L’urlo di gioia del Pistoia Basket e del PalaCarrara dopo la vittoria contro Venezia. Una domenica perfetta anche grazie alle iniziative di solidarietà
Avessimo perso la partita, avrei esordito scrivendo che questo Pistoia Basket non può retrocedere. Lo avrei detto per sottolineare l’autentica bellezza di una partita epica, giocata con grinta ed una voglia di vincere sinceramente senza precedenti. Lo avrei scritto come forma di incoraggiamento per i ragazzi, che probabilmente sarebbero usciti dal campo tra gli applausi, ma con addosso la sensazione di una beffa talmente grossa da risultare intollerabile.
Fortuna che Daye e soci non ci hanno puniti allo scadere, dunque meglio non scrivere niente del genere. Tuttavia sono seriamente convinto che questi ragazzi, quantomeno nella versione coltello tra i denti vista al PalaCarrara, daranno grandi soddisfazioni. Poi è vero, probabilmente sono giocatori che sanno far di conto e, più o meno inconsciamente, nelle partite lontano da casa mollano un po’ troppo facilmente fin dalle primissime difficoltà. Pertanto, da questo punto di vista, sarà esercizio sterile quello di studiare l’atteggiamento che vedremo a Brescia, dove andremo a fare la nostra onesta partita consapevoli, al netto del politicamente corretto, che la salvezza passerà dai due turni casalinghi successivi contro Cremona e Pesaro.
Detto questo, resta il fatto che la partita contro i campioni d’Italia è stata talmente bella da far stropicciare gli occhi. Che bello godere alla sirena e restare impressionati dall’esultanza di giocatori che hanno voluto questa vittoria con tutta l’anima che avevano in corpo. Era tanto tempo che non si godeva così, l’intensità mancata a Brindisi è stata quasi commovente contro la Reyer. Chapeau.
Tutti in piedi per Michele Carrea. Sussurrano i bene informati che non gradisca ricevere la rassegna stampa – mi dicono tutta, non solo Pistoia Sport – e probabilmente anche questo lo ha aiutato a mantenere serenità ed equilibrio nei passaggi più delicati delle settimane scorse. Ha ragione da vendere, il coach, quando sottolinea l’importanza di questa vittoria e il fatto che, oggettivamente, questa rappresenti una vera e propria impresa da ricordare negli annali del basket pistoiese. Un terzo quarto magistrale sia davanti che dietro, con i cecchini ospiti in netta confusione per tanti minuti di fronte ad una squadra, la nostra, decisa a combattere su ogni possesso.
Un monumentale Salumu, ovvero la normalità al potere di un giocatore definito di sistema che però, se in palla, è comunque capace di giocare una partita coi controfiocchi. Sono tra quelli, lo ammetto, che non si sono strappati i capelli dalla testa per la gioia alla notizia del suo ingaggio, tanto di cappello a Sambugaro – il nostro “tedesco” preferito – che, evidentemente, ci ha visto giusto. Il belga, nelle ultime tre gare al PalaCarrara, ha segnato 18 punti di media con il 68% dalla media ed il 60% dalla lunga distanza. L’eroe che non ti aspetti, tanto di cappello anche per lui.
É stata una bella domenica, impreziosita da due momenti particolari che meritano una menzione a parte. Il primo, il saluto alla famiglia di Venezia ospite del Pistoia basket. Una bella iniziativa – quella di scegliere di ospitare non un singolo tifoso ma un’intera famiglia, individuata tra quelle che hanno maggiormente sofferto i danni dell’alluvione – che tra l’altro è rimbalzata in tutta Italia e che ci ha fatto sentire una volta di più orgogliosi di essere pistoiesi. Un applauso enorme a chi l’ha ideata. La seconda, il bel successo della raccolta libri per bambini in favore dell’Ospedale di San Jacopo. Una dimostrazione in più, ove ce ne fosse ancora bisogno, che questo pubblico e questa società sono da massima serie.



