Il playmaker americano del Pistoia Basket non cerca alibi per la brutta partenza: «Dobbiamo ancora trovare il giusto equilibrio»
Che la partenza sarebbe stata complicata per il Pistoia Basket si sapeva, ma un altro 0-6 ci inchioda di fronte alla cruda realtà. Gli infortuni hanno condizionato l’avvio di stagione per Della Rosa&co ma non basta come alibi. Fortunatamente, nelle ultime due partite le prestazioni sono state in netto rialzo.
In vista della gara casalinga con Trieste (domenica 3 novembre ore 18 al PalaCarrara) ha parlato uno dei giocatori con maggiore esperienza all’interno del roster, ovvero il play americano Zabian Dowdell. L’attuale numero 22 del Pistoia Basket aveva già giocato in Italia nella stagione 2008/09 a Casale Monferrato, ma soprattutto nella stagione 2016/17 a Cantù. Ed oltre a queste esperienze italiane, nella sua carriera ha girato un po’ tutto il mondo.
«Stiamo cercando il giusto equilibrio di squadra – ha esordito Dowdell – fino ad ora non è stato semplice dato che non ci siamo quasi mai allenati tutti insieme. Trovare un bilanciamento di squadra è più facile se hai delle vittorie alle spalle e il morale alto; per noi fino ad adesso è stato complicato ma pian piano stiamo venendo fuori e penso che si sia visto nelle gare con Reggio Emilia e con Bologna. Adesso però stiamo lavorando affinché arrivino delle vittorie costruite in settimana, e non che siano dovute alla casualità».
Questo è certamente un discorso confortante, ma alle soglie della settima giornata la classifica è preoccupante visto che, Pesaro a parte, le altre squadre stanno già racimolando punti salvezza: «Questo equilibrio di cui parlo non è molto lontano – ha rassicurato Dowdell – però purtroppo non è una cosa che decidiamo a tavolino, ma dev’essere un qualcosa che sente tutta la squadra. Dobbiamo trovare delle certezze a cui aggrapparci nei momenti di difficoltà della partita, ma sono fiducioso dato che stiamo lavorando bene e spero che questo dia i suoi frutti prima possibile».
Tornando a Bologna, si è visto sì una buona gara ma gli ultimi 5 minuti sono stati fatali. Il problema di Pistoia Basket è mentale o fisico: «Sicuramente non fisico, altrimenti non saremmo giocatori di basket. Ogni giocatore vive per giocare i minuti finali di una partita, quelli decisivi in cui puoi ribaltare il risultato. Semplicemente – ha continuato Dowdell – abbiamo capito che per vincere delle partite non basta stare concentrati 35 minuti, anche perché sino ad ora abbiamo giocato contro squadre toste in palazzetti molto prestigiosi. Siamo consapevoli che il campionato è veramente difficile ma noi vogliamo riscattarci da quanto fatto vedere fino ad ora».
Quindi la partita casalinga contro Trieste di domenica (ore 18 al PalaCarrara) può essere la svolta decisiva per il campionato di Pistoia: «Definitely! (Sicuramente) – ha ammesso convinto il play americano. Per noi è una grande occasione, siamo ancora delusi per la sconfitta con Roma e quindi abbiamo grande voglia di riscatto davanti al nostro pubblico. L’importante sarà stare concentrati per quaranta minuti perché spesso si può partire bene e finire male, come contro Roma, e viceversa. Quindi dobbiamo rifarci davanti al pubblico di casa».
Infine un commento sul suo ambientamento a Pistoia e sul rapporto con coach Carrea: «A Pistoia sto veramente bene, è una città che ha una grande tradizione e la tifoseria mi ha sempre colpito – ha ammesso Dowdell. La partenza è stata in salita ma avendo già giocato in Italia un po’ me lo aspettavo, è molto duro il campionato qua. Per quel che riguarda lo staff ed il coach so che stanno facendo un grande lavoro, anche se non è affatto facile. Adesso però non è il momento di guardare al lavoro degli altri o additare per dare delle colpe a qualcuno, dobbiamo restare uniti e trovare una via d’uscita tutti insieme».



