Le parole del numero uno biancorosso riguardo al futuro del Pistoia Basket: «Stiamo aspettando risposte sul versante degli aiuti allo sport»
Reperire risorse per pianificare il non pianificabile, sono queste le priorità del Pistoia Basket dette con il consueto realismo di Massimo Capecchi. Il numero uno biancorosso è abituato a guardare in faccia la realtà, non è uno da propositi campati in aria solo per ingraziarsi i tifosi.
Per questo del futuro seguendo le tappe della ripartenza segnate dall’assemblea della Legabasket, parla misurando le parole e andandoci con i piedi di piombo. «Stiamo lavorando per garantire un futuro alla società, sperando di poter confermare l’A1», la risposta alla domanda secca su dove sarà il Pistoia Basket quando i palloni ricominceranno a rimbalzare. Il nocciolo del lavoro sottotraccia che la società sta portando avanti, è qui. Inutile girarci intorno.
Anche se i tempi e i modi della ripartenza della pallacanestro anche della serie A, sono ancora del tutto incerti, nonostante l’ “input alla ripartenza” (parole di Capecchi) dato dall’incontro tra i club. Una bozza che al di là di lanciarsi in un calendario che addirittura anticipa l’inizio della stagione a fine agosto con la nuova SuperCoppa, deve essere ratificata dalla Fip. Nel mezzo a mille polemiche come si vede dalla levata di scudi contro la decisione di “promuovere” Torino per meriti di ranking dalla Legadue. Pistoia pensa soprattutto a lavorare, impegnandosi verso l’ennesimo anno zero.
ASSEMBLEA DI LEGA. «Come vanno lette le decisioni dell’assemblea? «Come voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo – dice Capecchi – come input alla ripartenza ma le cose andranno vagliate passo passo e le incognite sono tante. C’è molto da fare perchè il progetto possa esser messo in pratica: c’è da definire le regole degli ingaggi, le regole per la sicurezza dei palazzetti che non sappiamo ancora quando potremo riaprire, capire quando potremo giocare a porte aperte. Tutte queste incognite, ne comportano altre sui budget delle società che sono tutti da definire. Dire che si è risolto tutto è sbagliato».
La speranza è che arrivino risposte sul “sostegno” alla ripartenza dello sport. «Stiamo aspettando risposte sul versante degli aiuti allo sport – continua – sia a livello governativo e poi federali. Al momento di aiuti allo sport non se ne sono visti. Il Governo aveva certamente altre urgenze ma anche il mondo dello sport, e non solo il calcio che ha un impatto mediatico superiore, ha tanti problemi».
PISTOIA. In pochi giorni Roma è passata dalla garanzia di fare la serie A ai saluti di Claudio Toti. Cantù e Trieste si sono espresse propense alla massima serie, Pesaro non ha nascosto di essere ancora in fase di valutazione. Al di là delle big che sembrano già attive sul mercato, da Varese a si evidenziano i punti interrogativi, le nuvole che velano l’orizzonte dei canestri.
Pistoia come sta? «Stiamo lavorando per dare un futuro alla società, sperando di poter confermare la serie A1» le parole non certo facili del presidente Capecchi, che trasudano anche l’impegno a far di tutto perchè Pistoia rimanga al posto dov’era al momento della sospensione dei giochi per l’emergenza Coronavirus: «In questo momento è tutto quello che mi sento di dire, faremo dei consigli di amministrazione per capire come muoverci».
La possibilità (o certezza) di ripartire a porte chiuse, non rasserena gli animi e non aiuta a mettere sul piatto budget già risicati: «Gli incassi per noi sono molto importanti in chiave budget ma in questo non siamo soli. Ci dovremo inventare qualcosa di diverso in termini di visibilità, anche per gli sponsor sfruttando la piattaforma tv magari.
Le nostre priorità sono riuscire a reperire risorse e nello stesso tempo pianificare il non pianificabile. Parleremo con i soci e gli sponsor principali per capire come può essere quella che per noi è una ripartenza assoluta. E’ una cosa da fare estremamente impegnativa in tempi ragionevolmente brevi».


