Pistoia Basket, il 2021 dalla A alla Z

Dalla A di Azionario Popolare, per passare alla D di difesa alla U di Utomi per finire con la Z di “Zoccolo duro”

di Lorenzo Carducci e Elisa Pacini

A come Azionariato Popolare: Se ne parla dall’estate ma è stato presentato con tre righe sul sito ufficiale e un volantino al palazzetto. In tempi di capienze limitate, tener vivo il rapporto coi tifosi non è facile ma se davvero è fondamentale per garantire un futuro al basket a Pistoia, va urlato a chiare lettere.

B come Brienza: Pronti via ci disse che la sua Pistoia doveva assomigliare ad un Chianti di 15 gradi, che scalda a lungo chi la viene a vedere. Di sicuro il suo effetto su questa squadra intelligentemente non stravolta dalla passata gestione, è stato più quello di cocktail esplosivo. Una bonaria sbornia di adrenalina a chi aveva bisogno di lasciarsi tutto alle spalle. Un po’ come un sex on the beach al tramonto di Lignano Sabbiadoro.

C come Carrea: Prima dell’improvvisa partenza in estate, ha portato nel porto sicuro dei playoff una squadra che ha sempre navigato col vento contrario. Nel gelo vero della scorsa stagione, ha seminato tanto e la Tesi Group seconda della classe si basa su metà della sua squadra. Unico ad alzare la voce contro la gestione disastrosa della pandemia nello sport, più che al consenso ha sempre puntato a dire la verità.

D come Difesa: E’ il marchio di fabbrica della Tesi Group sbarazzina e combattente di Nicola Brienza. I numeri lo dimostrano: con 72,8 punti subiti di media, i biancorossi sono la squadra che subisce meno nel girone Verde dopo Udine (65,9). Ministro della difesa per acclamazione, “sir” Carl Wheatle.  

E come Età: La Tesi Group è una delle formazioni più giovani del torneo, con un solo tesserato over 30 (Magro) e otto giocatori su 10 under 25. Una “squadra di ragazzi” come ricorda sempre Nicola Brienza, non per cercare scuse ma per ricordare che sogni e sbagli sono il bello dei vent’anni.

F come Fabio. Bongi naturalmente, l’eterno ragazzo dei canestri pistoiesi che ha salutato la sua città e la sua gente a quasi 50 anni, partendo verso il ricco Nord del basket italiano sulla ali dell’Aquila Trento. Un’offerta irrinunciabile ma anche una separazione dolorosa in quella scossa deflagrante che ha portato alla rivoluzione tecnica estiva

G come Girone. Dal Rosso in cui fu inserita Pistoia l’anno scorso, al verde di quest’anno, cambia poco. I nomi degli avversari ma non la sostanza di un campionato- l’A2 attuale- in cerca d’autore. La composizione non sense dei gironi, in barba a geografia ed economia, rovinando sfide di campanile e allungando distanze e costi, ne è uno degli esempi.

H come Highlights. Il 2021 si apre con sei vittorie filate seguite all’arrivo di Fletcher ma più che ai numeri, nella prima parte dell’anno c’è da salvaguardare la sostanza. Dall’estate, Jazz Johnson e soci alzano il volume anche dello spettacolo. Arrivano vittorie prestigiose (contro Torino e Treviglio) e piovono record: vedi i 33 punti contro Urania che valgono alla guardia Usa la nona miglior prestazione offensiva di sempre nella storia biancorossa.

I come Invisible. Lo è sembrata la stagione scorsa, quella lontana dagli occhi, lontana dal cuore con Pistoia senza casa e senza pubblico, oltre che senza più l’A1. Difficile a distanza capire le molte prove che specie il Pistoia Basket ha dovuto superare, difficile soprattutto digerire e superare l’impatto emotivo dell’autoretrocessione. Che è tutto lì, nell’indifferenza della città verso i fuochi d’artificio con cui i biancorossi hanno chiuso il 2021.

J come Jazz. Nella commedia fin qui assai divina della Tesi Group di Brienza, non poteva non esserci lo zampino di Dante. Poco importa se è nato a Portland e non a Firenze e se la diritta via, intesa come la mitica Route 66 della Pacific Coast, ce l’ha tatuata addosso. Per molti uno dei migliori americani dell’A2, Jazz Dante Johnson è indubbiamente un talento “born in Usa” come da tempo non se ne vedeva da queste parti. Terzo miglior marcatore del torneo con 18,7 punti di media, immarcabile quando è in serata, uomo squadra all’occorrenza.

K come Capitano. Nei primi tre anni con la fascia al braccio lo abbiamo visto piangere, scusarsi, mettere la faccia su tutto quello che è successo, prendendosi responsabilità non solo sue. Finalmente al quarto campionato da capitano, abbiamo quasi pianto noi vedendo Gianluca Della Rosa alzare la SuperCoppa e sentendolo ringraziare i compagni per avergli regalato le prime finali di Coppa Italia in carriera.

