Conosciamo meglio la nuova ala grande del Pistoia Basket, Justin Johnson, reduce dall’esperienza in quel di Cagliari, chiusa con 16.7 punti di media a gara
Justin Johnson, la nuova ala grande del Pistoia Basket, ha una caratteristica che lo rende quasi unico: un’adattabilità e una disponibilità fuori dal comune. Grande e grosso, in campo è un vero e proprio guerriero, ben attento però ad accontentare il coach e soprattutto a sacrificarsi in primis per il bene della squadra. Del resto in carriera più di una volta ha messo avanti il bene comune alle proprie ambizioni personali.
L’ESPERIENZA DEL FOOTBALL. Lo ha fatto ad esempio alla fine della sua terza stagione di basket collegiale, alla Western Kentucky University. Nonostante fosse il leader della squadra, il miglior realizzatore e rimbalzista degli Hilltoppers infatti ha lasciato per quasi sei mesi il basket per dedicarsi alla squadra di football della sua università. Una scelta necessaria per liberare una borsa di studio e per permettere a coach Rick Stansbury di implementare con linfa giovane la squadra. Così Johnson ha giocato estate e autunno del 2017 a football, come tight end. A frenarlo solo la recidiva di un piccolo infortunio alla caviglia, in campo però i progressi mostrati dal nuovo lungo di Pistoia furono davvero notevoli per un ragazzo che non praticava più quello sport dal suo anno da sophomore all’High School. Qualcuno, visti anche i risultati abbastanza buoni in campo considerando che Johnson era un neofita, ha pure pensato che il ragazzone nativo di Hazard potesse addirittura restare nel mondo del football, giocandosi le sue chance per provare ad entrare nella NFL. Per fortuna la strada del football è stata solo una scelta temporanea, dettata più che altro da esigenze burocratiche, con il rientro nel roster del basket che avrebbe dovuto avvenire non oltre dicembre 2017, come walk on, ovvero giocatore senza borsa di studio, per chiudere il suo percorso sportivo con l’università di Western Kentucky. Poi, gli eventi e le scelte di altri giocatori, hanno permesso il suo rientro in squadra con una borsa di studio già a fine settembre, seppur con undici chili in più e una condizione da ritrovare giocando sin da subito. La sua grande disponibilità e lo spirito di adattamento sono emersi anche lo scorso anno a Cagliari. Le difficoltà iniziali della squadra e alcuni aggiustamenti in corsa del roster lo hanno costretto spesso a giocare da pivot invece che da ala grande, ruolo per cui era stato ingaggiato e che maggiormente rispecchia le sue caratteristiche fisiche e tecniche. Anche in Sardegna Justin non ha fatto molto rumore, si è messo a servizio, lavorando sodo per aiutare la squadra e per provare a tamponare dove più c’era bisogno, sacrificandosi spesso in un ruolo non suo pur di arrivare al risultato della salvezza,
FISICITA’ E TRIPLE. Nato a Hazard, nella contea di Perry, in Kentucky, il 23 maggio 1996, 201 cm per 111 kg, Johnson è un lungo che non disdegna il tiro dalla grande distanza. Il fisico massiccio non deve trarre in inganno, non è un pivot bonsai, piuttosto un ala grande dalla taglia importante ma capace di lottare, in caso di necessità, anche contro colossi con più centimetri e chili. Un giocatore di energia e potenza, capace ci battagliare sfruttando il fisico, ma dotato comunque di piedi svelti. Al college ha giocato per Hilltoppers di Western Kentucky, collezionando diversi record di ateneo. Johnson è stato infatti il primo giocatore del college a primeggiare per tre stagioni consecutive nella categoria punti e rimbalzi (15.7 e 9.4 di media). Ha concluso l’annata 2017-18 come unico giocatore della Ncaa con almeno 1700 punti e 1000 rimbalzi totali, andando a referto in tutte le 38 gare stagionali e guadagnandosi l’inserimento nel primo quintetto Nabc della Division One. Decimo nella classifica di tutti i tempi del suo college per punti segnati (1715) e quinto per rimbalzi (1057). Lo scorso anno il primo contratto da professionista in serie A2 alla Dinamo Cagliari. Nel girone est ha chiuso l’annata con 16.7 punti (tirando con il 54% da due e il 38% da tre) e 9.2 rimbalzi di media in 32′ di utilizzo.
RADICI NEI MONTI, CUORE IN MARE. Nato in una città incastonata tra le montagne e le colline del Kentucky, un posto che fino al 1912 è rimasto quasi isolato dal mondo. Prima dell’arrivo della ferrovia infatti la comunità di Hazard doveva necessariamente compiere un viaggio di 45 miglia lungo la North Fork del Kentucky River o di due settimane tra le montagne. Così, forse per contrapposizione alle immense distese di verde intorno casa, Johnson ha sviluppato un amore per il mare aperto e la pesca sportiva. Il ragazzone di Western Kentucky infatti adora letteralmente la pesca sportiva d’altura, una passione che d’estate è diventata un appuntamento immancabile. Chissà che anche da queste parti, con il Tirreno a portata di mano, non si inventi qualche gita in barca nelle giornate libere per continuare a gettare l’amo in mezzo alle onde.



