Pistoia Basket, con Orzinuovi la prima lezione stagionale

Un Pistoia Basket troppo moscio cede all’Agribertocchi. Per i biancorossi è il primo passo falso: inutile ingigantire, fondamentale capire

I cammini potenzialmente più virtuosi sono quelli costellati da ostacoli sempre nuovi, perché offrono maggiori opportunità di crescita. Alla diciassettesima gara stagionale e sul finire del quarto mese di lavoro, il Pistoia Basket edizione 21/22 incappa nella prima vera e propria battuta d’arresto. Le sconfitte anche se poche erano già tre, la prima subita in casa nel girone di Supercoppa per mano di Capo d’Orlando (prossimo avversario della GTG mercoledì sera al PalaCarrara). Ma di prestazioni deludenti come l’ultima fornita con Orzinuovi non si era vista neanche l’ombra.

PISTOIA BASKET POCO AFFAMATO

Sì qualche momento di flessione disseminato nelle varie partite, da cui però Pistoia è sempre riuscita a tirarsi fuori con una tempra sorprendente. Stavolta invece è mancata proprio la risorsa finora più abbondante: la fame. In casi come questo la spiegazione più immediata conduce inevitabilmente alla tesi della sottovalutazione dell’avversario. Intento comprensibilmente ad evitare drammi e a proteggere la professionalità dei propri giocatori, coach Brienza smentisce la superficialità nell’approccio al match. Però è altrettanto probabile che durante o nel post gara c’abbia pensato anche lui, se non lo ha direttamente rimproverato ai suoi.

Perché effettivamente è un Pistoia Basket troppo moscio e praticamente irriconoscibile quello che nei primi trenta minuti permette ai lombardi di credere nella prima vittoria in campionato, che poi non a caso arriva puntuale come un orologio svizzero. Fatto assodato, veritiero ma non per questo una giustificazione, che la zona ospite abbia tolto ritmo all’attacco della GTG. Si poteva comunque fare molto ma molto di più. Nella prima frazione per esempio se finisce solo 16-7 è colpa dei biancorossi, che non approfittano del 10-0 iniziale e del 3/18 dal campo degli avversari sprecando così un’occasione per indirizzare subito l’incontro.

Errori da sotto (5/14 da due nel primo tempo, 35,7%), ancor più gravi le distrazioni difensive, le falle o le omissioni di collaborazione e comunicazione, i ritardi nelle fifty-fifty ball, i possessi aggiuntivi concessi. La squadra allenata da Bulleri, a cui visto lo zero in classifica manca tutto tranne la fame, vede il margine e non esita a punire nei quarti centrali. A Pistoia non basta ritrovare la propria solita verve nell’ultimo periodo, quando ormai è troppo tardi. E quando le lacune sono così limpide, per un collettivo dall’indiscusso e comprovato valore come il Pistoia Basket dev’essere limpido anche l’insegnamento da trarre. Cioè, molto semplicemente, mai staccare la spina.

LA PARTITA CHE VOLEVA ORZINUOVI

Lo abbiamo già accennato poco sopra, la zonaccia dell’Agribertocchi ha messo in dubbio le certezze di Johnson e compagni. Lo schieramento inquadrabile come 2-1-2 ha dato la possibilità ai biancoblù di chiudere l’area setacciando al contempo il perimetro. Efficace anche l’alternanza con la uomo, nell’ottica di togliere punti di riferimento alla manovra casalinga. Circolazione che peraltro, a dispetto delle percentuali più basse rispetto al solito (40% dal campo), produce soluzioni assolutamente non da cestinare. A testimonianza di come per i biancorossi cercarsi e trovarsi non sia affatto un problema.

In ogni caso, i viaggianti hanno la capacità di guidare il ritmo e quindi di dettare legge. Altri due segnali in grado di far capire, naturalmente sempre a posteriori, che si è innescata una tipologia di gara più congeniale ad Orzinuovi coincidono con il dato dei rimbalzi e con quello sul tiro da tre punti. Voci nelle quali il club lombardo eccelle nel girone verde, con il secondo posto per tiri da tre tentati a partita (28,1) e il quinto per carambole catturate (38). Punti di forza fatti valere eccome: 14/36 dall’arco (39%) e 43 rimbalzi, sui 41 di casa. In realtà sull’elemento balistico il merito è dei tiratori, che nel secondo tempo hanno tenuto il 56% dal campo (18/32 di cui 9/17 da tre ossia il 53%), toccando il picco clamoroso nel quarto quarto col 6/9 (66,6 %) dai 6 e 75.

Bravi loro. È il resto, che di solito resto non è bensì portata principale, ad essere mancato. Perdere contro buoni giocatori ci sta, seppur ancora in cerca del primo successo. Il come un po’ meno, proprio memori di ciò che ha saputo costruire questo Pistoia Basket con la qualità del lavoro e lo spirito di gruppo. Una squadra unita, generosa e costantemente col coltello tra i denti. Una squadra rimasta a livelli altissimi e coerente per sedici partite, e che comprendendo le ragioni del passo falso, potrà tornare ad esserlo ancora di più dalla diciottesima. Che per fortuna si gioca subito..

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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