Pistoia Basket, ecco l’UCC Piacenza di Grazzini: «Trasferta difficilissima»

Al PalaCarrara arriva il termale Gabriele Grazzini, vice coach dell’UCC Assigeco Piacenza: «La vivo con trasporto, ho tanti amici a Pistoia»

Quest’anno in serie A2 ci sono due Piacenza, entrambe nel girone verde assieme a Pistoia. La neopromossa Bakery, che la GTG ha regolato nell’ultima trasferta, e l’UCC Assigeco, prossima cliente del PalaCarrara questa domenica. In realtà l’UCC sarebbe la storica Casalpusterlengo, dove ha giocato anche Mario Boni originario della vicinissima Codogno. Nel 2016 si è radicata la partnership con il Piacenza Basket Club e la città dell’alta Emilia oltre ad entrare nel nome del club fino a quel momento lombardo, ha iniziato a diventarne anche la casa, accogliendolo nell’impianto del PalaBanca.

Nonostante l’Assigeco resti a cavallo dei due versanti emiliano e lombardo, quello con la Bakery è un derby a tutti gli effetti. Un dualismo del genere si sta vivendo anche nella più piccola Montecatini (che ha 80 000 abitanti in meno) nel campionato di C Gold toscano. Nemmeno a farlo apposta, proprio dalla città termale proviene Gabriele Grazzini, attuale primo assistente all’UCC. Un ruolo che il classe ’83 ha già ricoperto per anni, assieme a quello di allenatore e talvolta anche responsabile del settore giovanile, nelle tante piazze che hanno potuto apprezzare la sua passione e professionalità.

A partire dalla sua Montecatini, rampa di lancio in Legadue dal 2003 al 2009. Poi Veroli, Civitanova, Omegna, Mantova, Montichiari, Forlì, Wels (serie A austriaca), Bergamo e appunto, da quest’anno, UCC Piacenza. Senza dimenticare le esperienze negli USA, dove da quasi un decennio partecipa e organizza camp estivi per giovani cestisti e studenti sia locali che italiani, dal 2017 come co-fondatore dell’associazione FullCourt. Domenica il “Graz” ritroverà un ambiente, quello del PalaCarrara, che non gli è affatto nuovo e dove ha già vissuto emozioni intense. Prima però di sapere come vivrà questa sfida in prima persona, gli abbiamo chiesto di introdurne i temi principali.

IL COMMENTO SUL MATCH ALLE PORTE

L’Assigeco ha 6 punti come il Pistoia Basket, con una sconfitta e tre vittorie di fila. Un biglietto da visita notevole, che fa dei biancorossoblù un osso duro da battere. «La partita di domenica dev’essere contestualizzata in uno dei palazzetti più importanti della pallacanestro italiana» esordisce Grazzini riferendosi al PalaCarrara. «Ci aspettiamo una trasferta difficilissima sia dal punto di vista tecnico che ambientale. Anche perché siamo in un periodo con diversi acciacchi, perciò sarà dura».

L’assistente di Salieri entra poi nel vivo dei due scacchieri. «Pistoia gioca in un modo diverso da tante altre squadre – afferma – con Wheatle da quattro e Utomi da tre che sono abbastanza intercambiabili. Questa è una chiave tattica importante. Hanno molta duttilità in attacco. Stimo molto Brienza, ha portato tante idee che in A2 non si vedevano così tanto». Attacco biancorosso che però troverà pane per i propri denti. La difesa dell’Assigeco è infatti finora una delle più limitanti per gli avversari (72 punti subiti di media, 72,75 per Pistoia).

I top scorer delle due compagini sono le guardie made in USA Johnson (17 pp) e Devoe (16,3 pp). Ma nelle rispettive seconde posizioni ci sono i centri Magro (13,5 pp) e Guariglia (14,5 pp), assoluti protagonisti di questo inizio di campionato. Il confronto sotto canestro si prospetta interessante. «I nostri lunghi possono giocare tutti e quattro l’uno assieme all’altro. Guariglia è l’unico centro di ruolo ma sa anche aprire il campo con il tiro da fuori». Tra i big men ospiti attenzione anche al Dada Pascolo, tornato al piano di sotto dopo sette stagioni di massima serie e per ora sempre in doppia cifra.

