Qualche passo falso ma tante gioie – all’overtime – per Pistoia nei precedenti al PalaCarrara con Cantù. Johnson, Caglio e Brienza gli ex
Non c’è tempo per gioire e distrarsi in casa Pistoia Basket perché, superata Monferrato, è già ora di guardare al big match contro Cantù. La San Bernardo, nobile retrocessa, non è però certo un ospite poco noto dalle parti di via Fermi. Sono infatti molteplici i precedenti tra le due compagini al PalaCarrara e spesso a gioire sulla sirena finale è stata Pistoia. Giusto specificare sirena finale e non 40′ perché in più occasione i quattro quarti non sono bastati a decretare il vincitore. Oltre ai precedenti però parliamo anche di ex. Oltre a Simone Caglio, giovane promettente classe 2002, arrivato proprio da Cantù, troviamo l’MVP della Supercoppa e protagonista della super partenza Pistoia, ovvero Jazz Johnson.
I PRECEDENTI TRA PISTOIA E CANTU’
L’ultima volta che Cantù si è presentata al PalaCarrara, Pistoia se la ricorda bene. Una serata memorabile nel novembre 2019 che vede i biancorossi trionfare sul 77-69. Una serata impeccabile con un coach Carrea burattinaio perfetto di una macchina che riesce a mandare in doppia cifra ben sei effettivi, con Petteway autore di 21 punti. Andando indietro vediamo invece due passi falsi per Pistoia. L’allora Oriora si arrese agli avversari per 74-84, con l’Acqua Vitasnella trascinata dalla coppia Jefferson-Stone da 43 punti, mentre ai biancorossi non furono sufficienti le prestazioni dell’ex Mitchell (24 punti) e di Peak (21). Ospiti vittoriosi anche due stagioni fa, quando per lunghi tratti dominarono la partita, grazie alla sontuosa prova di Culpepper (36 punti), imponendosi al 40′ per 82-93. Inutile per i toscani l’ottima prestazione di Kennedy (26 punti più 8 rimbalzi).
Detto dei due passi falsi, si può aprire il capitolo delle imprese biancorosse. A cominciare da quella straordinaria della stagione 2013/14. Pistoia, a lungo costretta a rincorrere, si salvò a sulla sirena finale con Wanamaker e nell’overtime abbattè la resistenza dei viaggianti (82-77 al 45′, con Gibson miglior marcatore a quota 17 punti, uno in più rispetto a Johnson e Wanamaker). A dir poco rocambolesca anche la gara dell’anno successivo, sempre risolta dopo un supplementare: Metta World Peace fece il suo esordio nel nostro campionato e, insieme a Johnson-Odom, guidò i biancoblù quasi fino allo striscione del traguardo. Quasi però, perché proprio allo scadere ci pensò Easley a siglare il tap-in che valse il successo dei toscani per 88-87 e che scatenò la festa irrefrenabile di un infuocato PalaCarrara.
Festa che si ripetè anche una stagione più tardi (95-89 con 22 punti di Kirk e 21 di Knowles). Indimenticabile infine la rimonta nel dicembre 2016, quando i padroni di casa seppero recuperare dal 51-64 del 30′ sino al 80 pari dell’ultima sirena. Nuovamente un overtime insomma e nuovamente una vittoria del Pistoia Basket per 94-87, propiziata dalla doppia doppia da 25 punti e 12 rimbalzi di Boothe e dai 19 punti di Petteway.
I PRECEDENTI
Parlando invece di ex troviamo il giovane Simone Caglio, classe ‘02 cresciuto a Cantù, ma soprattutto Jazz Johson. Arrivato in Europa la scorsa estate gioca una stagione in Lombardia e fattura 11 punti, 3 assist e 2 rimbalzi nei 25 minuti di media di utilizzo nel massimo campionato italiano. A questa va aggiunto un notevole 40% da oltre l’arco.
Il terzo ed ultimo ex di giornata è coach Nicola Brienza. Per lui un tuffo nel passato molto importante essendo canturino di nascita ed avendo speso, sia da giocatore che da allenatore, un buon 80% della sua carriera cestistica a Cantù. Inizia ad allenare le giovanili nel 1999 e viene promosso nel 2004 in prima squadra rimanendoci fino al 2016 come vice-coach. Dopo due stagioni lontano da Cantù – Svizzera e Sicilia – torna in Brianza nella stagione 2018/2019. A tredici gare dal termine del campionato, l’head coach Pashutin rassegna le dimissioni e Brienza viene promosso a capo allenatore. Nonostante il finale positivo di stagione, il coach canturino firma con Trento per l’annata 2019/2020.



