Pistoia basket: è anche questione di fiducia

La vetta della classifica è arrivata grazie alla complicità che si respira in campo e fuori. La prestazione di Copeland dimostra perché questa piazza è unica

Ciò che metti in circolo, ti ritorna. Non sempre può accadere nel breve periodo, ma è un dato di fatto che in casa Pistoia Basket la parola del momento sia una e bellissima: fiducia. Perché quella che si è respirata domenica, sul parquet e pure sugli spalti, è chiaramente una fiducia che tutti hanno negli altri, con ogni componente di questa macchina biancorossa che sa che facendo bene il proprio compito tutto filerà liscio. E così, passaggi ai compagni, recuperi disperati, stoppate, rubate, tiri in ritmo e anche solo uno sguardo carico di speranza sono diventati elementi primari dell’equazione che ha portato il Pistoia Basket in vetta alla classifica del girone rosso.

Vero, la squadra del presidente Capecchi ha una partita in più delle altre, ma nella prossima domenica di riposo le inseguitrici dovranno vincere, mentre la Giorgio Tesi Group il suo lo ha già fatto e al massimo potrà essere agganciata in vetta da una delle tre dirette inseguitrici, tutte squadre che sulla carta costano e valgono più di Pistoia. Esplicativo per il concetto di fiducia in chiave biancorossa è la domenica di Zach Copeland. Arrivato in Italia da dieci giorni, reduce dalla prima settimana piena al PalaCarrara, da lui tutti o quasi si aspettavano qualche canestro, al massimo un paio di giocate, qualcosa che potesse lasciar intuire che tipo di giocatore è al di là di quello che si può vedere e capire dai video dei suoi highlights. Era la curiosità per tutto il popolo pistoiese a spicchi, desideroso di scoprirlo dopo le prime impressioni del debutto a Nardò, in cui il ragazzo californiano era apparso voglioso di fare ma anche spaesato dal nuovo contesto e un po’ frastornato dal jet lag e dalla lunga trasferta con cui aveva subito inaugurato la sua esperienza italiana.

Domenica sera contro Mantova il numero cinque biancorosso si è letteralmente esaltato, giocando una gara in crescendo, trascinato da tutto e da tutti, ricoperto dalla fiducia di compagni e pubblico. Per Copeland è stato soprattutto un restituire l’entusiasmo incamerato nei suoi primi dieci giorni a Pistoia, una città e una piazza che lo ha accolto a braccia aperte. La squadra si è data un gran bel da fare per accoglierlo, con i compagni che lo hanno subito scortato a scoprire il territorio, portandolo con loro a cena e a divertirsi al bowling. Il capitano gli ha anche aperto le porte di casa Della Rosa dove la famiglia simbolo del basket pistoiese ha subito voluto trasmettere quel senso di attaccamento e appartenenza che la piazza pretende e mette sul piatto a chiunque indossa il biancorosso. Il resto lo ha fatto lo staff tecnico, lavorando per dargli subito i rudimenti del gioco che caratterizza la Giorgio Tesi Group e poi la ciliegina l’ha messa la società e il Consorzio, che hanno fatto sentire la nuova guardia americana un protagonista, con attenzioni, foto e calore per coccolarlo ed esaltarlo.

E quel che è stato dato, è subito ritornato in campo, perché Copeland è stato il miglior marcatore di Pistoia nella gara contro Mantova. Prendendosi tiri con crescente fiducia ed entusiasmo, addirittura eccedendo nel numero di conclusioni (ben 14 nda), pur di emozionare e compiacere un palazzetto caldo e festante. La sua prova ha fatto sorridere ed esultare tanti, piacevolmente sorpresi dal nativo di Oakland che è arrivato qua con lo spirito adatto e in linea con le dinamiche dell’ambiente del PalaCarrara. Ma oltre ai canestri Copeland ha sorpreso molti con l’energia difensiva e la voglia di essere decisivo nella propria metà campo al pari degli altri suoi compagni. Il correre e recuperare palloni dopo un tiro scoccato e non segnato, l’abnegazione per far tirare il suo uomo o anche solo la frustrazione per fallo fischiatogli dopo una buona azione difensiva: tutti stimoli amplificati ed esaltati dalla fiducia che Copeland ha sentito intorno a se, tutti concetti allargabili al resto della squadra e frutto di un gruppo che in questa prima parte di campionato veleggia, convinto dei propri talenti, desideroso di applicarsi per esaltare le caratteristiche tecniche e umane di uno spogliatoio compatto e rimasto sempre tale, anche e nonostante “l’affaire Huggins”.

Adesso arriva una pausa che da una parte è provvidenziale per far respirare un gruppo che ha dato tanto già queste prime sette giornate, compensando per diverse gare l’assenza di un giocatore del quintetto. Dall’altra però la pausa rischia di raffreddare l’energia positiva e il clima di grande fiducia che ha alimentato e di cui si è autoalimentato lo spogliatoio biancorosso. Il compito di tutti quelli che vogliono bene a questi ragazzi e alla squadra: non far spegnere l’entusiasmo e continuare a trasmettere alla squadra fiducia ed energia positiva, per fare il pieno e ricaricarsi in vista del prossimo spezzone di stagione che inizierà con la trasferta di Udine tra due settimane e che finirà a Natale. Sarà un periodo decisivo, anche in virtù di alcuni scontri diretti, per dire se il Pistoia Basket può continuare a stare in cima e giocarsela, anche in questa stagione, fino alla fine con le ambiziose e più attrezzate regine del campionato di A2.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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