I riconoscimenti ottenuti dall’Estra Pistoia agli LBA Awards sono l’ennesima dimostrazione che il progetto vale più del budget
Una storia ben scritta fa tutta la differenza del mondo quando si tratta di decidere cosa premiare. Certo, in questo caso non parliamo di un concorso letterario ma degli LBA Awards da cui il Pistoia Basket è uscito non vincitore, ma trionfatore assoluto. Poco importa comunque, poiché la storia c’è, è stata fatta ed è tra le più appassionanti e sorprendenti che si possano anche solo immaginare. La storia di una Cenerentola toscana, ripartita dall’A2 nell’estate del 2020 per giungere in quasi quattro anni ai play-off scudetto.
Una storia che anche giornalisti, allenatori e appassionati della palla a spicchi italiana hanno giustamente giudicato meritevole nell’assegnare una serie di premi individuali. In primis il presidente Massimo Capecchi e coach Nicola Brienza, rispettivamente Executive e Allenatore dell’anno. Poi l’inserimento di Payton Willis nel Dream Team della stagione e il più insindacabile dei riconoscimenti per Charlie Moore, top scorer del campionato. Entrambi gli ultimi citati, infine, sono rientrati nella top ten dei candidati al titolo di MVP della stagione regolare.
PISTOIA, IL BUDGET NON FA LA STORIA
Di fronte alla favola di Pistoia, tutto il mondo della pallacanestro nostrana si è fermato a guardare ammirato e, forse, a riflettere. Repetita iubant: parliamo del budget più basso della massima serie e di una squadra che tutti avevano dato per “diciassettesima” del ranking, volendo scomodare le famose parole di chi adesso ride sotto i baffi. La dimostrazione, la prova e la controprova di un’equazione inefficace ed inesatta. I calcoli che spesso vengono fatti all’interno delle società cestistiche sono stati confutati dalla capacità di Pistoia di operare scelte sostenibili sia dal punto di vista economico che sportivo. Quelle che venivano additate come “nozze coi fichi secchi”, adesso appaiono a tutti come un gran ricevimento.
Investire nel settore giovanile (da cui provengono ben tre pezzi del roster biancorosso), fare scouting oculato e creare le giuste sinergie economiche senza voli pindarici possono valere i play-off di Serie A. Non una novità in via Fermi, specie nell’ultimo decennio dove Paolo Moretti prima e Vincenzo Esposito poi hanno ottenuto il premio oggi tra le mani del loro successore Brienza. Ciò che però racconta quest’ultimo quadriennio è un qualcosa che merita un capitolo a parte e più approfondito.
L’ORA DI “SAMBU”
In realtà potremmo parlare di un lustro per racchiudere in uno spazio temporale tutta la vicenda sportiva recente di Pistoia. Perché il 3 giugno del 2019, in via Fermi, scattò l’ora di Marco Sambugaro come direttore sportivo della società. Ci si rese presto conto che tra il club biancorosso e il nativo di Werneck si fosse creata una vera e propria affinità elettiva. Una comunione d’intenti che sarebbe poi stata sottoposta alla prova dei fatti.
Il “premio Betti” al miglior dirigente della Serie A2 ottenuto nel 2022 è stato finora l’unico riconoscimento ottenuto da “Sambu” in biancorosso. Ma i famosi fatti parlano di roster costruiti sul senso di appartenenza e sul potenziale di giocatori che erano proprio da scovare o da lanciare definitivamente. Sempre, ovviamente, non disponendo di un budget d’élite. Da Biella, oltre a Michele Carrea, si portò infatti un Carl Wheatle ancora da costruire e cementificare e che oggi è una delle colonne della squadra. La scelta di Nicola Brienza come successore di Carrea è stata poi la scommessa vincente.
Ma le intuizioni dell’ex giocatore dell’Olimpia Milano non si fermano certo qui. Da una parte riportare a Pistoia beniamini come Lorenzo Saccaggi e Daniele Magro, dall’altra selezionare gli stranieri giusti nel momento giusto. A volte anche dovendo fare di necessità virtù o rimediando ad imprevisti. Pensiamo a Jazz Johnson, pescato da retrocesso con Cantù: MVP della Supercoppa vinta nell’estate del 2021 e oggi miglior giocatore straniero del campionato di A2. Non da meno l’aver preso un giocatore fermo da un anno, che poi ha trascinato Pistoia alla promozione in Serie A portandosi a casa il titolo di MVP delle finali: stiamo ovviamente parlando di Jordon Varnado. E, come abbiamo visto, anche al gradino di sopra qualcuno ha apprezzato le sue più recenti scelte estive.



