Per il Pistoia Basket i numeri in questione sono il 9, come i giocatori ruotati di fatto da Carrea sui dieci effettivi e 4 come le squadre che oltre Pistoia non hanno fatto ricorso al mercato
Una squadra da ricaricare. E’ questa l’impressione che hanno lasciato le due gare interne, combattute ma infruttuose, del PalaCarrara. Due test che si sono confermati difficili, che portavano in dote una potenziale svolta alla stagione, che in casa OriOra non c’è stata. Bisogna prenderne atto perchè la matematica non è un’opinione. Non lo è la classifica in cui dopo la prima di ritorno, l’OriOra rimane in linea di galleggiamento nonostante i 10 punti abbiamo oggi tutto un altro sapore dopo tre ko filati. E non lo è soprattutto il confronto numerico con gli altri roster, anche quelli di coda: abbiamo detto numerico e quindi senza rifersi a componenti “non quantificabili” come il talento o la grinta.
Parliamo solo di numeri e quelli fondamentali per inquadrare questo delicato momento della stagione sono essenzialmente due. Il 40,5% da due e il 21,7% da tre? Che domenica scorsa hanno condizionato la rincorsa all’Aquila trentina, e che sono rispettivamente la quinta peggior prestazione al tiro in area e soprattutto la seconda più brutta serata dall’arco della stagione? No, queste sono sfumature che cambiano una scena ma non l’intera trama. Pensiamo piuttosto che i numeri che la società dovrebbe analizzare siano 9 e 4: nove come i giocatori ruotati di fatto da Michele Carrea sui dieci effettivi visto che il ruolo di Andrea Quarisa (che dal 24 novembre non ha più rimesso piede in campo) è ormai evidentemente quello di solido gregario da allenamento. Rotazioni contate che diminuiscono in caso di infortunio, problema fisico, falli ed imprevisti vari. E che non possono essere allungate con il settore giovanile in cui l’Under 18 rivelazione della fase a gironi della Next Gen è anagraficamente molto giovane. Una cosa risaputa da inizio stagione quando si decise di mandare in prestito Lorenzo Querci a Capo d’Orlando, consapevoli che la cittadinanza sportiva italiana a Riisma (trascinatore della primavera biancorossa) non arriverà prima della fine di questo campionato.
Quattro invece si riferisce alle sole squadre che non hanno fatto ricorso al mercato ad oggi, oltre a Pistoia c’è Treviso (che dopo la proibitiva trasferta di sabato in casa Virtus, domenica 26 gennaio arriverà al PalaCarrara nella prima di tre gare fondamentali pres- sosta contro Roma e Reggio Emilia), e poi ci sono proprio la Reggiana e le Vu Nere. Due squadre dichiaratamente sul mercato da settimane per motivi diversi, attese ad una mossa a breve. Tutte le altre si sono rinforzate con l’Allianz Trieste, prima rivale di Pistoia nella corsa salvezza, che dopo aver messo dentro Hickman e Washington, ha appena annunciato l’ingaggio di Riccardo Cervi in uscita da Varese. Dati, numeri, fotografie della realtà. Proprio come sono numeri, quelli sul crollo delle presenze del pubblico, gli unici di cui la società parla dall’ inizio di un anno in cui la rivoluzione marketing ha finora prodotto tanti applausi a livello di critica (specie su lodevoli iniziative come quella di ospitare un tifoso ospite) ma pochi risultati a livello di incassi al botteghino.
Questi numeri, tutti, invece vanno tenuto ben presenti per il campionato dell’OriOra. E non come alibi da tirare fuori al momento di bisogno, come tra l’altro Michele Carrea non ha mai fatto, ma analizzando al meglio la situazione. Quella di una squadra naturalmente scarica sia a livello fisico che mentale, specie dopo due buone gare: l’ottima contro Sassari e quella meno brillante ma comunque battagliera con Trento, entrambe finite senza punti né soddisfazioni. Servono energie, ma visto che le casse non consentono regali di mercato, chi dovrà tirarle fuori e passarle ai suoi sembra soprattutto lo studente milanese all’università della serie A.



