Il Pistoia Basket ha avviato la sua lotta partigiana: grinta e carattere basteranno a ricaricare una piazza stanca di combattere?
Cinque giornate sono bastate per capire che la battaglia di “resistenza” del Pistoia Basket sarà durissima. Tra le difficoltà di una squadra costruita (da anni e sempre di più) con uno degli ultimi budget della Serie A e l’impennata nella velocità di un campionato livellato verso la media-alta classifica, la graduatoria dopo 200 minuti fa già paura.
Molto più di un anno fa, quando il campionato a due velocità con il gruppetto “slow” in fondo a rallentare la corsa per l’unica retrocessione ha concesso tante seconde chances all’OriOra di Ramagli, che aveva preso i soliti cinque schiaffoni di quella di Carrea ma con una serie vera di non prestazioni e scoppole poco dignitose.
Roba più o meno ripetuta dall’estate: sia a livello di budget che a livello di aspettative su un campionato in cui sono arrivati campioni con ingaggi paragonabili forse all’intero quintetto biancorosso e sono tornate piazze del calibro di Fortitudo, Treviso e Roma che certo poggiano naturalmente su bacini diversi di quelli della provinciale Pistoia.
Eppure quello che non si è capito ancora e non solo in cinque giornate di campionato, ma nei cinque mesi che da giugno ad oggi hanno dato vita al nuovo corso dell’OriOra, è se Pistoia sia pronta a questa battaglia. Pistoia tutta, intesa in primis come società, come sponsor e come piazza è pronta alla battaglia di resistenza?
Un termine, resistenza, rubato al soldato Carrea che nella grintosa conferenza stampa pre Reggio Emilia ha evidenziato come lui e i suoi ragazzi debbano soprattutto “resistere” alle “scorie” fisiche e mentali di questo inizio più ripido del previsto. Un termine forte, quello che evoca le battaglie contro un nemico spesso più organizzato e potente, mosse però da una voglia e un sentimento popolare travolgente, che calza a pennello con il ruolo di questa OriOra in questo campionato. Non solo perché resistenza è sinonimo di carattere (e la squadra non si è scontrata su questo ma piuttosto con i suoi limiti tecnici), ma soprattutto perché è sinonimo di consapevolezza. Quella che a Michele Carrea e a Marco Sambugaro non si può certo rimproverare, visto che da quando sono arrivati a Pistoia hanno ripetuto le difficoltà ma anche gli stimoli di dover lottare contro tutti i pronostici che mettevano Pistoia in fondo ai ranking di qualsiasi addetto ai lavori.
Una consapevolezza che non impedisce però di lottare e questo chi va in campo e chi siede in panchina lo sa. Le parole di Carrea prima della sfida del PalaBigi, in cui qualche passo avanti si è visto anche se non sufficente per competere in un campionato che non aspetta, lo hanno dimostrato. Di responsabilità il tecnico milanese ne sente parecchie, tra cui quelle di dimostrare che la sua chiamata “meritocratica” (come ha detto Maurizio Buscaglia) dalla Legadue senza aver vinto un campionato a differenza del suo prossimo avversario Antimo Martino, sia stata giusta. Parole che evidenziano quantomeno la statura morale di un ragazzo, accolto qualche mese fa da un travolgente quanto estemporaneo entusiasmo e già coperto dai fischi e da qualche parola poco piacevole, due domeniche fa, nell’uscita dal campo dopo il ko contro Roma. Cosa è cambiato in questo lasso di tempo in cui Carrea ha sempre tenuto tutti con i piedi per terra?
Nulla, se non il fatto che la voce della società non sempre è stata all’unisono con la consapevolezza dei suoi tecnici. La conferenza stampa sulle risapute ristrettezze economiche, rispolverando il mai pienato buco di bilancio, è arrivata dopo le prime due giornate di campionato invece che all’indomani della salvezza pescata come un jolly nel maggio scorso. Forse avrebbe aiutato a dare consapevolezza almeno ai fedelissimi di una piazza che sembra stanca di lottare, altrimenti non si spiegano i meno di 2000 presenti alla seconda gara interna di campionato. Eppure la battaglia per la resistenza è lunga e difficile, spesso amara: se non ci siamo più abituati, sarà difficile provare a vincerla.




Treviso 83.950 abitanti Cremona 71.924 Varese 80 559 Cantù 40 007 Pesaro 94 969 Brindisi 86 811 Pistoia 90.205 abitanti.
A parte Milano Venezia Roma Bologna Brescia Trieste che hanno un potenziale bacino d’utenza superiore al nostro non capisco perché solo per Pistoia la Serie A debba essere un lusso, se poi non ci sono soldi in società quello è un altro discorso, ma smettiamola di dipingerci e di farci dipingere dall’Italia intera come il borgo composto da tre case