L come Lignano. La Rimini del Friuli è stata per anni la Cinecittà estiva tra le finali del Festivalbar, le selezioni di Miss Italia, i tornei a tre passi dalla spiaggia. Un posto in cui andare a caccia di sogni, in cui è iniziato quello della Tesi Group di Nicola Brienza.  Che all’ombra dell’ultimo sole dell’estate 2021, brinda  nella Supercoppa.   

M come Millenials. Vedendoli autorevoli e sfrontati campo, ci si scorda che Angelo Del Chiaro e Joonas Rimas non arrivano a 40 anni in due. Niente tatuaggi, niente smalto stile Maneskin, ma tanta grinta di chi vuole ripagare la fiducia data. L’orgoglio della Pistoia baskettara di vedere (altri) due giovanotti di casa giocare coi grandi, varrebbe da sé il prezzo del biglietto. Per i più esigenti, ci sono anche il gancio cielo vecchia scuola del Burlamacco dei rimbalzi e le carezze alla retina del biondino del Baltico.

N di Napoli: lo scoglio su cui, con il 3-0 del primo turno di playoff 20/21, si arresta la corsa di una GTG rediviva e in crescita, capace di tenere duro e riscattare una prima parte di stagione in salita con l’accesso alla post-season. È una sconfitta dignitosa, visto anche la promozione in serie A ottenuta poi dalla Gevi.

O di Olasewere: approdato in estate, il lungo nativo di Silver Spring non ha fatto in tempo nemmeno a disputare una partita con la maglia biancorossa che si è dovuto fermare per un problema al cuore, causa dell’addio al basket (perlomeno momentaneo) annunciato poco dopo essersi separato da Pistoia.

P di Pubblico: la pandemia c’ha insegnato a porre maggiore attenzione a ciò che prima veniva dato per scontato o comunque ritenuto di contorno, come il pubblico sugli spalti. Dalle ben note porte chiuse della stagione 20/21, nella nuova avventura sportiva 21/22 via Fermi è tornata ad accogliere tifosi e appassionati, il cui numero tuttavia sta rimanendo ben al di sotto delle aspettative.

Q di Quasi perfetto: come il cammino della squadra guidata da coach Brienza dagli inizi di settembre fino ad oggi. Per restare in tema Q anche di Quattordici, come le vittorie che si è aggiudicato il Pistoia Basket in diciotto gare tra Supercoppa e campionato. Un rullino di marcia davvero notevole ed entusiasmante.

R di Ritorno al PalaCarrara: l’anno solare in procinto di chiudersi ha segnato il ritorno dei biancorossi alla propria casa madre (fine febbraio), ponendo fine all’esilio forzato in quel del PalaTerme di Montecatini.

S di Sambugaro: il sodalizio tra Sambu e il Pistoia Basket va consolidandosi nel tempo. Competenza e credibilità al servizio del progetto, per un ds ma ancor prima una persona che si sta facendo apprezzare da addetti ai lavori e tifosi.

T di Torino: la prova di maturità e forza più vistosa di Della e compagni in questo primo capitolo stagionale. Una vittoria di classe e cuore, per giunta senza Johnson, su un campo difficile come il Pala Gianni Asti, presidiato da una delle squadre più attrezzate della categoria.

U di Utomi: arrivato in extremis per sopperire alla rinuncia di Olasewere, è salito di colpi di partita in partita diventando un punto di riferimento fondamentale per i compagni. Ottimo realizzatore e poderoso atleta, con Wheatle forma una tag team di mezzi lunghi da capogiro.

V di Vice: Luca Angella e Tommaso Della Rosa, entrambi promossi sul campo e blindati come assistenti di Nicola Brienza. Una coppia di validi scudieri formatisi in casa e devoti alla causa, nonché motivo di vanto della scuola di panchina pistoiese.

W di Wheatle: il leader emotivo della squadra, senza sé e senza ma. Sempre uno dei primi a crederci e uno degli ultimi a mollare, trascinatore in ambe due le metà campo. I suoi attuali numeri parlano chiaro: top 5 del girone per rimbalzi di media e top 10 per recuperi. Senza tralasciare tutto il resto, anche a prescindere dalle statistiche.

Z di Zoccolo duro: da intendersi con quelle poche centinaia di tifosi che, da quando è stato possibile, non hanno mai fatto mancare il sostegno ai propri beniamini. Gli aficionados della Baraonda e delle tribune, un indispensabile volano per l’autostima e la fiducia del Pistoia Basket.

Redazione PtSport
Redazione PtSport
La redazione di Pistoia Sport è composta da un manipolo di valorosi giornalisti e giornaliste che provano a raccontarvi le vicende della Pistoia sportiva e non solo con lo stesso amore con cui le nonne parlano dei nipoti dalla parrucchiera.

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