«Magro è un fattore importante per loro, e sono molto bravi a cercarlo – ritorna sui giocatori di Pistoia il tecnico termale – . Questo permette agli esterni, Johnson su tutti, di guadagnare maggiore spazio. Avere un pericolo interno come Magro e giocatori da accelerazioni come Wheatle e Saccaggi, oltre anche a Utomi, rende la coperta della difesa sempre corta» sottolinea il numero due della panchina piacentina.

Le variabili sono tante, ma su cosa serva per provare ad uscire vittoriosi dal match Grazzini ha le idee chiare. «Le nostre vittorie, soprattutto l’exploit contro Treviglio, sono state frutto di una difesa molto aggressiva e di ritmi alti. Poi per vincere in trasferta – aggiunge il volto dell’UCC – dobbiamo contenere ancora di più le palle perse e catturare tanti rimbalzi come con Urania. In trasferta vinci se difendi meglio, perciò dovremo cavalcare queste nostre qualità difensive senza regalare niente a Pistoia».

IL RITORNO AL PALACARRARA E LA STIMA PER L’AMBIENTE PISTOIA BASKET

Probabilmente un termale non potrà mai sentirsi veramente a casa in via Fermi. Ciononostante il Graz vede nel Pistoia Basket tutt’altro che un acerrimo nemico. «Vivo questa sfida con stati d’animo contrastanti – ammette – . Sono e sarò sempre di Montecatini, dove però non sono più dal 2009. In questi dodici anni le società succedutesi nella mia città non hanno mai avuto grande interesse nei miei confronti, mentre ci son stati avvicinamenti alla realtà di Pistoia. Anche se non si è mai concretizzato nulla, sono interessamenti che mi hanno sempre lusingato».

Se il suo ultimo gettone lavorativo al PalaCarrara rischia di risalire addirittura a più di dieci anni fa, gli spalti Grazzini li ha frequentati più volte. «Mi è capitato spesso di seguire le partite di Pistoia dalla tribuna stampa o in mezzo a tanti amici. Se penso ai miei ultimi anni sono un montecatinese un po’ anomalo. Anche quest’estate c’è stato un timido approccio con Pistoia per entrare a far parte dello staff tecnico, poi sono contento di esser venuto qui a Piacenza. Comunque son tutti elementi – riepiloga l’ex Bergamo – che non me la fanno vivere in modo asettico, bensì con molto trasporto. E poi ho tanti amici a Pistoia. Non lo vedo proprio come un derby, ma più come un ritorno nella mia terra d’origine».

È proprio durante una delle sue visite al tempio cestistico pistoiese che il co-creatore di FullCourt ha iniziato a buttare gli occhi su un giovanissimo Lorenzo Querci. Super ex di domenica, Querci sta condividendo la stagione assieme all’allenatore montecatinese. E per rimanere sui giovani di zona, probabilmente sarà convocato nelle fila degli ospiti anche Matteo Gherardini. Lungo 2004 sbocciato alla Cestistica Pescia e approdato al nord (doppio tesseramento con Somaglia in C Silver) anche grazie allo zampino dello stesso Grazzini.

Ma l’album dei ricordi non è ancora finito. «Quando venivo a Pistoia a giocare con le giovanili non mancavo mai di salutare il prof. Salerni. Una grande persona, sempre gentile con me. Al PalaCarrara c’ho anche giocato – racconta inoltre – a giugno 2014 in occasione della partita delle stelle e degli amici di Matteo Bertolazzi» con cui passò la stagione 2011/12 a Omegna. C’è infine tempo per due picchi emotivi opposti vissuti nel palazzetto biancorosso. «Un ricordo bello è la vittoria al mio primo ritorno a Pistoia “da non montecatinese” con Veroli (2009/10, nda). Invece mi dispiacque molto quando con Montecatini perdemmo il derby e tre giorni dopo esonerarono Phil Melillo (stagione 2007/08, nda). A lui ero molto legato».

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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