in queste settimane con Fortitudo Bologna, Milano e Brindisi: tre gare di sicuro richiamo per cui avevamo anche fatto delle operazioni specifiche come i mini abbonamenti. C’è un problema di liquidità, di mancanza di incassi, e sul futuro rispetto agli sponsor. Ipotizzare nella prossima stagione sportiva gli stessi introiti da sponsor è un’utopia, senza contare che anche le trattative che avevamo in corso si sono fermate. Lo sport ha bisogno di aiuto, il governo dovrà studiare qualcosa come per tutte le società di capitali. E per la prossima stagione c’è da ripensare un sacco di cose”.
In questo senso riprendere a porte chiuse, sarebbe una mazzata sui club. Senza contare che da Pistoia come da quasi tutte le società, gli stranieri hanno fatto ritorno a casa. “Tranne Brandt che per sua scelta rimane qui- continua- gli altri sono tornati nei loro paesi con permessi temporanei. Lo hanno fatto come la stragrande maggioranza dei loro colleghi, tranne forse che quelli di Venezia e Sassari. Voglio sottolineare che il comportamento di tutti i nostri ragazzi è stato ed è esemplare: sono stati sempre a disposizione, si sono resi disponibili a giocare a Trieste e quando sono partiti, tutti hanno paventato l’idea di tornare se ci saranno le condizioni di ripartire. Ma, ad oggi, siamo costretti a vivere alla giornata”.
Si è sentito tirato in ballo come “club in sofferenza che vuole fermarsi sperando nella clemenza futura”, rendendosi “patetico” al presidente Petrucci? “Pistoia non ha mai chiamato il presidente”.



