I cinque giocatori che compongono il quintetto del decennio del Pistoia 2010-2019. C’è tanta A2, segno che le emozioni provate erano vere e forti e che non si cancellano facilmente
di Francesco Bocchini e Matteo Lignelli
È stato un viaggio breve ma intenso insieme a tutti i nostri lettori. Proprio un bel viaggio, che ci ha portato a decretare il quintetto del decennio 2010-2019 del Pistoia Basket e a rivivere anni di emozioni pure.
Difficile, davvero difficile scegliere cinque giocatori e un solo allenatore tra tutti quelli sono passati al PalaCarrara. Difficile anche perché non era giusto considerare il mero dato tecnico e allora si sono aperte una miriade di porte. Ognuno ha scelto in quale entrare e quale strada percorrere: questa la top-five che ne è derivata.
Il Pistoia Basket del decennio 2010-2019
Play: Brad Wanamaker
Nonostante la presenza di Ronnie Moore fra i candidati, la sua vittoria era praticamente scontata. Forse non solo il miglior playmaker visto a Pistoia negli ultimi dieci anni, ma addirittura il miglior giocatore. Arrivato in sordina in biancorosso, al classe ’89 è bastato pochissimo per far innamorare i tifosi del PalaCarrara. Non solo per la sua visione del gioco, ma anche per i canestri da leader. Già la leadership, la caratteristica che lo ha portato prima a diventare punto di riferimento in Europa, specie al Fenerbahce, e poi a tornare Oltreoceano dalla porta principale, firmando con i Boston Celtics. I suoi numeri a Pistoia? 16.1 punti, 5 assist e 20 di valutazione di media a gara. Fenomeno.
Guardia: Dwight Hardy
Inizia a giocare a basket nel Bronx e quando arriva a Pistoia (stagione 2011-12) ha 25 anni e la faccia di chi avrebbe voglia di spaccare il mondo. Prima della sfida al vertice con Brindisi dichiara che in città «i tifosi sono pazzeschi, più caldi che al college» e questo gli vale un amore che a fine 2019 nessuno ha ancora dimenticato. Come le sue giocate e infatti è Dwight la guardia più votata tra quelle che si sono alternate tra A2 e serie A.
Ala piccola: Micheal Hicks
Lo zio di Panama si prende la palma di miglior 3 della decade biancorossa. La sua esperienza e i suoi punti nei momenti delicati sono fondamentali per la promozione in serie A. Una cavalcata, quella biancorossa, in cui l’impronta dell’ex Montecatini è tangibile. Hicks è infatti grande uomo spogliatoio, idolo dei tifosi e il suo nome, assieme a quello di tutti i suoi compagni, resterà impresso nella mente dei pistoiesi per sempre.
Ala Grande: Giacomo Gek Galanda
Tre scudetti, una coppa Italia e una supercoppa italiana, l’oro di Francia ’99 e l’argento di Atene 2004. Leggi il palmares del Gek Nazionale, pensi che ha chiuso la carriera al Pistoia Basket e ti senti male. In biancorosso dal 2011 al 2014, tra gli eroi della promozione, ha regalato giocate di classe alla gente e preziosi consigli ai compagni. Tolta la canotta si è seduto dietro la scrivania: un’esperienza iniziata bene e finita un po’ così, senza nemmeno troppe spiegazioni da entrambe le parti. Però Galanda, il “4” del decennio, è comunque rimasto legato – emotivamente e professionalmente – alla nostra città.
Centro: Alex Kirk
Al cuore non si comanda, ma in questo caso i tifosi biancorossi fanno un’eccezione. Già, perché in concorso nello spot di 5 c’era pure Fiorello Toppo, battuto da Kirk. Sbarcato a Pistoia nell’estate del 2015, il classe ’91 si dimostra fin da subito giocatore in grado di fare la differenza. La mano educatissima gli consente di avere una doppia dimensione. Dominante a lunghi tratti (16.3 punti e 7.6 rimbalzi di media a gara, i suoi numeri al termini della stagione), l’ex Cleveland Cavaliers trascina i toscani prima alla storica qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia, poi a quella ai playoff, dove la Giorgi Tesi Group viene eliminata da Avellino. Ma per Kirk e compagni ci sono tanti, tantissimi applausi.
Coach Paolo Moretti
Un addio burrascoso nell’estate del 2015 e una seconda esperienza finita malino negli ultimi mesi della scorsa stagione non hanno affievolito l’amore dei tifosi biancorossi. Paolino vince la concorrenza di Esposito ed è l’allenatore del decennio. Troppo forti, si legge nei commenti, le emozioni legate al ritorno in Serie A, all’anno da matricola con le prestigiose vittorie al PalaCarrara e a quell’indimenticabile ottavo di finale di playoff con Milano. Dev’esser bello scoprire che le emozioni vissute in quei sette anni non sono ancora svanite.



