Si interrompe dopo 12 anni la storia d’amore fra Giulio Iozzelli e il Pistoia Basket. La speranza di tutti i tifosi biancorossi è di rivederlo presto da avversario, anche se farà un certo effetto
Se ne va dopo una retrocessione sul campo, è vero. Una retrocessione brutta di cui, insieme all’allenatore Paolo Moretti, Giulio Iozzelli è stato l’unico a parlare a chiare lettere. Commentando una stagione sciagurata e piena di errori (anche suoi, come ha detto), come il resto della società non ha ancora fatto.
Ma Giulio Iozzelli se ne va dal Pistoia Basket, soprattutto, dopo 8 campionati finiti ai playoff in 12 anni. Di cui 5 in Legadue, con due finali promozione e quella cavalcata indimenticabile del 2013 , e 3 in serie A.
Firmando la quarta di copertina di quel libro dei sogni che Paolo Moretti e Vincenzo Esposito hanno scritto nelle stagioni 2013/2014 e 2015/2016, quando hanno meritatamente alzato alla volta del PalaCarrara il titolo di miglior coach dell’anno della Legabasket.
Un titolo in cui l’apporto dei Giulio Iozzelli come uomo mercato, come uomo- immagine del basket pistoiese all’esterno è stato fondamentale. Per scovare talenti sconosciuti in quel mare magnum che è il mercato americano e per condurre trattative che hanno portato in via Fermi, nomi importanti che nessuno da queste parti si sarebbe sognato di poter vedere con la maglia biancorossa addosso.
Ma anche per tessere quei rapporti con il resto del mondo a spicchi, fuori dalle mura e dai salotti di questa provincia, tanto bella quanto a volte soffocante. Perchè per l’esterno, il club biancorosso è sempre stato quasi solo Giulio Iozzelli. Conosciuto e stimato, presente e attento nonostante quella tendenza innata a defilarsi dai riflettori.
Una posizione acquisita nel tempo, con i valori del campo, da una delle pochissime figure tecniche del Pistoia Basket. Un modello, quello della genuinità della grande famiglia, nobilitata solo da alcuni professionisti, che si è lasciato andare per anni anche quando ha iniziato a mostrare alcune forzature. E che alla fine, stando alla svolta in atto in questa primavera, ha fagocitato tutto.
Arrivando ad una separazione, quella con Giulio Iozzelli, che sotto i canestri pistoiesi è davvero la fine di un’era. Non solo per le stellette sull’uniforme dell’ex diesse, che saranno da stimolo ma rischiano di abbagliare chi verrà dopo. Ma perché dopo una carriera legata allo sport della sua città, Giulio Iozzelli esce di scena. Cresciuto come dirigente nell’Olimpia, alla pallacanestro pistoiese ha legato quasi tutta la sua carriera di dirigente, eccezion fatta una parentesi alla Pistoiese Calcio dell’era Bozzi. Ripercorrendo l’altro amore di famiglia, visto che babbo Giovancarlo si è diviso tra l’attività politica e il supporto al Faraone arancione, Marcello Melani.
Insomma anche per lui, per lo storico dirigente pistoiese, inizierà una grande sfida. Due anni fa si era parlato di un interessamento forte di Varese. La speranza è quella di ritrovarlo da avversario in questa serie A che Pistoia ha pescato come un jolly all’ultima mano.
Anche se farà un certo effetto non vederlo seguire le partite a bordo campo, sempre all’entrata del tunnel degli spogliatoi, sempre lì dove è forte l’odore del campo. E dove è grande il rischio pallonata. Dove si raccolgono tutti gli applausi, ma si sentono bene anche tutti gli insulti, senza censure. Dove, a volte, si raccoglie anche qualcos’altro vedi qualche anno fa la bagarre scoppiata tra Oscar Chiaramello e alcuni tifosi. Con Giulio, gettatosi nelle vesti di pacere a raccogliere il destro dell’Oscar furioso.
Farà un certo effetto non incrociarlo al PalaCararra, sempre con l’immancabile telefono all’orecchio. Sempre accesso, ad ogni ora del giorno e della notte. Anche per i giornalisti. Dovrebbe essere normale, invece per molti ancora oggi è un peso. Non per Giulio Iozzelli, fortunatamente.



