La volontà della società è quella di dare fiducia al gruppo attuale. Se Pistoia è ferma, lo stesso di certo non si può dire delle altre: Cantù ha appena ufficializzato il ritorno di Ragland
Coach Michele Carrea è stato chiaro nel post partita di Brescia: «Questi siamo e questi rimarremo». Pistoia insomma non guarda al mercato, almeno per il momento. Una precisazione doverosa, anche vedendo lo storico. Già la scorsa stagione infatti la società biancorossa aveva escluso il passaggio al 6+6, salvo poi rimangiarsi tutto con l’arrivo di Mickell Gladness. Un sacrificio economico che non portò alla svolta tanto desiderata, alla luce della retrocessione sul campo.
Ecco perché, prima di intervenire, la dirigenza valuterà attentamente vantaggi e rischi. C’è poi la voglia di dare fiducia a un gruppo che piano piano sta trovando fiducia e continuità di risultati, almeno fra le mura del PalaCarrara. In questo senso, le due gare consecutive in via Fermi con Cremona e Pesaro rappresentano una gran bell’occasione per migliorare la classifica.
Se Pistoia non pensa a interventi in corso d’opera, lo stesso di certo non si può dire per le rivali, che recentemente hanno beneficiato dell’arrivo di due nuovi importanti sponsor. Cantù ha appena ufficializzato il ritorno di Joe Ragland e sta facendo di tutto per trattenere Andrea Pecchia, che negli scorsi giorni sembrava destinato a finire a Bologna, sponda Virtus. Trieste invece, come riporta Spicchi d’Arancia, è alla ricerca di un play d’esperienza, con Mike Green (ex Cantù, Varese e Venezia) in pole. Infine, anche Roma e Pesaro si stanno muovendo: i capitolini hanno necessità di un giocatore perimetrale, mentre i marchigiani potrebbe inserire nel proprio roster un “4”.



