L’Oriora in campo alle 18:30 al PalaBigi per l’ottava giornata di campionato. In dubbio Kerron Johnson e Krubally, mentre Gladness farà l’esordio con la maglia del Pistoia Basket. Se ci saranno tutti gli americani sarà la prima volta con il 6+6
A Reggio Emilia in cerca di continuità e di punti salvezza contro una diretta concorrente (almeno questo dice la classifica…). Reduce dal pirotecnico successo in quel di Sassari, il primo in questo campionato, il Pistoia Basket sarà di scena nel tardo pomeriggio (palla a due alle ore 18:30) al PalaBigi, un impianto che di certo non evoca bellissimi ricordi. Ci piace però ragionare come coach Alessandro Ramagli: il passato è passato e a questa squadra poco deve importare dei precedenti negativi. Conta il presente, conta la durezza mentale con la quale Dominique Johnson e compagni dovranno scendere sul parquet per provare a giocarsi la partita fino al 40′. Le difficoltà non mancheranno, a cominciare dalle condizioni fisiche precarie di Kerron Johnson e Ousmane Krubally, che rischiano di mettere in dubbio la prima dell’Oriora con il 6+6. Entrambi sono partiti alla volta dell’Emilia, pur essendo in dubbio a causa di problemi alle caviglie. Anche se saranno rimessi in piedi (come sembra) dallo staff medico biancorosso, non potranno dare grosse garanzie di minutaggio. L’esperimento riuscito di Riccardo Bolpin in quintetto da playmaker e l’innesto di Mickell Gladness (tesserato dal Pistoia Basket al pari del giovane Angelo Del Chiaro, ndr) vengono però in soccorso dell’Oriora.
IL PUNTO DI COACH RAMAGLI «Come ho trovato Gladness? Esattamente come me lo aspettavo. Era fermo da dieci giorni: ha bisogno di rodaggio – racconta Ramagli – L’infortunio di Ousmane non lo ha aiutato nel suo processo di inserimento. Questi giorni gli sono serviti comunque per conoscere i compagni. Dopo la pausa vedremo il vero Gladness, ma è pronto anche per l’immediato». La sua fisicità non potrà infatti che aiutare contro i lunghi di Reggio Emilia, a cui mancherà Elonu, ma che ritroverà Cervi per l’occasione. «La Grissin Bon, a differenza di Sassari, ci aspetta. Dobbiamo curare l’aspetto mentale e avere durezza nel momento in cui gli avversari cercheranno di metterci pressione – le parole dell’allenatore del Pistoia Basket – I roster non completi da ambo le parti fanno sì che gli equilibri siano difficili da calcolare alla vigilia. Loro hanno comunque inserito due giocatori molto esperti come Aguilar e Ortner, che hanno disputato un sacco di partite di questo genere».
Insomma, ci sarà da battagliare. Quasi impossibile replicare la prestazione offensiva offerta a Sassari, occorrerà allora una difesa senz’altro più convincente rispetto a quella vista finora. Ma soprattutto, coach Ramagli fa leva sulle motivazioni dei suoi: «Una squadra che vuole salvarsi deve scendere in campo con la consapevolezza di poter vincere sempre. Vietato accontentarsi. E’ innanzitutto una sfida con noi stessi prima che con gli altri». E sull’andamento del campionato, l’ex Virtus Bologna la pensa così. «Troppo presto per dare giudizi. Milano e Venezia sono le più forti, per il resto qualcuno ha fatto meglio di quanto ci si potesse aspettare, mentre qualcun’altro un po’ peggio».
QUI REGGIO EMILIA Fra quest’ultime possiamo annoverare senz’altro la Reggio Emilia guidata in panchina da Devis Cagnardi. «Veniamo da una settimana diversa dal solito: quando un gruppo di professionisti offre una prestazione come la nostra con Avellino ci si deve ovviamente mettere in discussione ed il tipo di tensione che si percepisce è differente – sottolinea il coach della Grissin Bon – Pistoia? Gioca dichiaratamente per salvare la categoria. Hanno la consapevolezza di dove vogliono arrivare e questo è un punto di forza. Hanno perso sei gare di fila dovendo gestire una situazione non facile, ma da lì han trovato la capacità di giocare e vincere un’ottima partita a Sassari, con fiducia e ritmo. Saranno carichi e avranno l’ambizione di venire qua per provare a ripetersi – la convinzione di Cagnardi – Hanno un quintetto americano e inseriranno un nuovo giocatore sotto canestro: il go-to-guy è Dominique Johnson, giocatore che può prendersi la squadra sulle spalle e sprigionare il proprio talento, ma non dovremo sottovalutare l’impatto dei giovani italiani in uscita dalla panchina, che sotto la guida di un allenatore come Ramagli stanno migliorando e trovando fiducia gara dopo gara».



