Il neo lungo del Pistoia Basket, dopo l’esordio a Reggio Emilia, è stato presentato alla stampa: «Questa opportunità è capitata nel momento giusto e nelle condizioni giuste. Il coach e la società mi hanno fatto sentire desiderato»
4 punti, altrettanti rimbalzi (in 13 minuti di utilizzo) e quella presenza fisica imponente che mancava al Pistoia Basket. Questo l’impatto di Mickell Gladness alla sua prima in maglia biancorossa in quel di Reggio Emilia, con alle spalle una settimana scarsa di allenamenti con la nuova squadra. Settimana nella quale non si era trovato nemmeno il tempo di presentarlo in sala stampa: è stato fatto stamani, ora che la pausa del campionato per le Nazionali ha permesso di respirare un attimo.
«Al PalaBigi ha fatto intravedere quello che può darci. Siamo soddisfatti di averlo portato a Pistoia», racconta il presidente Massimo Capecchi.
«Quando si arriva a stagione iniziata in una squadra, c’è sempre la speranza di poter dare il proprio apporto – le prime parole del nuovo lungo dell’Oriora – Sono venuto a Pistoia con il desiderio di vincere e di poter mettere a disposizione del gruppo quelle che sono le mie caratteristiche: fisicità in attacco e in difesa. L’annata è appena cominciata, la strada è ancora lunga e confidiamo di continuare nel percorso intrapreso nelle ultime due uscite».
Sul suo arrivo a Pistoia, Gladness aggiunge: «Questa opportunità è capitata nel momento giusto e nelle condizioni giuste. La situazione che si è venuta a creare qua è adatta a me. Mi sono sentito desiderato sia dal coach che dalla società. Da quello che mi hanno detto, ho capito di poter essere di aiuto alla squadra e spero di poter garantire il mio contributo».
Contributo in entrambe le metà campo, nonostante il neo americano del Pistoia Basket sia conosciuto soprattutto per essere il classico “rim protector”. «In difesa, che è sempre stato quello che mi è venuto più naturale, utilizzo la mia stazza. Ultimamente ho iniziato a lavorare per migliorare in attacco, quindi arresto e tiro e avvicinamento a canestro. Prendo molti rimbalzi e in generale sono uno abituato a dare tutto».
Ma qual è stata la prima impressione di Gladness sul gruppo in cui si sta inserendo? «I ragazzi stanno lavorando duro, come hanno fatto anche prima che arrivassi. Si meritavano queste due vittorie. Sono stato chiamato con l’idea di aumentare l’aggressività in difesa – sottolinea – L’impressione è che questa squadra, nonostante sia composta da diversi giovani, sia piena di talento. Ci sono da fare degli aggiustamenti e dei miglioramenti, ma la qualità dei giocatori non si discute. Il campionato italiano? Molto difficile, duro e competitivo, sia per quanto riguarda la zona alta che quella bassa della classifica».
Campionato italiano che Gladness avrebbe potuto conoscere anche con una maglia differente rispetto a quella del Pistoia Basket, alla luce delle offerte ricevute in passato e in particolare nel corso della scorsa estate. «Meglio così, sennò non sarei approdato a Pistoia», sorride il classe ’86, che in biancorosso dovrà spartirsi minuti con Ousmane Krubally e Patrik Auda. «Contro Krubally ho giocato due anni fa. So che è un gran lavoratore, oltre ad avere delle importanti qualità atletiche. Auda invece l’ho appena conosciuto. Hanno entrambi molta esperienza e in campo buttano tutto quello che hanno, pur avendo caratteristiche diverse – il pensiero di Gladness – Auda è più perimetrale, ama allontanarsi dal canestro, mentre Krubally è più simile a me. Queste due settimane di pausa dal campionato mi permetteranno di trovare la chimica giusta. Non credo che ci vorrà molto per adattarmi agli schemi del coach e al modo di giocare degli altri».
Infine, una battuta sui tifosi accorsi in massa al PalaBigi. E’ stata una sorpresa vederli così numerosi a Reggio Emilia. Non sono abituato, quindi non vedo l’ora di arrivare al palazzetto per la gara con Brescia e prendere confidenza con il pubblico di Pistoia.


