Roster completo e solite incognite per una società che non può permettersi di spendere molto. Il pacchetto italiano sembra dare maggiori garanzie, poi dovrà essere bravo Carrea a usare al meglio tutti gli ingredienti
Se c’è una cosa di cui va dato atto alla dirigenza del Pistoia Basket è quella, senza ombra di dubbio, di non aver mai venduto sogni. Anche questa, infatti, è stata un’estate difficile per la pallacanestro italiana. Gli azzurri hanno giocato l’avvicinamento al mondiale raccogliendo una serie di sconfitte che non fanno sperare pe il meglio. Avellino è saltata in aria e, se non fosse un drammatico segno dei tempi che viviamo, sarebbe quasi da scherzarci su’, rammaricandoci per aver perso un jolly per un eventuale ripescaggio.
In un quadro così decisamente desolante, va dato atto ai nostri dirigenti di non aver venduto fumo. Per meglio dire, vi è stato un apprezzatissimo cambio di passo, ma abbiamo sempre avuto molto chiaro il fatto che il mercato sarebbe stato affrontato ancora una volta con lo stesso budget di sempre. In verità, è ragionevole sperare che i frutti – si sperano abbondanti – del grande lavoro di Laudicino & soci potranno essere apprezzati nel medio e lungo periodo, ma ad oggi la squadra è stata costruita con criteri certamente interessanti, ma più o meno con gli stessi dollaroni della scorsa stagione.
Con ordine, dunque. Ai nastri di partenza ci presentiamo in 17, ma le retrocessioni restano due. Se guardiamo al blasone delle tre neopromosse rischiamo di farci prendere dallo sconforto, non resta dunque che guardare in casa nostra e provare a fare qualche previsione.
La squadra è certamente più fisica e probabilmente anche più forte sul piano tecnico dello scorso anno. Certo, il bravo analista dovrebbe anche sottolineare che il campionato è salito di livello – Teodosic, Rodriguez eccetera –ma, posto che il quintetto base è tutto da capire, almeno la panchina dà certamente maggiori garanzie di quella messa in piedi lo scorso settembre.
E’ stato un parto complesso e doloroso, alla fine abbiamo scoperto che il nostro ultimo straniero risponde al nome di Salumu. Ora, qualcuno ha storto un po’ il naso, effettivamente quello di Salumu non è un nome che fa strappare i capelli dalla gioia, anche tenendo ben presente i trascorsi ed i numeri messi in mostra nel campionato belga, prima della stagione a Varese.
Il punto è sempre lo stesso, come dicevano i vecchi saggi se non è zuppa è pan molle. I bene informati, infatti, segnalano che Salumu, per uscire dalla panchina di Varese, abbia percepito circa 150mila dollari. Insomma, l’impressione è che lo sforzo per ingaggiare il giocatore non sia stato banale per le nostre casse, ma del resto il mercato degli stranieri impone oggi queste cifre.
La storia è sempre la stessa. La nostra piazza, allo stato dell’arte, non può permettersi un giocatore bravo, con un gran fisico, esperto, con tanti punti nelle mani, capace di grandi visioni di gioco, bello, biondo e con gli occhi azzurri. Dunque, come detto, se non è zuppa è pan molle, ovvero abbiamo ingaggiato Salumu, ma l’alternativa non sarebbe stata troppo distante da questa tipologia di giocatore.
Si fa dunque con quello che si ha, si fa quello che si può, sperando in prospettiva nel famoso amalgama di squadra. Va detto che, almeno stando a quanto visto contro Piombino, un giocatore di ordine come Salumu è decisamente più interessante del previsto se, come pare di capire, va lasciata più briglia sciolta ad un ragazzo decisamente più tarantolato come Dowdell. Va inoltre considerata la presenza di Petteway, da cui si aspettano colpi di genio e sregolatezza.
Insomma, come sempre andrà visto l’insieme. I lavori sono in corso, l’esordio a Trento si avvicina e, nell’attesa dell’inizio del campionato, potremo vedere i ragazzi all’opera in un’amichevole decisamente più stimolante contro Milano. Forza e coraggio.


